il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

JOE PETROSINO: il poliziotto incorruttibile

 

Aldo Bianchiniù

SALERNO / CASCINA – Nel corso della giornata del 20 ottobre scorso, subito dopo il successo di interesse e di pubblico per la presentazione di tre opere letterarie dell’avvocato scrittore padulese Emilio Sarli, mentre insieme allo stesso scrittore e al collega giornalista dr. Pietro Cusati eravamo ospiti a pranzo, un componente dell’Associazione Amici del Vallo di Diano (Michele Di Filippo) mi chiese cosa ne pensavo dell’appuntamento che la stessa associazione aveva organizzato per il 10 novembre successivo per la presentazione del libro “Joe Petrosino, l’incorruttibile” scritto  da Nino Melito Petrosino, pro nipote del grande poliziotto italo-americano.

Avuta contezza della composizione della delegazione, con lo stesso Nino Melito e con Filomena Chiappardo, la mia risposta fu secca e decisa: “Sarà un grosso successo, assisterete ad un vero e proprio show di Nino con profili cinematografici e ascolterete con molto interesse l’intervento di Filomena, una giovane giornalista prestata alla politica che in poco tempo ha fatto encomiabili salti di qualità sia sotto il profilo politico che dialettico-culturale”.

E così è stato; le cronache del 10 novembre raccontano di un successo strepitoso, tracimante e trascinante:

  • Filomena Chiappardo: è riuscita a rappresentare al meglio la comunità di Padula con un intervento qualificato che è stato sentitamente applaudito da tutti i presenti. In poco tempo, dicevo prima, Filomena è riuscita a fare passi da gigante ed a Cascina non soltanto ha rappresentato il Comune di Padula come meglio non si poteva ma ha anche messo insieme, sull’onda di un immaginario filo conduttore, la legalità di Joe Petrosino con le sane radici del territorio in proiezione verso il futuro e il domani dei giovani nella costruzione ideale di un rapporto con le varie comunità valdianesi di tutto il mondo ma anche, se non soprattutto, con quella degli Amici del Vallo di Diano in Toscana che conta numerosissimi iscritti. Più volte interrotta dagli applausi dei presenti, Filomena è stata la grande novità della giornata toscana;

 

  • Nino Melito Petrosino: da par suo ha incantato la folta platea con la sua dialettica precisa, tonante, aggressiva e altamente inglobante. Nino riesce a muoversi nel suo racconto come fosse su un palcoscenico da cui lanciare verso il pubblico veri e propri lampi scenografici con immagini virtuali a coronamento del suo racconto che lascia tutti senza fiato dall’inizio alla fine. Fino al punto che il pubblico spesso viene preso emotivamente e coinvolto talmente tanto da credere che quello che ha di fronte non è il pronipote ma il grande zio Joe Petrosino in persona. Nino Melito ha talmente raffinato il suo linguaggio e ricomposto e rafforzato il suo racconto fino a farlo entrare a pieno diritto nel suo libro “Joe Petrosino, l’incorruttibile” ed a farlo prendere a base dei tanti docufilm (anche della Rai) prodotti sulla figura immensa del suo pro-zio. Difatti, pochi giorni fa, il 15 e il 16 novembre Melito, presso l’Università di Bari (con il coinvolgimento dei dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Agrarie), si è esibito nell’ennesima ricostruzione del personaggio del pro-zio che sarà la base della sceneggiatura del nuovo grande film americano interpretato addirittura da Leonardo Di Caprio.

Con l’evento del 10 novembre 2018 gli Amici del Vallo di Diano di Cascina (PI) hanno concluso il ciclo di conferenze del 2018; l’organizzazione dell’evento ha preso piede da una visita di un gruppo di componenti la predetta associazione presso la Casa Museo Petrosino di Padula.

Ancora una volta, quindi, mi corre l’obbligo di segnalare e sottolineare la perfetta efficienza dell’Associazione che riesce ad organizzare e seguire ogni evento con un numero molto alto di soci che manifestano grande generosità nei rapporti e grande attenzione alle esigenze degli ospiti in relazione ai lavori dagli stessi presentati e/o raccontati. Una nota specifica, e sicuramente non sufficientemente appagante, va al presidente dr. Gesualdo Russo che è riuscito a creare, gestire ed a far lievitare la sua creatura portandola in poco tempo a livelli molto alti e, forse, inimmaginabili nel momento in cui la stessa idea associativa venne partorita dalla sua mente.

Sicuramente il calendario già allo studio per il 2019 presenterà un cartellone pieno di eventi interessanti ed all’altezza dello spessore pubblico e culturale dell’Associazione ormai nota in Italia e all’estero.

