il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PROVINCIA: l’elezione di Strianese … una grande lezione per tutti, anche per i Cinquestelle

Aldo Bianchini

SALERNO – La notizia politica ormai è nota: “Michele Strianese è il nuovo presidente della Provincia. Il candidato del centrosinistra, con il 71% su un totale di votanti pari al 73% degli aventi diritto, prevale nettamente sul suo competitor, Roberto Monaco, espressione del centrodestra unito. Al di là di qualche sparuto franco tiratore, leggasi PD nel Comune di Salerno con tre trasfughi più per scherzo che per convinzione !!, nessuna sorpresa”.

E’ il momento, quindi, di azzardare le prime valutazioni sul voto e le necessarie considerazioni sul significato politico (se c’è !!) dello stesso voto. Per andare avanti con il ragionamento è opportuno ricordare che per l’istituzione Provincia si è votato dal 1951 al 2013 con un sistema elettorale classico, cioè con la popolazione avente diritto che eleggeva il Presidente della Provincia e i Consiglieri Provinciali; i rappresentanti dei partiti si accordavano, poi, sulle nomine per i vari assessori che andavano a costituire la giunta provinciale.

Dal 2014, con la famosa riforma Delrio, tutto è cambiato. Le province e le città metropolitane sono state definite “enti di area vasta”. Gli organi delle province – il presidente della provincia e il consiglio provinciale – sono diventati organi elettivi di secondo grado. La loro elezione non è più diretta, quindi, ma spetta ai sindaci e ai consiglieri dei comuni della provincia.  Nelle nuove province le Giunte provinciali sono abolite. Restano quindi come organi il Consiglio provinciale e il presidente della provincia, a cui si aggiunge l’Assemblea dei sindaci, composta dai primi cittadini di ogni comune e presieduta dal presidente della provincia, che ha poteri consultivi. Per tutti questi incarichi non sono previste indennità aggiuntive. Il Consiglio provinciale è l’organo legislativo, di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani, programmi e approva o adotta ogni altro atto che gli sottopone il presidente della provincia. Ha poi potere di proposta dello statuto e poteri decisori finali per l’approvazione del bilancio. Il presidente della provincia è l’organo esecutivo, convoca e presiede il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci. In caso di cessazione dalla carica di sindaco, decade anche dalla carica di presidente della provincia.

Perché l’elezione di Strianese (area sinistra) avvenuta il 31 ottobre 2018 è una lezione per tutti i partiti e per i movimenti, ivi compreso il Mov. 5 Stelle ?

Data per scontata la debacle del centro destra che dall’ultima e unica vittoria degli ultimi decenni, una vittoria ottenuta nel 2009 sull’onda trascinante del successo 2008 in campo nazionale raggiunto dal PdL (Popolo della Libertà) e la parentesi regionale del 2010 non riesce a presentarsi agli elettori convintamente unito, anzi è sempre più spaccato che mai, sorprende non la debacle (perché obbiettivamente non ha ancora i numeri per concorrere) ma l’assenza totale dei Cinquestelle dal discorso provincia. Perché ancor più del centro destra i pentastellati non hanno nessun sindaco e solo qualche raro consigliere da poter lanciare nell’agone politico provinciale che rimane saldamente nelle mani (almeno per Salerno e per ora) dei deluchiani che hanno costruito un sistema di potere odiato e amato al tempo stesso, con radici capillari e clientelari che hanno raggiunto tutti i rioni e i borghi del territorio in barba ai risultati di carattere nazionale che hanno illuso il centro destra e potrebbero illudere anche i Cinquestelle che se non cominciano a far quadrare i conti con il potere locale non andranno da nessuna parte.

Insomma, come dire, la storia si ripete; le esplosioni di consensi che Forza Italia e tutto il centro destra raccoglievano nelle elezioni politiche non si è mai tradotto, pari pari, nelle elezioni regionali, provinciali e comunali. Tranne il singolo episodio, come dicevo, delle provinciali del 2009 e delle regionali del 2010 in cui il fenomeno sembrava aver attecchito, anche se rimanevano fuori le amministrazioni comunali che hanno determinato i successivi insuccessi del centro destra a tutti i livelli.

Ma c’è un altro aspetto che non va sottovalutato ed è quello riferibile alla tipologia di politica esercitata:

  • la sinistra ha da sempre praticato la politica piramidale, con una base allargata e con scalini mano a mano concentrati verso l’apice; nel senso che in questa tipologia di politica ognuno rimane nel suo ruolo rispettando quello degli altri;. La sinistra è l’unico raggruppamento politico che più volte ha messo in piedi una filiera di comando invidiabile: comuni, province, regioni e governo nazionale.
  • il centro destra è stato troppo verticistico ed incentrato sulla figura di una sola persona in campo nazionale che ha affidato ai suoi fedelissimi (tutti trasfughi !!) i ruoli chiave che non sono mai stati la logica conseguenza del voto; questo modo ha reso molto per un determinato periodo. Il fenomeno berlusconiano è riuscito, comunque, a raccogliere nelle sue file molti dei personaggi trasfughi dalla D.C., dal P.S.I. e da tutto l’ex arco costituzionale, inglobando anche la destra;
  • il Mov. 5 Stelle ha adottato il metodo contrario applicando la piramide all’inverso; la base degli attivisti, cioè, crede di poter dettare legge e condizione anche direttamente al Presidente del Consiglio. E c’è anche la distorta applicazione dei famigerati MeetUp che nell’accezione politica dovevano essere le prime vere cellule di un sistema piramidale, ma avendo raccolto tutti quelli che il potere ha escluso si sono ritrovati con un nugolo di gente giustamente arrabbiata e disposta a mettere in discussione tutto e il contrario di tutto. E questo potrebbe essere un limite.

Ovviamente tutto quello che ho scritto rappresenta il mio libero pensiero che è sicuramente opinabile, anche se sullo stesso andrebbe fatta una serena considerazione alla luce dell’evidenza che, in definitiva, nei momenti decisivi il centro destra fallisce e i Cinquestelle dovranno misurarsi con la politica vera che è anche concertazione e compromesso (pulito !!) per non rimanere alla finestra da semplici spettatori come è accaduto per le recenti elezioni provinciali di Salerno.

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