il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Camorra & Politica/41: Scafati, l’Acse e … gli svarioni della commissione prefettizia tra indagati e quote rosa

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – In uno dei precedenti articoli ho scritto che le Commissioni d’Accesso non servono a niente, o quanto  meno non servono a fare chiarezza sui fatti per i quali vengono nominati al fine di indagare e ispezionare. Non servono a fare chiarezza perché, un po’ come da decenni fanno i GIP, si appiattiscono troppo e spesso sulle posizioni del Pubblico Ministero avallate dal Gip per le ragioni innanzi esposte. Non ne parliamo, poi, delle Commissioni Prefettizie inviate a gestire un’amministrazione comunale soprattutto quando viene sciolta per sospette infiltrazioni camorristiche. Certo si tratta di capire con quale tipo di Commissione abbiamo a che fare; a me personalmente non piacciono le triarchie così come è accaduto qualche anno fa a Pagani e sta accadendo oggi a Scafati nell’ottica dell’ennesima similitudine tra le due grandi inchieste che hanno travolto le due grosse comunità dell’agro nocerino-sarnese. Ma veniamo alla Commissione prefettizia di Scafati ed a quanto la stessa Commissione ha messo in atto per smantellare l’ACSE, un organismo ritenuto dagli inquirenti come la chiave di volta del sistema illegale che avrebbe gestito per diversi anni la cosa pubblica scafatese. Ebbene la Commissione, pur non bocciando la relazione sul bilancio della società, ha optato per l’azzeramento del CdA dell’Acse, sostituendo il vecchio CdA privo di indagati con un nuovo CdA nelle cui fila risulterebbe anche un indagato. Badate bene, nel vecchio CdA c’erano alcuni personaggi che erano stati indagati  e che poi che erano stati nel tempo tutti prosciolti dallo stesso PM che aveva promosso e portato avanti le indagini; ma questo era avvenuto prima che quelle persone entrassero nel CdA nominato da Pasquale Aliberti. Nel caso del nuovo CdA ci sarebbe addirittura un personaggio sul cui capo penderebbe una richiesta di arresto per corruzione con un ben identificato clan camorristico dietro una vicenda di appalti per servizi e forniture all’ospedale Santobono di Napoli … tanto per cambiare. E’ altrettanto vero che il presunto errore, o svista, è stato lestamente corretto, ma rimane il fatto che in un CdA nominato da una Commissione Prefettizia è entrato a farne parte un soggetto tuttora sotto indagine da parte della DDA di Napoli. E questa inquietante presenza fa si che un attento osservatore dei fatti giudiziari possa e debba porre almeno una domanda: Su questo nomina adesso indagherà la DDA di Salerno ? Sicuramente si, e ci aspettiamo notizie risolutive in tal senso. Ma, ovviamente, c’è ancora di più. In ballo ci sarebbe anche la questione delle “quote rosa” ed anche della convocazione per le nomine Acse. Insomma ci sarebbe di tutto e di più. Partiamo dalla convocazione che sarebbe stata effettuata fuori dai termini previsti dalla legge e, quindi, il conseguente pacchetto di decisioni potrebbe essere azzerato dalla stessa Prefettura prima ancora che dalla magistratura. Nella prima nomina in cui c’era il presunto indagato i Commissari avrebbero dimenticato di inserire una donna, in quota rosa, come le norme obbligano e impongono;  e il fatto impone un’altra domanda: Ma c’era qualcuno da favorire ? La risposta è no, sarebbe troppo pacchiana una cavolata del genere da parte dei tre Commissari, tutti molto esperti di procedure amministrative. E allora perché è accaduto; le risposte potrebbero essere tante, a Voi lettori scegliere la più confacente al vostro modo di pensare. Un modo di procedere che lascia almeno perplessi se i fatti narrati fossero veritieri e venissero messi a confronto con la valanga di accuse, tutte ancora da provare, piovute addosso all’ex sindaco Pasquale Aliberti che deve ancora lottare per rifondare la sua dignità di uomo politico senza macchie. E c’è già qualcuno che chiede l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone sperando in una subitanea sospensione di “tre mesi” (che il minimo sindacale !!) dell’attuale Commissione così come previsto e fatto per lo stesso ex sindaco per una precedente vicenda.

 

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