il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sabato e domenica tra Salerno e Battipaglia un Convegno internazionale su uno dei più grandi patrimoni storico-artistici del nostro territorio: la Grotta di San Michele a Olevano sul Tusciano. Un punto di partenza per far partire un grande progetto di valorizzazione del territorio che possa portare anche al riconoscimento da parte dell’Unesco del sito olevanese.

La redazione  

La Fondazione Cassa Rurale Battipaglia ha organizzato per sabato 24 e domenica 25 novembre un Convegno internazionale su un grande patrimonio storico, artistico, religioso e socio-culturale, rappresentato dalla Grotta di San Michele a Olevano sul Tusciano, che rappresenta, secondo i più grandi esperti storici e artistici di quel periodo storico, una delle più importanti testimonianze dei pellegrinaggi internazionali nell’Alto Medioevo.

Proprio per tale ragione la Fondazione ha inteso avviare attraverso questo convegno un progetto per la valorizzazione di quel sito e del riconoscimento da parte delle più importanti organizzazioni mondiali che si occupano della salvaguardia di tali patrimoni.

Banca Campania Centro, che ha ispirato la nascita della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, voleva proprio che da essa partissero iniziative e progetti come questo, il tutto in quella logica di cooperazione, mutualismo e localismo che ne ha sempre caratterizzato l’opera.

Al convegno, diviso in due giorni e con due sedi diverse – il 24 novembre presso il Salone degli Stemmi dell’Arcivescovato di Salerno e il 25, presso la Sala delle Assemblee di Banca Campania Centro – parteciperanno i maggiori esperti internazionali di storia e arte dell’Alto Medioevo, provenienti da varie nazioni, ed esponenti delle Istituzioni, del mondo della cultura e del turismo.

La prima giornata, sarà tutta dedicata all’ambito scientifico e avrà come tema “La Grotta di San Michele a Olevano sul Tusciano nel contesto dei pellegrinaggi internazionali nell’Alto Medioevo”. A discuterne saranno docenti universitari di fama internazionale, come il prof. Richard Hodges dell’American University of Rome o come i proff. Bonnie Effros dell’Università di Liverpool e John Mitchell dell’University of East Anglia. Di altissimo prestigio anche le rappresentanze delle università italiane, come nel caso dei proff. Claudio Azzara, Pietro Dalena, Francesco Panarelli, Amalia Galdi, Immacolata Aulisa, Fulvio Delle Donne, Sauro Gelichi, Francesca Sogliani, Antonio Macchione e Alessandro Di Muro, membro del comitato scientifico della Fondazione e direttore scientifico del convegno. Sarà presente con un suo saluto e un suo intervento anche l’Arcivescovo metropolita di Salerno, Mons. Luigi Moretti. Un vero gotha del mondo accademico su queste tematiche che porterà numerosi studi sui vari aspetti che attestano l’importanza della Grotta di San Michele a livello europeo e ciò che ha rappresentato essa nei grandi pellegrinaggi europei dedicati al culto micaelico.

La seconda giornata sarà invece dedicata alle “Prospettive di valorizzazione e creazione dell’offerta turistica”. A discutere su come un grande progetto teso alla valorizzazione di un patrimonio come quello rappresentato dalla Grotta di San Michele, possa rappresentare un’occasione importantissima per lo sviluppo economico, culturale e sociale di un intero territorio regionale, sono stati invitati il presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania, Francesco Picarone; il giornalista e autore televisivo Rai, Carlo Cambi, tra gli autori, tra l’altro, della trasmissione Linea Verde che alla Grotta di San Michele ha dedicato un servizio; il presidente dell’American University of Rome, Richard Hodges, uno dei maggiori esperti della Grotta di San Michele a livello mondiale; Rosario D’Acunto, esperto di marketing territoriale e Giuseppe Gagliano, presidente di Federalberghi provincia di Salerno. La tavola rotonda sarà moderata dal giornalista Rai, Gianfranco Coppola. Saranno inoltre presenti e interverranno anche i sindaci di Olevano sul Tusciano, Michele Volzone, e di Battipaglia, Cecilia Francese.

