il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Fonderie Pisano: Bonavitacola al Comitato Vita e Salute “Priorità alla salute dei cittadini”… meno male che ci voleva Bonavitacola per scoprire che la salute viene comunque prima

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

NAPOLI – Avevo tralasciato di proposito le dichiarazioni del vice presidente della Regione Campania, on. Fulvio Bonavitacola, a margine dell’incontro tra lo stesso vice presidente e l’Associazione Salute e Vita di Lorenzo Forte; l’ho fatto per poterne parlare a parte anche se a distanza di tempo. E’ giusto precisare che dal momento in cui è andato in scena l’incontro a Napoli c’è stata l’ordinanza del Tribunale del Riesame che ha confermato la decisione del TAR ed avallato la riapertura delle Fonderie.

            Ma ritorniano all’incontro che è avvenuto a Napoli, nella sede della giunta regionale a Palazzo Santa Lucia, la mattina del 20 aprile 2018 e compiutamente raccontata soltanto da il quotidiano “Il Mattino” nell’edizione del giorno successivo a pag. 27.

            Riporto le dichiarazioni di Fulvio Bonavitacola, pedissequamente così come pubblicate, per non togliere niente all’effetto psicologico che si riproponeva di ottenere, interessantemente e politicamente (alla luce delle nuove imminenti elezioni politiche), nell’immaginario collettivo dei cittadini di Fratte, anche su quelli non appartenenti all’associazione.

            Ecco cosa ha scritto Il Mattino:

            “”Ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di Salerno di riaprire le Fonderie Pisano e «accelerare» per arrivare in “tempi contingentati” al completamento dello studio Spes: queste le principali richieste portate ieri mattina sul tavolo della Regione Campania dall’associazione Salute e vita. A ricevere Lorenzo Forte e una delegazione del movimento di Fratte è stato l’assessore all’ambiente Fulvio Bonavitacola. Il quale, senza mezzi termini, ha ribadito «l’assoluta priorità che va garantita alla tutela della salute dei cittadini»””.

            Ecco cosa avrebbe dichiarato Bonavitacola: “Ho preso atto delle richieste e mi sono riservato di sottoporle all’attenzione del presidente De Luca, confermando la piena attenzione dell’amministrazione regionale sui temi in argomento, consapevoli dell’assoluta priorità che va garantita alla tutela della salute dei cittadini”.

            Non c’è che dire, una dichiarazione d’intenti assolutamente condivisibile; ma era necessario, mi chiedo, che si scomodasse addirittura un vice presidente di Regione per dire a tutti che la salute viene prima di ogni cosa. Bontà della politica forse !! che è comunque sempre sensibile agli appelli dei cittadini soprattutto quando si tratta di tutelare il voto e non la salute; in questo caso la salute viene comunque al secondo posto perché il “Dio Voto” occupa stabilmente il primo.

            Le dichiarazioni di Bonavitacola hanno prodotto, ovviamente, l’effetto desiderato (ma poi spento dall’ordinanza del Riesame); difatti dalla riunione è uscito visibilmente ringalluzzito il presidente dell’associazione Lorenzo Forte che sempre a Il Mattino, dopo aver richiesto (udite, udite !!) di vigilare sull’operato della proprietà Pisano e compulsare l’Arpac, ente operativo della Regione, affinché esegua tempestivamente i controlli previsti per legge dopo la riapertura dell’impianto e la diffida già effettuata dalla Regione Campania all’indomani dell’ordinanza del Tar perché con la riapertura dell’impianto sono ricominciate le emissioni acri soffocanti e nauseabonde, avrebbe dichiarato e ribadito: “L’invito alla Regione di promuovere appello in Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar Campania che, in accoglimento del ricorso promosso dall’azienda, ha sospeso l’efficacia del provvedimento regionale di revoca dell’Aia in capo alle Fonderie Pisano al fine di sostenere con coerenza gli atti adottati dalla stessa Regione Campania a salvaguardia della salute pubblica”.  

            Siamo davvero alla frutta se si consente ad una semplice associazione di richiedere da parte dei vertici regionali un controllo più serrato su uno dei suoi organismi principali qual è l’Arpac; quasi come si ci trovassimo tutti di fronte ad una caduta verticale delle istituzioni o, peggio ancora, ad una specie di connubio illegale tra pubblico e privato in danno della salute dei cittadini.

            E meno male che c’è Bonavitacola, siamo tutti più tranquilli, saprà come fare per bacchettare l’intera macchina regionale al fine di tacitare le bellicose richieste del comitato e continuare a fare politica, nel nome e nel segno di tutti.

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