il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Libreria Internazionale: la fine di una lunga storia !!

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Un conto è ascoltare l’annuncio della chiusura di un’attività commerciale, altro è vedere le saracinesche abbassate.

            Quando poi si tratta della mitica e storica “Libreria Internazionale” di Salerno, che per oltre settant’anni ha dominato dall’alto della sua posizione strategica il cuore della city “Piazza Malta”, il dispiacere aumenta in misura esponenziale molto elevata.

            Nell’aprile scorso il titolare Alessandro De Spelladi aveva annunciato la chiusura con il seguente post su Face Book:

Cari amici, con grande dispiacere dobbiamo purtroppo comunicarvi che non ci sarà più possibile continuare ad essere presenti nella sede di piazza XXIV  Maggio. Al momento, con sincerità, non siamo in grado di dirvi se e quando ciò possa essere possibile altrove. Di certo è quello che fortemente desideriamo! Questo è il post che non avremmo mai voluto pubblicare… Vogliamo ringraziarvi, innanzitutto, dell’affetto che ci avete manifestato nel corso di questi anni e del sostegno che abbiamo da voi ricevuto in una situazione non semplice, come certamente saprete, per la vita delle librerie. I vostri sorrisi negli incontri che abbiamo insieme vissuto in libreria o in altre occasioni dove eravamo presenti, ci ripagavano ampiamente di qualsiasi sacrificio! Vorremmo menzionarvi tutti, preferiamo però, per chi volesse, rimandare alla visione delle foto e dei post della nostra pagina. Troverete un po’ alla volta tanti volti e tanti nomi della cui amicizia ci riteniamo assolutamente onorati! Permetteteci però due eccezioni e siamo certi che nessuno ce ne vorrà, ma non possiamo proprio farne a meno, per tutto l’affetto ed il sostegno, a cui prima facevamo riferimento! Cari prof Rino Mele e Giuseppe Cacciatore, grazie di cuore! GRAZIE di nuovo a tutti voi e speriamo vivamente che questo sia solo un arrivederci“.

            Nessuno di noi ha il diritto di entrare nelle logiche della programmazione imprenditoriale, ma in tutta sincerità credo di poter affermare che il fondatore della libreria, colui che ne ha retto le sorti per decenni, Rodolfo De Spelladi, si stia rigirando nella tomba; lui amava la cultura e non si perdeva dietro calcoli utilitaristici di convenienza commerciale. Il figlio Alessandro è arrivato, probabilmente, alla guida della libreria quando già non c’era niente da fare e il suo destino si era avviato lungo il crinale della crisi più profonda.

            Aveva fatto della sua libreria il punto di riferimento, vero ed unico, di tutta la cultura salernitana; da Cacciatore a Mele  appunto, senza dimenticare, però, Pino Cantillo ma anche tanti altri; nessuno di loro si è risparmiato nel dare il proprio contributo per la riuscita e la pubblicizzazione dei mille e mille eventi culturali che si svolgevano, o meglio si celebravano, nei locali interni della libreria.

            Ho conosciuto abbastanza bene Rodolfo De Spelladi nel momento in cui contestava tutto e tutti; non pensavo mai che quella sua agitazione e ribellione contro il sistema di potere che stava offuscando Salerno potesse arrivare a distruggere la sua stessa creatura per la quale aveva dato tutto se stesso, e forse di più.

            Ieri pomeriggio mi è capitato di passare davanti la mitica ex libreria; guardare quelle saracinesche abbassate e quei manifesti colorati mi ha stretto il cuore; un vero peccato che Salerno abbia dovuto rinunciare ad un punto di riferimento culturale che ha accompagnato diverse generazioni.

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