“L’idea – ha sottolineato il presidente della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, Camillo Catarozzo – è quella di dare forza e concretezza a quella che da sempre è l’opera di Banca Campania Centro, quella che in molti continuano a conoscere come la Cassa Rurale di Battipaglia: valorizzare il territorio per creare occasioni di sviluppo partendo dalle nostre ricchezze, dalle nostre eccellenze. Vorremmo – ha proseguito Catarozzo – che questo importante convegno internazionale diventi un punto di partenza e una base, per un progetto che coinvolga istituzioni, mondo della cultura e dell’economia, per creare i presupposti affinchè la Grotta di San Michele diventi fulcro di una crescita a 360 gradi delle nostre comunità. Per fare ciò ci dovremo tutti impegnare a realizzare processi che portino al riconoscimento di questo patrimonio a livello internazionale, candidandola nel tempo anche a patrimonio dell’Unesco”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero del presidente di Banca Campania Centro, Silvio Petrone: “La nostra Cassa Rurale è da sempre impegnata a favorire lo sviluppo delle comunità di cui è espressione anche attraverso la valorizzazione delle eccellenze del territorio. La Fondazione, che l’assemblea dei nostri Soci ha fortemente voluto – ha spiegato Petrone – nasce anche per questi scopi, attraverso la realizzazione di attività che la vedano motore e punto di incontro di progetti come questo che riguarda la Grotta di San Michele. Non è un caso se questo percorso sia partito da un altro grande progetto che Banca Campania Centro sta portando avanti da anni con la Fondazione Symbola e che è la Banca delle Qualità Campane. Crediamo – ha concluso il presidente Petrone – che uno strumento come la Fondazione Cassa Rurale Battipaglia possa realmente essere utile nel coagulare tutte le forze del territorio verso obiettivi comuni per lo sviluppo delle nostre comunità”.

Il programma dei lavori:
PRIMA GIORNATA
Sabato 24 novembre
Salone degli Stemmi dell’Arcivescovato di Salerno
Via Roberto il Guiscardo – Salerno
“La Grotta di San Michele a Olevano sul Tusciano nel contesto dei pellegrinaggi internazionali nell’alto Medioevo”

Ore 10,00
Saluti
S.E.R. Mons. Luigi Moretti – Arcivescovo Metropolita di Salerno-Campagna-Acerno
Silvio Petrone – Presidente di Banca Campania Centro Credito Cooperativo
Camillo Catarozzo – Presidente Fondazione Cassa Rurale Battipaglia

Ore 11,00
Presiede: Claudio Azzara – Università di Salerno
Introduzione: Alessandro Di Muro – Università della Basilicata
Interventi dei Proff.:
Pietro Dalena – Università di Salerno
Francesco Panarelli – Università della Basilicata
Amalia Galdi – Università di Salerno
Immacolata Aulisa – Università di Bari

Ore 13,30: Light lunch
Presiede: Francesco Panarelli – Università della Basilicata
Interventi dei proff.:
Fulvio Delle Donne – Università della Basilicata
Richard Hodges – American University of Rome
Francesca Sogliani – Università della Basilicata

Ore 16,00: Coffee break
Antonio Macchione – Università della Calabria
Bonnie Effrors – University of Liverpool
John Mitchell – University of East Anglia
Alessandro Di Muro – Università della Basilicata

Ore 18,15: Discussione e conclusioni.

SECONDA GIORNATA
Domenica 25 novembre
Sala delle Assemblee di Banca Campania Centro
Piazza Antonio de Curtis, 1/2 – Battipaglia
“Prospettive di valorizzazione e creazione dell’offerta turistica”
Ore 10,00: Saluti
Silvio Petrone – Presidente Banca Campania Centro Credito Cooperativo
Michele Volzone – Sindaco di Olevano sul Tusciano
Cecilia Francese – Sindaco di Battipaglia