Note storico-bibliografiche su Joe Petrosino

Giuseppe Petrosino, detto “Joe” , ha lasciato una traccia indelebile nella lotta alla mafia, mettendo a punto delle tecniche investigative che, ad oltre cento anni dalla sua morte, sono  tuttora in atto nella polizia moderna. E’ stato il primo poliziotto italiano  ad aver immaginato l’idea di un pool antimafia, ossia un nucleo ristretto di detective ,senza l’obbligo della divisa, che potesse decodificare le logiche della criminalità organizzata, adottando le tecniche del travestimento e dell’infiltrazione. E’ stato il primo poliziotto italiano ad avere ottenuto il grado di ufficiale nella Polizia di New York all’età di 23 anni. In seguito raggiunse il grado di “luogotenente “ grazie alle imprese leggendarie e alle  sue intuizioni  supportate sempre  da una  ferrea dirittura morale e da doti di incorruttibilità assoluta. Divenne amico personale del Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt che lo definì “l’uomo  nato detective che riscattò l’Italia conquistando l’America”.

Nel 1909 Joe Petrosino venne in Italia dagli Stati Uniti per indagare sul passato di alcuni mafiosi espatriati illegalmente dalla Sicilia. Il viaggio doveva rimanere segreto, ma le cose andarono diversamente e Petrosino venne ucciso dalla mafia a Palermo il 12 marzo del 1909. Fu il primo poliziotto vittima della mafia.  Il cadavere di Joe Petrosino sfilò sulla Quinta Strada per i più imponenti funerali che New York abbia mai visto. 250 mila persone, interi reparti di polizia a passo di marcia funebre dietro la bara del primo  italiano ad avere il distintivo della polizia della città. Le  sue imprese  hanno ispirato film di registi e attori famosi,nonché una ricca letteratura  americana, italiana e non solo. Il libro, intitolato  “Joe Petrosino, l’incorruttibile”, che è stato presentato nell’evento organizzato dagli Amici del Vallo, è stato scritto dal pronipote del grande Joe, Nino Melito Petrosino, figlio di Gilda Petrosino, nipote diretta del celebre detective. La narrazione che ne fa il pronipote trae origine dalla storia orale della famiglia  nella quale Nino è nato e cresciuto.

Il comune di Padula istituì nel 1986 una Mostra Permanemte, dedicata al celebre detective, allocata nella corte esterna della Certosa di San Lorenzo e successivamente traslocata, per concessione della famiglia Petrosino, nella sua  casa natale. Nacque così  la casa-museo di Joe Petrosino, unica in Italia dedicata ad un esponente delle Forze dell’Ordine, inaugurata il 6 luglio del 2000. Una lapide posta all’ingresso della casa museo recita:   ”Padula-New York-Palermo vita e morte di un detective –Petrosino-1860/1909”. Nel museo, oltre all’arredo, sono esposti anche cimeli e documenti relativi all’eroica attività del famoso poliziotto. Tutto ciò rende più suggestiva la visita , stimolando nel contempo valori di legalità e giustizia. In seguito è nata anche l’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” che  ha come scopo quello di diffondere la cultura della legalità mediante la figura e le gesta del poliziotto italo-americano. L’Associazione assegna ogni anno il  Premio Joe Petrosino, giunto quest’anno  alla sua XVII edizione,  a magistrati o rappresentanti delle forze dell’ordine  o della società civile, che si sono particolarmente distinti nella lotta contro il crimine organizzato. Quest’anno,alla presenza  del Prefetto di Salerno, dottor Francesco Russo, il Premio è stato assegnato  al dottor Leonardo Guarnotta, magistrato e componente del Pool Antimafia di Palermo. Nella manifestazione sono stati altresì premiati le giornaliste Federica AngeliMarilù Mastrogiovanni, il Generale dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, il Generale della Guardia di Finanza Umberto Rapetto e il Testimone di Giustizia Gaetano Saffiotti, per il loro impegno contro la criminalità organizzata, vividi esempi di guida della società.

Dalla visita padulese, quindi, l’Associazione ha tratto l’ispirazione per una presentazione in grande stile in quel di Cascina, con il coinvolgimento del Comune di Padula (assessore Filomena Chiappardo), dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino (presidente Vincenzo Lamanna e segretario Enrico Tepedino) e dell’assessore alla cultura del Comune di Cascina (Leonardo Cosentini) con il coordinamento del prof. Pietro Finelli (direttore della Domus Mazziniana di Pisa) che ha parlato dell’Integrazione degli Italoamericani e la lotta alla mafia.

L’evento si è svolto, ripeto, a Cascina nella Biblioteca Comunale “Peppino Impastato” Sabato 10 Novembre alle ore 10,00 ;  la storia di Joe Petrosino è diventata sinonimo di legalità e giustizia e per tale motivo particolarmente educativa e formativa per le giovani generazioni. All’evento hanno presenziato anche gli studenti dell’ I.I.S.S. Antonio Pesenti  e del Liceo Artistico  F.Russoli di Cascina.

Appuntamento al prossimo anno per nuovi ed ancora più interessanti eventi.

.

1 Commento

  1. CERTOSA/3: la disabile, i custodi, l’assessora e la direttrice

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.