il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

GIUSTIZIA: la prescrizione … al di là del governatore De Luca

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Un simpatico, spiritoso ma anche sferzante comunicato stampa è stato diffuso in queste ore dalla segreteria del Sen. Francesco Castiello (Mov. 5 Stelle) in merito alla discussione violentissima sulla prescrizione nel processo penale che sta infiammando il governo gialloverde. Un comunicato che, soltanto in astratto, mi sentirei di condividere in pieno almeno nell’essenza della prescrizione se non fosse che in un Paese civile la materia dovrebbe essere discussa seriamente e serenamente; la mia convinta posizione di garantista che trova le sue fondamenta nel lontano passato e che si è irrobustita in seguito alle scelleratezze commesse dalla presunta giustizia ai tempi di tangentopoli, non mi consente di accettare per rato e fermo la posizione espressa nel comunicato dal pur attento giurista Francesco Castiello. Ragion per cui mi riservo ogni possibile osservazione dopo aver adempiuto al dovere deontologico di pubblicare integralmente il comunicato in questione:

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Vallo della Lucania, 3 novembre 2018

BUONANOTTE SIGNOR GOVERNATORE DE LUCA E…SONNI TRANQUILLI!

Il nostro ineffabile governatore della Campania ha deriso il Ministro Alfonso Bonafede per il blocco della prescrizione dei reati storpiandone persino il nome in “Alfonso Bonanotte”. De Luca, che dimostra ogni giorno sempre di più di eccellere nell’Opera Buffa rivitalizzando un filone letterario che ebbe grande successo nel 700 e nell’800, dietro il giochetto di parole nasconde la sua vera, sofferta aspirazione a dormire sonni tranquilli. La prescrizione è un’amnistia mascherata che ogni anno, estinguendo 165.000 processi, grazia altrettanti inquisiti. De Luca, che naviga con destrezza, ma non senza preoccupazioni, tra le secche dei processi penali, ama perdutamente la prescrizione. Guai a chi gliela tocca!

Governatore De Luca, dorma sonni tranquilli! Le sue ansie, le sue apprensioni, le sue aspirazioni le interpreta e le cura diligentemente la Lega, su ispirazione di un altro personaggio che, da sempre, condivide con lei un viscerale trasporto per la prescrizione: Berlusconi, i cui processi, in larga misura, si sono estinti, appunto, per intervenuta prescrizione, quali: concorso in corruzione in atti giudiziari nel Lodo Mondadori, finanziamento illecito al Psi e falso in bilancio aggravato nell’All Iberian 1; falso in bilancio consolidato Finivest; falso in bilancio e appropriazione indebita relativa ai bilanci Fininvest dal 1988 al 1992; falso in bilancio nel processo per l’acquisto da parte del Milan del calciatore Gianluigi Lentini; corruzione in atti giudiziari per aver comprato la falsa testimonianza dell’avvocato David Mills; divulgazione delle intercettazioni dell’indagine sulla scalata alla Bnl da parte di Unipol; corruzione e finanziamento illecito per la compravendita dei Senatori, in particolare Sergio De Gregorio.

Buonanotte governatore De Luca, dorma sonni tranquilli, Nix (la notte) interpretata da Berlusconi e Ipnos (il sonno, suo figlio), interpretato dalla Lega, come insegna il mito, le garantiscono un sereno riposo.   Sen. Francesco Castiello

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Considerazioni:

Il caso in questione impone alcune specifiche domande:

  • Quante inchieste giudiziarie di un certo livello sono state  concluse con successo dalle varie Procure della Repubblica ?”, a memoria risponderei poche, per Salerno nessuna.
  • E ancora: “Quanti indagati sono stati tenuti sui carboni ardenti per anni ?”, sempre a memoria risponderei decine di migliaia.
  • E infine: “Ma tutto questo è giusto ?”, per profonda convinzione personale risponderei no. Non parlo di qualcosa verificatosi sulla Luna, parlo invece di accadimenti giudiziari consumatisi sotto i nostri occhi.

Queste domande mi danno la possibilità di affermare che se avessimo una magistratura meno politicizzata e meno invasiva l’istituto della prescrizione dovrebbe essere letteralmente cancellato dal nostro ordinamento giudiziario; purtroppo così non è, anche per colpa della stessa politica che con l’istituto della prescrizione utilizzato a seconda delle necessità ha cercato in maniera surrettizia di arginare lo strapotere di molti pubblici ministeri e collegi giudicanti in genere.