Ore 10,30:
Tavola Rotonda
Modera: Gianfranco Coppola – Giornalista Rai
Interventi di:
Francesco Picarone – Presidente Commissione Bilancio Regione Campania
Carlo Cambi – Giornalista e Autore Televisivo e Radiofonico Rai
Richard Hodges – Presidente American University of Rome
Rosario D’Acunto – Esperto marketing territoriale e consulente per la creazione dell’offerta turistica
Giuseppe Gagliano – Presidente di Federalberghi Provincia di Salerno

Ore 12,00: Discussione in plenaria

Ore 12,30: Conclusioni
Camillo Catarozzo – Presidente Fondazione Cassa Rurale Battipaglia

Una breve nota sulla Grotta di San Michele a Olevano sul Tusciano:

Il complesso dedicato all’arcangelo Michele si trova sul versante occidentale del Monte Raione a circa 500 m. s.l.m. nel comune di Olevano sul Tusciano. L’insediamento santuariale micaelico del Monte Raione (Mons aureus nei documenti altomedievali), rappresenta uno degli esempi in assoluto meglio conservati della cultura artistica longobarda in Italia. Si tratta di un santuario rupestre costituito da cinque cappelle che si snodano lungo un preciso percorso processionale che sale dall’imboccatura della grotta fino al punto più elevato dell’antro nell’oscurità più profonda. Tra la fine dell’VIII secolo e gli inizi del successivo si promosse, su una preesistenza cultuale, la costituzione nella Grotta di Olevano di un santuario nazionale longobardo dedicato all’Arcangelo Michele. La visita del monaco franco Bernardo nell’870 attesta l’ormai acquisito prestigio internazionale raggiunto in questi anni dalla Grotta di San Michele: la presenza del monaco borgognone sul Monte Raione infatti non è casuale ma è legata allo svolgimento di un preciso itinerario di pellegrinaggio che, partendo dalla grotta di San Michele al Gargano, il santuario micaelico più importante della cristianità occidentale, tocca la Terra Santa, Olevano appunto, e Roma per poi concludersi nell’odierna Normandia. La prima chiesa denominata comunemente “cappella dell’Angelo”, era in origine un semplice sacello formato da tre absidi precedute da un corto ambiente rettangolare coperto da un tetto a doppio spiovente. In un secondo momento si provvide ad un prolungamento delle quinte murarie laterali in vista della stesura degli affreschi, datati alla seconda metà del X secolo. Quest’ultimo intervento è da mettere in relazione alla già ricordata donazione del principe salernitano Gisulfo I delle terre di Olevano e della Grotta al vescovo di Salerno, passaggio confermato da un diploma del 982 emanato dall’imperatore sassone Ottone II in favore dell’ordinario diocesano salernitano che l’imperatore definisce significativamente suo fedele, nello stesso periodo in cui il vescovo di Salerno viene elevato dal pontefice alla carica di arcivescovo. Proprio in questi anni, siamo intorno al 980, si assiste alla stesura degli affreschi, frutto di un rinnovato interesse per il santuario. Il ciclo di affreschi, esempio insigne di arte beneventana del X secolo, nel quale San Pietro, primo vescovo di Roma, risulta protagonista insieme al Cristo testimonia lo sviluppo di nuove forze politiche e religiose che si esercitano sul territorio e nel santuario, polarizzate verso Roma e l’impero germanico che con alterna fortuna tenta di controllarla, fatto che determina l’esaurirsi della funzione spiccatamente nazionale ricoperta fino ad allora dall’antro micaelico. Alcune rappresentazioni iconografiche quali la Traditio legis et clavium nell’abside di sinistra in cui il Cristo consegna la Legge e le Chiavi a San Pietro e a San Paolo legittimando l’autorità universale della Chiesa di Roma, sono un’eco di una cultura nuova. La stessa presenza così marcata di San Pietro, accanto a Cristo, nel santuario nazionale dei Longobardi salernitani, sembra lanciare chiari messaggi attraverso quel formidabile mezzo di comunicazione costituito dagli affreschi, contro un certo nazionalismo cultuale che certamente le autorità universalistiche (la Chiesa e l’Impero) non potevano vedere di buon occhio.

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