CHIESA: Il mondo cattolico argine al razzismo ?

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Nel lungo cammino dell’inchiesta sulla CHIESA che ho intrapreso è chiaro che incontrerò fatti e personaggi negativi ma anche, perché no, positivi. Non andando alla ricerca soltanto dei lati oscuri della Chiesa, come sembra faccia il giornalista-scrittore Francesco Mangiacapra che lo scorso 22 ottobre si è esibito contro la pedofilia di alcuni sacerdoti, dinanzi alle telecamere di Pomeriggio Cinque, ma anche di quelli molto chiari, luminosi e trasparenti che la stessa Chiesa riesce ad esprimere per mantenere quasi intatto il suo potere temporale da oltre duemila anni.

            Oggi nel nostro Paese si parla molto di razzismo e in molti, anche impropriamente – maldestramente e strumentalmente, sono pronti a mettere subito il dito nell’ipotetica piaga ad ogni piè sospinto; anche a costo di apparire ridicoli e fuori della dimensione storica del nostro tempo.

            Ad ogni buon conto c’è comunque una domanda che esige una risposta; la domanda è “Il mondo cattolico è l’argine del razzismo ?”. Come sempre la risposta non è agevole; se andiamo con la memoria ai tempi delle leggi razziali (in questo periodo compiono ottant’anni) dovremmo subito rispondere con un bel “NO”; la Chiesa in quei tempi bui aveva forse ben altre cose a cui pensare e doveva muoversi sulla classica lama di rasoio per arginare il possibile disfacimento del suo “potere temporale” e i due papi dell’epoca (Pio XI dal 12.02.22 al 10.02.39 e Pio XII dal 2.3.39 al 9.10.58) non seppero arginare il gravissimo fenomeno.

            Oggi la situazione appare profondamente diversa e la Chiesa, grazie alle picconate di Papa Francesco, appare molto più incisiva rispetto al passato nell’interventismo concreto verso quei momenti degenerativi che potrebbero portare nuovamente l’umanità sull’orlo dell’abisso.

            Alla domanda ha dato una risposta, convincente ed autoritaria, il prof. Giuseppe Cacciatore (docente universitario, filosofo e storico di chiara fama) che spesso indirizza a questo giornale le sue osservazioni e le sue considerazioni sia di carattere politico che sociale; lo ringraziamo per questo e vi invitiamo a leggere il suo pensiero.

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Il mondo cattolico argine del razzismo ? di Giuseppe Cacciatore (docente universitario)

SALERNO –  Nell’attesa che la sinistra e, in generale, l’opposizione democratica si risveglino dal loro lungo letargo e riprendano conoscenza dopo la terribile batosta delle elezioni del 4 marzo, allo smarrito e preoccupato spettatore della pericolosa china sovranista, razzista e antieuropea lungo la quale sta velocemente scivolando il nostro Paese, non resta che affidarsi alle coraggiose prese di posizione del mondo cattolico.

            La plastica descrizione di questa inedita situazione è lo sventolio, durante il dibattito parlamentare, di copie di “Famiglia Cristiana” da parte dei deputati del PD. Vale la pena, allora, andare al di là degli slogan e degli effetti propagandistici      che durano lo spazio di un mattino. In verità, alle spalle di quest’ultima esternazione msul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza, vi è una lunga serie di prese di posizione, a partire da quelle ben note di Papa Francesco, sicuramente caratterizzate da un tono duro e privo di paraventi diplomatici. Si ha l’impressione che la lotta contro le politiche della destra populista e antiparlamentare venga condotta non dalla sinistra moderata, non dal PD chye appare ancora suonato e balbettante dopo la sberla del 4 marzo 2018 e per ora neanche dalle forze alla sua sinistra perennemente divise in tanti piccoli rivoli e incapaci di dar vita a un credibile partito socialista e democratico. Si fa strada, invece, un coagulo di soggetti, di gruppi, di associazioni, di sigle sindacali, di intellettuali, di frange studentesche, di giornali di antica tradizione laica e democratica come “Repubblica” e “L’Espresso” o di sinistra comunista come “Il Manifesto” e, in prima linea, di movimenti provenienti dal mondo cattolico. Penso al recente intervento del presidente della Comunità di S. Egidio sull’Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, in difesa della minoranza rom e sinti da tempo insediata nel nostro Paese  e volgarmente fatta segno di infami dichiarazioni razziste da parte del ministro degli interni.

            E penso ancora all’articolo del direttore di “Civiltà Cattolica” Spadaro , che ha così contestato la folclorica e purtroppo rivelatrice proposta xenofoba di Salvini –che purtroppo mostra di non sapere che decine di migliaia di rom furono sterminati da Hitler e dai suoi alleati fascisti in Europa- di mettere il crocifisso   nei porti. “Usare il Crocifisso come un Big-Jim qualunque è blasfemo. La croce è segno di protesta contro peccato, violenza, ingiustizia e morte”. Eppure la Chiesa e le sue tradizioni dovrebbero e potrebbero fare di più. Non basta il periodico monito papale e il suo appello alle parrocchie ad accogliere famiglie di migranti è restato in buona parte inascoltato come ha dichiarato recentemente Alex Zanotelli della comunità missionaria dei comboniani. Bisogna che dure e severe parole di Francesco abbiano una coerente e convinta applicazione quotidiana: nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli ospedali, nelle città e nei paesi, tra la gente che si incontra nella vita quotidiana e soprattutto nei porti italiani dove arriva questa umanità dolente, bisognosa di accoglienza, amore e fratellanza. Già, fratellanza, cioè quel vecchio   terzo termine della famosa triade nata dalla rivoluzione francese, che resta, malgrado le non poche smentite della storia, la fiaccola del vero umanesimo dell’altro uomo come diceva il grande filosofo Lèvinas.

 

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