il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2018: la scure di Salzano su Forza Italia !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Mi piace fare il giornalista perche’ mi da la possibilita’ di informare la gente ma anche di commentare la notizia sulla base del mio pensiero e della mia esprienza. Se dovessi dare solo le notizie sicuramente non farei piu’ il giornalista che e’ il piu’ bel mestiere del mondo soltanto se hai la liberta’ di pensiero e di commento.

            Con questi presupposti mi accingo a commentare la notizia, ripresa da tutti i giornali, del duro attacco sferrato dal prof. Aniello Salzano (gia’ sindaco di Salerno e gia’ consigliere regionale) contro i vertici di Forza Italia di Salerno. Pur condividendo punto per punto il comunicato diffuso da Salzano mi sono stupito della durezza dell’affondo portato anche con una inusuale terminologia, non propriamente consona all’atteggiamento molto contenuto e signorile del noto docente universitario.

            L’aggressione di Salzano puo’ essere compresa soltanto se si pensa che e’ stata messa in atto contro un partito ormai in fase di totale collasso e di implosione ed anche oggetto di un tiro al bersaglio in cui ognuno si muove per proprio conto sperando che l’altro venga messo in dificolta’ per ottenere qualche posizione piu’ sicura nel partito e nel parlamento. Insomma da qualche anno a questa parte Forza Italia non ne azzecca piu’ nemmeno una.

            Dice benissimo il prof. Salzano nel passaggio in cui parla dell’attuale commissario provinciale: “Il senatore Fasano afferma di volersi assumere ‘ogni responsabilità, come è giusto che sia per il ruolo di coordinatore provinciale’. Questo è davvero l’aspetto che più impensierisce. Infatti alla luce dei risultati sino ad oggi conseguiti da F.I. a Salerno e in Provincia la sua dichiarazione è spaventosamente preoccupante. Fasano non ha vinto una sola competizione, né comunale, né regionale, né politica. Ha azzerato quasi dovunque i voti di Forza Italia, riducendola in alcuni comuni a percentuali da prefisso telefonico. In realtà importanti come Battipaglia e Nocera Inferiore per esempio, dove si è votato recentemente, il Partito ha dimostrato tutta la propria inconsistenza, precipitando a percentuali misere e ridicole. Nonostante i cattivi risultati mai ha avvertito l’obbligo morale di chiarire le proprie oggettive responsabilità, nonostante gli sia stato insistentemente richiesto. Mai poi ha pensato di auto-esonerarsi, di imitare cioè gli allenatori di calcio quando non sono in grado di vincere una sola partita“.

            Questo accade perche’ su tutto il territorio, per quanto riguarda Forza Italia, vige la “legge Carfagna”, ovvero della sottomissione totale ai desideri della padrona che pur non sapendo nulla della realta’ politica territoriale ritiene di governare il partito in sede locale in forza di “un mandato” conferitole in sede romana e, sicuramente, non per meriti organizzativi del partito sul territorio. La Carfagna ha certamente tanti meriti, dialettica – immagine – carattere, che vanno bene in sede nazionale ma che  in sede locale si sciolgono come neve al sole in quanto da “mostro televisivo” non e’ stata mai in grado di entrare nelle grazie della stampa locale che, nonostante la sua palese inerzia, comunque sul piano mediatico conta e come.

            Personaggi come Fasano e Cardiello, parlamentari anche se non eletti, (ma anche Paravia, Marotta, Milanese, ecc.) hanno avuto una vita parlamentare soltanto grazie a Edmondo Cirielli, prima che la Carfagna sfasciasse il partito, e da quest’ultimo si sono allontanati perche’ in FdI c’erano pochissimi spazi da poter occupare. Fasano da senatore ebbe anche la grazia da Cirielli di poter avere un suo ufficio nel Palazzo Sant’Agostino (forse anche contro ogni regola !!), per non dire di Cardiello che sembrava un inossidabile fan del colonnello e che si e’ subito piegato ai nuovi voleri; poi arrivo’ la Carfagna che pensava di poter fare con Cirielli come fa con gli altri ed e’ stato lo sfascio generale. Fughe in avanti e indietro, figurelle da quatro soldi, pagliacciate continue da parte di moltissimi personaggi che ancora oggi gravitano nell’ambito del partito. Quella mitica maggioranza del PdL e’ svanita come neve al sole ed oggi, alla luce degli ultimi accadimenti, e’ abbastanza facile affermare che fu tutta e soltanto colpa dell’on. Mara Carfagna che continua a godere in sede centrale di una fiducia che, ai tempi della prima repubblica, le sarebbe stata revocata gia’ da tantissimo tempo. Dunque aveva ragione Edmondo Cirielli, e non solo nei confronti della Carfagna.

            Fin qui quindi condivido in pieno lo sfogo drastico e senza possibilita’ di appello di Aniello Salzano; quello che ha scritto e’ tutto vero ed e’ indiscutibile. Per allontanare ogni dubbio sulla cristallina  presa di plsizione di Aniello sono andato a recuperare una sua dichiarazione (fonte Salernotoday.it) del 5 luglio 2017 nel momento del suo ritorno in Forza Italia: “Mi è stato rivolto dall’onorevole Mara Carfagna l’invito ad un momento di riflessione a più voci dedicato al progetto di realizzazione di un’unica area politica che concentri le varie espressioni italiane del Partito Popolare Europeo. Mi risulta che un approfondimento sia stato anche propiziato da una recente svolta in questa direzione dal presidente Silvio Berlusconi che più volte, soprattutto negli ultimi tempi, ha auspicato la nascita di un centro alternativo al Pd e alla sinistra che si ispiri ai valori del Ppe, con una forte componente liberale, moderata e cattolica, ancorato ai principi cristiani dell’Occidente liberale. Del resto, i progetti di legge elettorale, in discussione e molto probabilmente di prossima approvazione, hanno come comune denominatore l’esistenza di soglie di sbarramento. Quindi è inevitabile che le plurime espressioni di una comune matrice continentale debbano ritrovarsi insieme per non smarrire il compito che ne costituisce la ragione fondante. E’ in questa prospettiva che ritengo mio dovere di accettare la proposta rivoltami dall’onorevole Carfagna ed è in questa chiave che intendo muovermi, rivolgendo lo sguardo nella direzione di quanti provengono da questa tradizione politica senza settarismo e senza animosità”.

            Cosa e’ successo i  questi sei mesi, possibile che un’intesa che si annunciava cosi’ solida possa essere saltata solo per la mancata candidatura di Antonio Fasolino ? o le ragioni dello sfascio risiedono in  altre motivazioni ? Ben conoscendo la caratura politica e morale di Aniello Salzano riesco davvero con difficolta’ a pensare che una candidatura possa aver determinato la fine della ritrovata unita’. Di certo c’e’ che la Carfagna, dopo aver strapazzato Cirielli costringendolo ad una rapida fuga per non finire male, ha deciso di fronteggiare e semmai sconfiggere il vero leader di Forza Italia in Campania: Stefano Caldoro; dal quale mi attendo uno scatto d’orgoglio ed una presa di posizione forte e decisa contro chi vuole disintegrare Forza Italia.

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