il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2018: è Ciccone la novità di Forza Italia ?

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Qualche giorno fa scrivendo della convention di Forza Italia, organizzata nei saloni del Polo Nautico, per presentare le liste dei suoi candidati avevo anche parlato di Romano Ciccone, detto “Lello” dicendo che: “”L’altro nome che balza alle cronache è quello di Romano Ciccone (detto Lello), candidato alla Camera nel collegio un uninominale di Battipaglia dove dovrà vedersela con avversari di prestigio quali Mimmo Volpe e Federico Conte. Se facciamo una rapida cronistoria della politica salernitana di questi ultimi anni ci accorgiamo che Lello Ciccone è stato uno dei pochissimi a cercare di contrastare lo strapotere deluchiano, e lo ha fatto in prima persona mettendoci la faccia. Per lui e per il suo aplomb quasi britannico, nel mantenere sempre una posizione di assoluto senso di appartenenza senza mai dare segni di impazienza, è arrivata forse l’occasione giusta per ritornare a fare politica in maniera diretta e costruttiva. Ma di queste peculiarità del candidato Ciccone avremo modo di riparlarne nel corso di questa campagna elettorale””.

            Ed eccomi pronto a parlare di Lello Ciccone che, guarda caso, conosco da una vita.

            Avendo praticato molto sport in gioventù, a cominciare dall’atletica leggere per finire al tennis, ho sempre pensato e lo penso tuttora che un personaggio che viene dallo sport (quello praticato !!) ha indubbiamente nel suo dna quei cromosomi positivi che, volente o nolente, ne fanno di lui un soggetto comunque trasparente e necessariamente incline alla lealtà; lo sport, quello puro, è innanzitutto lealtà e poi conseguentemente trasparenza e legalità.

            Ebbene Lello Ciccone viene dallo sport praticato e non solo; nella sua vita universitaria si è anche dedicato, per anni, alle organizzazioni sportive di medio ed alto livello riportando il CUS di Fisciano, dopo molti anni di silenzio, a punte di interesse nazionale ed internazionale; un CUS che è ripiombato nell’oblio subito dopo il suo ovvio e naturale abbandono. Il profilo caratteriale e molto professionale di Lello venne fuori proprio in quella sua lunga direzione del CUS, anzi per lui probabilmente quella esperienza fu una scuola di vita; da lì è uscito ingigantito per la sua già spiccata propensione all’organizzazione in favore degli altri che presto si è trasformata in “servizio” sociale, politico, umano, sempre per gli altri e, soprattutto, in favore delle categorie meno abbienti. Ma anche lì, nel suo CUS, Lello Ciccone è stato osteggiato e combattuto e, forse, proprio per questo ha maturato una seraficità ed una compostezza in tutti i suoi atteggiamenti, mai una parola fuori dal coro, mai una protesta dopo una delusione elettorale e sempre una disponibilità innata verso il prossimo.

            Poi è entrato in politica portando, in punta di piedi, non solo il grosso bagaglio costruito negli anni dell’università, dello sport e del CUS, ma anche i lunghi anni di sacrifici per imporsi nella vita, prima a livello professionale ed umano e poi nell’esercizio politico della solidarietà.

            Ha attraversato con dignità il panorama politico attuale finendo per scontrarsi violentemente con il kaimano De Luca in una battaglia infida e surreale al tempo stesso, una battaglia dalla quale chiunque altro ne sarebbe uscito con le penne strappate; Lello non cadde nella trappola, non rispose pubblicamente, lo fece nella sede più naturale, il Tribunale, che è un po’ anche la sua casa professionale. E vinse alla grande, ma dopo la vittoria non andò alla ricerca dello scalpo dell’avversario e si ritirò nel silenzio ovattato della sua professione per poi riemergere piano piano, e sempre con grande signorilità in forza della battaglia durissima che aveva vinto senza umiliare l’avversario. Quella fu, a mio avviso, una dimostrazione di gestione democratica e trasparente di una vicenda costruita ad arte per abbatterlo.

            E’ stato consigliere comunale di Salerno a lungo, ha ricoperto anche diversi incarichi nelle varie commissioni consiliari, ha saputo scegliere sempre le alleanze giuste ed è stato intelligente nello sciogliere le amicizie politiche al momento gopportuno per ripresentarsi pronto e riverniciato nelle occasioni successive. Non ha mai cambiato la sua idea di fondo che è quella riformista, un riformismo legato ai tempi ed alle condizioni storiche in cui operano le diverse comunità; insomma Lello Ciccone è stato sempre capace di cambiare pelle, non ideologia, per migliorare se stesso e presentarsi alla platea degli elettori quale portatore di un nuovo messaggio.

            In pratica Ciccone, fin dai tempi dell’università, non ha mai smesso di fare politica (anche le organizzazioni sportive sono una branca della politica !!) ed è stato in grado di rinnovare se stesso e il suo messaggio in ogni occasione che la vita pubblica gli ha messo davanti.

            Oggi è candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Battipaglia; un collegio difficile ma anche un’occasione irripetibile per lanciarsi verso i palazzi romani al fine di portare anche lì, nella palude del vecchiume e dell’immobilità, una ventata sportiva di riformismo e di novità; proprio come Lello Ciccone ha già fatto in sede locale, sa fare ancora e farà sicuramente in futuro.

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