il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

AutoScout24 Italia: un giusto riconoscimento per SuperAuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Ancora una volta ha avuto modo di leggere la notizia su Ondanews : “Superauto di Atena Lucana è una delle migliori concessionarie di auto della Campania, secondo la valutazione effettuata dagli utenti di AutoScout24, il più famoso marketplace di auto leader in Europa”.

            Al di là delle giuste e doverose implicazioni pubblicitarie (che comunque non riguardano questa testata giornalistica) sono rimasto colpito non tanto dalla notizia in se ma dagli effetti, diretti e indiretti, anche di natura storico-economica e perché no di caratura politica, che un’azienda nata e cresciuta nel Vallo di Diano è riuscita a coltivare nell’ambito di un ristretto comprensorio territoriale per svettare a livello nazionale con ottime referenze sia dal punto di vista tecnico-organizzativo che da quello squisitamente commerciale.

            Si tratta, è vero, di una promozione ottenuta attraverso parametri specifici indicati su una piattaforma mediatica, ma se si tiene conto che la piattaforma è addirittura di espansione europea e che i visitatori sono diverse decine di migliaia si capisce l’importanza e la consistenza dell’attestazione valutativa che viene, comunque, fuori da tutti quelli che praticamente e fisicamente hanno avuto modo di frequentare, o semplicemente conoscere, la struttura operativa che ha la sua sede naturale in Atena Lucana.

            Addirittura sotto il profilo della “strategia di trasparenza e orientamento al cliente”, sempre su tale piattaforma, il nome della SuperAuto è schizzata al primo posto assoluto avendo conquistato un punteggio di rating pari al 4,8-5; un risultato che rispecchia la “soddisfazione generale degli italiani nei confronti dei rivenditori di auto” che prende corpo dalle oltre 100mila valutazioni giunte sulla piattaforma di AutoScout24 Italia.

            Tralascio gli altri indici di gradimento e di classifica ben richiamati nell’articolo di Ondanews per passare direttamente, come mi piace fare, alla fase di approfondimento della notizia per cercare di capire la genesi del conclamato ed indiscusso successo di SuperAuto di Atena Lucana.

            Innanzitutto va detto che l’azienda AuperAuto di Atena Lucana ha prima pensato e studiato l’intero progetto imprenditoriale e poi riproposto al mercato locale e nazionale delle auto quello che, fino a qualche anno fa, era un punto di forza dell’economia dell’intero Vallo di Diano che attraverso la vendita del nuovo e dell’usato riusciva a garantire al territorio, prima ancora che alle singole casse comunque importanti, la linfa vitale per la crescita e l’occupazione. Quella sana e promettente imprenditorialità, per cause non facilmente riconducibile in un articolo giornalistico, è andata perduta e come conseguenza c‘è stata la liquefazione di quel settore particolare che aveva richiamato l’attenzione di una vasta e qualificata clientela proveniente da tutto il Mezzogiorno ed anche di privati investitori che erano riusciti finanche a diversificare la qualità dei loro impegni finanziari sul territorio.

            D’un tratto tutto era finito, così come era nato e per una incredibile serie di ragioni, legate ovviamente al territorio ed alla sua strana chiusura verso il nuovo; il sogno di investire e commerciare sull’auto incominciò a deflettere per finire in una maniera insipiente e senza possibilità di arginare il fenomeno negativo che, sicuramente, nessuno voleva.

            Su questo ragionamento e sul coraggioso e innovativo investimento del gruppo che regge la SuperAuto di Atena Lucana ci sarebbe tanto altro da dire; mi fermo su un particolare molto importante che attiene la capacità negativa di quanti a chiacchiere dicono di voler bene al territorio e sul piano pratico vanno ad investire altrove; a cominciare dalle cose più semplici come il matrimonio tra due ragazzi del Vallo di Diano che preferiscono andare a portare i soldi contanti del ricevimento nella Piana del Sele anziché irrorare le tante accoglienti e prestigiose strutture esistenti sul territorio comprensoriale. Con il gruppo dei “Liberi Pensatori” (con  sede a Silla) ho provato l’altro giorno a calcolare la portata economica di tale flusso di cerimonie nuziali verso territori lontani; ebbene ad un esame molto superficiale (non avendo gli elementi per un approfondimento definitivo) è emerso che negli ultimi tre mesi estivi dal Vallo è stato spostato un capitale ammontante a circa 400mila euro solo per i banchetti matrimoniali, per non dire e citare tutti gli altri flussi che caratterizzano una mentalità che andrebbe corretta a vantaggio e per il bene di tutto il territorio. Nessuno dice che ci si deve chiudere a riccio, ma sarebbe auspicabile aprire un po’ gli occhi prima di ogni decisione.

            Aprire gli occhi, studiare il mercato, essere attenti agli spostamenti delle richieste, è questo che si deve fare per investire, innovare e crescere; esattamente come hanno fatto quelli del gruppo SuperAuto di Atena Lucana che hanno investito sul territorio sulla base di una precisa e innovativa progettualità mettendo in luce una professionalità che, forse, neppure nei saloni internazionali dedicati alle grandi case automobilistiche si riesce a trovare.

            Spesso ci si lamenta della politica additandola come la responsabile di tutti i mali, della mancanza di progettualità e di sostegno alle imprese; ma se si pensa che sul territorio la politica c’è e si vede, e che ci sono anche le banche di prossimità e si vedono, risulta assai difficile credere che le colpe siano soltanto degli altri. Questo non l’ha mai pensato il gruppo SuperAuto di Atena Lucana ed alla fine è stato premiato con un riconoscimento a misura almeno nazionale che ha dato allo stesso gruppo quell’ulteriore spinta verso nuovi ed importanti traguardi ancora più prestigiosi di quelli già conquistati.

1 Commento

  1. Caro Direttore,
    a proposito del notevole flusso di cerimonie nuziali che negli ultimi mesi si sono
    spostati dal Vallo di Diano verso altri territori, è interessante conoscere i motivi che
    inducono gli interessati a tale scelta ,che comporta,oltre al danno economico per il territorio, inevitabilmente per la distanza , anche non poco disagio agli invitati,in particolare alle persone anziane e ai bambini. Non penso sia solo un fenomeno di moda balneare ?
    E’ opportuno aprire un dibattito !
    PIETRO CUSATI
    GIORNALISTA

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