Qualche anno fa la Corte di Appello di Napoli nel merito di un clamoroso processo salernitano sentenziò “il pm … è rimasto vittima del tranello tesogli dal …… che, per evitare una custodia cautelare in carcere per fatti da lui commessi e provati da una condanna per patteggiamento, gli ha dato in pasto una serie di … al solo fine di allontanare l’attenzione dall’indagine che lo vedeva coinvolto”. Mero tranello o ottusa volontà di colpire ad ogni costo la politica ?

I giornali pubblicano in questi giorni le famose 18 assoluzioni di Antonio Bassolino e le sedici di Clemente Mastella che non hanno mai goduto della prescrizione ma che hanno avuto la carriera politica distrutta per sempre o nel migliore dei casi sospesa per molti anni. E’ giusto tutto questo ?

In astratto, dicevo all’inizio, potrei anche essere d’accordo con il contenuto del comunicato del sen. Castiello a patto che tutto quello che sto esprimendo come pensiero, ed anche tanto altro, venisse seriamente discusso e non inserito quasi furtivamente in un “emendamento” che il ministro della PA, Giulia Bongiorno, ha definito come “una bomba atomica sul processo penale”; un presa di posizione che in un certo senso è stata avallata anche dal presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone, che ha chiaramente fatto intendere che l’abolizione della prescrizione metterebbe ancora di più in evidenza la disorganizzazione della giustizia. Come dire che una decisione del genere non può assolutamente passare per il buco di un emendamento.

Oltretutto il ministro della giustizia Alfonso Bonafede nella fretta di inserire l’emendamento rivoluzionario ha dimenticato che fra qualche giorno il Tribunale di Roma emetterà la sentenza per Virginia Raggi (processo x le nomine interne); pensate cosa accadrebbe se la sindaca venisse condannata e se l’appello venisse aggiornato per anni con il rischio di far lievitare in maniera abnorme le rivalità interne al Movimento 5 Stelle (questa si che sarebbe davvero una bomba atomica !!).

Sono perfettamente in linea, invece, con il sen. Castiello quando evocando l’Opera Buffa ironizza sulle prescrizioni di cui, comunque, il governatore De Luca ha beneficiato per salvarsi da alcuni processi insidiosi; il senatore pentastellato nel suo ironico ma efficace comunicato ha dimenticato di aggiungere che De Luca (al di là della spocchiosa volgarità delle sue battute !!)  non solo si è avvalso qualche volta della prescrizione ma è stato capace, per giustificarsi, di inventare nuove definizioni giuridiche dei suoi presunti reati tra i quali il famigerato “reato di opinione” tanto caro a Maurizio Crozza; definizioni che hanno addirittura messo in difficoltà buona parte della stessa magistratura giudicante salernitana.

Ma non posso dimenticare come lo stesso istituto della prescrizione (nella fattispecie non voluta ma imposta dal collegio giudicante per un vizio di forma in uno stralcio del processo principale) venne utilizzato brutalmente contro l’ex sindaco di Salerno Vincenzo Giordano per negargli il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione che agli altri cinque arrestati per gli stessi reati di quel 31 maggio 1993 nell’ambito dell’inchiesta “Trincerone ferroviario” (Aniello Salzano, già sindaco – Fulvio Bonavitacola, attuale vice presidente Regione – Carlo Mustacchi, tecnico – Luigi Adriani, tecnico e Antonio Di Donato, imprenditore) fruttò, invece, alcune centinaia di migliaia di euro. Che nessuno dica, quindi, che la magistratura non è politicizzata.

Sicuramente c’è anche chi, grazie alla prescrizione, è riuscito a sfuggire alle maglie della giustizia, ma questo altrettanto sicuramente non può mettere in discussione un principio di civiltà giuridica e sociale.

E’ vero, infine, quello che dice il Guardasigilli quando allude al fatto che “Bongiorno sbaglia, la bomba atomica che rischia di esplodere è la rabbia dei cittadini di fronte all’impunità“; non ha capito, però, che tra l’impunità di pochissimi indagati e l’eccessiva politicizzazione della magistratura la gente, quella comune, ha da tempo scelto per una giusta e intoccabile prescrizione.

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