il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FONDERIE PISANO: la delocalizzazione e … l’Ente Provincia da Parisi a Parisi !!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Che sullo sfondo del presunto problema delle “Fonderie Pisano” ci sia una battaglia politica senza esclusione di colpi è un fatto ormai abbastanza conclamato.

            Che sullo sfondo del presunto problema “Fonderie Pisano” possa esserci una specifica pattuizione-spartizione politica che passa sulle teste dei vertici della stessa proprietà industriale è affare ben diverso; un affare che rasenta la fantapolitica almeno nell’immaginario collettivo.

            Anche se mi rendo conto di correre dei rischi per la mia credibilità vi racconto ugualmente la storia che sa di un antico e mai domo sapore di potere per il potere; una storia che serpeggia nei corridoi della politica bene informata da Salerno a Napoli.

                                                                                                                          In questa torbida vicenda potrebbero essere stati strumentalizzati tutti; innanzitutto il presidente (Lorenzo Forte) e gli iscritti all’Associazione Salute e Vita che più di ogni altra ha assunto a se tutto l’onere della poderosa e inspiegabile battaglia contro la famiglia Pisano, a costo di lanciare nella mischia accuse di ogni genere, temerarie e poco dimostrabili, fino al punto di indure una certa parte della politica (Movimento 5 Stelle) e le altre associazioni ambientaliste nazionali (Codacons, ecc.) che potrebbero non avere una conoscenza specifica del problema a chiedere, addirittura, le dimissioni del sindaco di Salerno Enzo Napoli e dei vertici dell’Arpac e dell’Asl, rei secondo l’accusa di non aver sufficientemente curato e controllato gli iter burocratici e le ispezioni istituzionali.

            Accade tutto questo perché, in buona sostanza, noi tutti crediamo che la politica che conosciamo sia incapace di organizzare “strategie segrete” per risolvere i casi complicati che lo “stato sociale” evidenzia molto spesso sul cammino di politici e politicanti; è vero, invece, il contrario perché è statisticamente accertato che proprio la politica politicante, apparentemente insipiente, riesce a tramare e ad ordire incredibili e insospettabili strategie.

            Per il “caso Fonderie Pisano” sul piatto della bilancia c’è, da un lato, la delocalizzazione dello stabilimento industriale e la salvaguardia dei posti di lavoro e, dall’altro lato, la risoluzione di queste battaglie clamorose basate su un assunto inesistente, cioè il danno alla salute dei residenti nella zona di Fratte dove la struttura industriale ha sede fin dagli anni ’60. 

            E allora come fare per risolvere il caso, per zittire i residenti che comunque sono elettori da rispettare, per salvaguardare i posti di lavoro e, infine, per delocalizzare lo stabilimento, atteso che la sua ristrutturazione in loco prevederebbe costi molto più alti rispetto a quelli per la sua delocalizzazione e ricostruzione con tecnologie moderne e all’avanguardia in un altro sito ?

Oltretutto così facendo la politica riuscirebbe anche a favorire la stessa azienda industriale che potrebbe sgravarsi degli onerosi costi dell’ammodernamento e che potrebbe investire quegli stessi costi presunti in strategie aziendali nuove e più efficienti.

            E qui inizia la risposta, o le risposte che potrebbero apparire come frutto di fantapolitica; dobbiamo, per questo, procedere con molta cautela.

            Sui piatti della bilancia  c’è una zona industriale (quella di Buccino) che appare molto indicata alla bisogna e c’è un sindaco (Nicola Parisi) che da sempre è un deluchiano di ferro e che, fino ad oggi, ha avuto sempre molto poco dal partito e dal suo capo supremo e che tutto quello che ha avuto è stato soltanto frutto del suo elettorato locale; e poi c’è un giornale (forse il più prestigioso della Campania !!) che si presta nella pubblicazione di intere paginate nel tentativo di salvare capre e cavoli con studiati e strategici “appostamenti informativi” che fanno pendere la bilancia da un lato o dall’altro a seconda le necessità del momento, senza mai peraltro esprimersi chiaramente circa la posizione da assumere. Nell’epoca in cui si leggono soltanto i titoli dei giornali appaiono di grande impatto e di apparente equidistanza i due titoli che vedete nella foto e pubblicati a istanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

            Sullo sfondo c’è una poltrona istituzionale ambitissima, quella della Presidente dell’Ente Provincia, dalla quale dovrà presto sloggiare Giuseppe Canfora per far posto ad un nuovo arrivato; e chi se non il sindaco di Buccino Nicola Parisi  che nel recente passato ha spesso ondeggiato tra il “no” – il “si” e il “possibile” per l’insediamento delle Fonderie nell’area industriale che la sua amministrazione comunale ha, comunque, cercato di riscrivere almeno dal punto di vista di eventuali nuovi insediamenti?

            Una poltrona prestigiosa per una semplice delocalizzazione appare come una soluzione molto praticabile a patto, però, che le velleità e le ambizioni di natura politica, anche personali dei vari soggetti impegnati nelle costruite e contraddittorie contestazioni, vengano adeguatamente ricompensate e riportate nell’alveo di accordi politici a largo raggio in difesa degli ultimi baluardi del potere deluchiano che di dispiega su tutto il territorio provinciale. E, soprattutto, a patto che la popolazione residente (che non segue moltissimo la vicenda –convegno di maggio docet !!) venga orientata verso una soluzione mediata attraverso promessa di posti di lavoro e ricadute economiche vantaggiose per tutto il territorio.

            Ad oggi soltanto Nicola Parisi appare come il soggetto giusto a ricomporre un quadro delicato e difficile da risolvere in maniera tale da placare i bollenti spiriti delle associazioni ambientaliste da un lato, le necessità aziendali e gli interessi politici dall’altro lato.

            Da Parisi a Parisi, ho scritto nel titolo; può accadere anche questo a distanza di circa trent’anni; sul finire degli anni ’80 fu un Parisi (di Palomonte) ad occupare la poltrona di Presidente della Provincia, ora forse toccherà ad un altro Parisi (di Buccino) a continuare la stirpe egemonica che va dalla periferia al centro della città cpoluogo.

            Sarà proprio così ? E tutto questo accadrà ? Ce lo dirà soltanto il tempo.

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.