il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2018: Andrea Lembo esordisce in tv !!

Aldo Bianchini

SALERNO / CAMPAGNA – Uno sconosciuto candidato sindaco di un piccolo paese di provincia (per non dire sperduto !!) che esordisce su una tv nazionale (La7) e in uno dei programmi di punta (Omnibus) e’ sicuramente un caso mediatico che merita attenzione da parte del giornalismo.

Andrea Lembo, sconosciuto candidato sindaco, appare all’improvviso in una delle trasmissioni piu’ seguite nel palinsesto televisivo nazionale; non e’ cosa da poco in qaunto su gli schermi nazionali non si arriva per caso e la cernita dei personaggi da invitare e’ drasticamente tagliente; a meno di non avere una conoscenza diretta diuno degli autori del programma e/o dei conduttori. Comunque l’apparizione in una tv nazionale e’ pur sempre un vantaggio per chi appare, soprattutto se appare soltanto lui a disdoro degli altri eventuali candidati sindaci che dovranno servirsi di piccoli e insignificanti balconi per poter parlare alla gente.

L’avv. Lembo lo ha fatto da una pattaforma nazionale e si e’ rivolto ad una plaea enorme di telespettatori-elettori per dire naturalmente delle cose vere ma scontate e er fare le solite promesse degne di un politico incallito su ben 34 beni confiscati a Campagna e sottratti alla camorra. Una notizia eclatante, non quella della destinazione che il candidato vorrebbe dare ai beni, piuttosto l’abilita’ di aver scoperto quasi per caso (sono sue parole !!) la presenza sul comprensorio territoriale del suo paese i predetti beni. Poi per il resto della trasmissione ha parlato di politica alla stregua di uno dei massimi responsabili renziani del Partito Democratico.

Abilita’ personale, amicizie influenti o frutto di raccomandazioni di famiglia l’aver scoperto per caso l’esistenza di quei beni; forse le difficili risposte a questi interrogativi hanno indotto qualche alleato fedele a mollare gli ormeggi della “barca Lembo” per avviarsi verso altri lidi.

Nel novembre dello scorso anno gia’ ci fu un po’ di maretta intorno all’intervento che Andrea Lembo aveva tenuto nell’ambito della “Leopolda” del PD. Addirittura il Corriere del Mezzogiorno l 27 novembre 2017 scrisse: “Dal palco della Leopolda di Firenze ha parlato del bisnonno primo sindaco di Campagna dell’Italia Liberata. E di quel testimone virtuale che ora potrebbe passare di mano, arrivando fino a lui. Andrea Lembo, 32 anni, avvocato, amico intimo dei figli del governatore campano, Vincenzo De Luca, ha dunque ufficializzato la sua candidatura per il Pd a primo cittadino di Campagna, cittadina della Piana del Sele, nel Salernitano. Sin qui, nulla da eccepire. Se non fosse che il giovane aspirante sindaco è anche il figlio del procuratore della Repubblica di Salerno, Corrado Lembo, a capo dello stesso ufficio giudiziario che ha messo sotto inchiesta sia Roberto De Luca, primogenito del presidente della Regione, che il papà Vincenzo, per la storia del Crescent e di piazza Libertà”.

Ma allora qual e’ la verita’ ?  Gaetano Amatruda, vice segretario provinciale di Forza Italia, la spiega in questo modo: “Una storia, quella raccontata da Andrea Lembo, difficile e da rispettare. Ma serve una riflessione più ampia sul caso. È evidente che Andrea, ragazzo perbene e preparato, ha notorietà a Salerno e nella provincia anche perché è il figlio del capo della Procura di Salerno. Una Procura che attenziona diversi uomini del Pd. A parti invertite cosa sarebbe successo? Il finimondo. Il padre non ostacoli il figlio che ha avviato un legittimo percorso politico. Sarebbe un bel gesto lasciare la Procura di Salerno”.

Ma come la penso io ? Mi corre l’obbligo di rispondere perche’ io faccio il giornalista su notizie di cronaca che mi piace approfondire, per questo dico: “I figli non c’entrano con i padri ed allo stesso tempo i padri non c’entrano con i figli. Tutto questo vale pero’ per le persone che non sono personaggi e dunque non e’ ammissibile che un padre personaggio (e un procuratore della repubblica e’ personaggio importantissimi sul territorio) debba continuare ad esserlo anche se il figlio diventa, a sua volta, un personaggio (e un sindaco e’ un personaggio). Nella fattispecie c’e’ anche l’aggravante (per rimanere in tema giudiziario) che il padre potrebbe essere chiamato a  indagare il figlio”.

La soluzione sta nel prepensionamento del procuratore diventa sindaco, se invece il procuratore ha deciso di rimanere al suo, sarebbe molto opportuno che il figlio rinunci ai sogni di gloria politica e si accontenti di quelli professionale che sicuramente non gli mancheranno.

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