Consorzio Bonifica: si parte … finalmente !!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

 

SALA CONSILINA – “Finalmente”, ho utilizzato nel titolo lo stesso avverbio che il neo presidente del Consorzio di Bonifica, Beniamino Curcio, ha utilizzato come premessa della sua dichiarazione programmatica (pubblicizzata subito dopo l’elezione), per rendere più comprensibile il cambio di passo che sicuramente la nuova presidenza e la nuova giunta esecutiva (da martedì sera al completo) riusciranno a dare al Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano da troppo tempo fermo al palo a causa di battaglie politiche intestine sia nel centro sinistra che più specificamente nel centro destra.

Ad ogni buon conto, per rifare la storia del Consorzio è necessario sapere che cosa sono i Consorzi:

  • I “Consorzi di Bonifica” sono enti di diritto pubblico che curano l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica e controllano l’attività dei privati, sul territorio di competenza (comprensorio di bonifica). Opere di questo genere riguardano, ad esempio, la sicurezza idraulica (impianti idrovori, canali di bonifica), la gestione delle acque destinate all’irrigazione (impianti e reti irrigue), la pianificazione territoriale per le opere urbanistiche, ma anche la tutela del patrimonio ambientale e agricolo.

 

Bisogna sapere ancora perché e quando sono nati i Consorzi comunemente ed erroneamente ritenuti soltanto dei carrozzoni politici in cui stivare dirigenti, tecnici, dipendenti e operai che alla fine non  fanno niente e non servono a niente. Non è così e la necessità della loro esistenza risale ai addirittura tempi dell’Impero Romano (fonte Wikipedia):

  • Gli attuali consorzi di bonifica italiani sono gli eredi degli antichi consorzi irrigui e di scolo, costituiti fra i proprietari a partire dal periodo romano. Questi sono poi riapparsi nel Medioevo e nel Rinascimento, collaborando in modo crescente con lo stato e diventando, col tempo, delle istituzioni pubbliche. Si ha traccia delle prime forme associative di utenti dei pubblici acquedotti già nel trattato De Aquaeductibus urbis Romae di Frontino. Un decreto del Senato dell’epoca di Augusto contiene infatti l’istituto giuridico del consorzio dei concessionari, che impone ai privati l’obbligo di associarsi nell’opera di derivazione, per evitare un numero eccessivo di allacciamenti ai canali e alle tubazioni pubbliche. Il consorzio deriva la quantità d’acqua in un unico punto, convogliandola fino ad un dividicolo privato (castellum) da cui ciascun utente può derivare la quantità di sua pertinenza.

Fatte queste necessarie premesse posso passare a raccontare la storia moderna del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano la cui data di nascita, a mio opinabile avviso, può essere fissata nelle elezioni del 1995 che per la prima volta, nella storia dell’Ente, portarono alla sconfitta del lungo dominio della Democrazia Cristiana (con la trentennale  presidenza del dr. Michele Trotta, meglio noto come “don Lilino”, democristiano più per necessità che per convinzione). Come sempre accade alla fine dei lunghi cicli molto personalizzati arrivò il Commissario (dr. Angelo Moschillo) che rimase in sella per ben 10 anni fino al 2005 quando in seguito a regolari elezioni salì alla presidenza Francesco Alliegro. Il 28 novembre 2011 arriva la clamorosa sconfitta del centro sinistra a tutto vantaggio di una coalizione abbastanza composita ad ispirazione di centro destra. Nel 2011, dopo varie scaramucce e dopo una cencelliana spartizione del potere diffuso (ovvero tra i vari Enti e/o Istituzioni, come lo stesso Consorzio, la Comunità Montana, il Consac, ecc. ecc.) il Consorzio trovò una giusta, anche se tribolata, sedimentazione nella figura del presidente Giuseppe Morello il quale, stando alle cronache del tempo ed a specifici episodi che io personalmente ho verificato, cercò con tutte le sue forze e professionalità personale di raddrizzare la barra del timone di un Ente assolutamente necessario per l’intero territorio valdianese.

Per la cronaca Morello venne eletto da 9 consiglieri (su 14) presenti alla convocazione per la nomina del presidente e il Consorzio si avviò lungo un sentiero di apparente pacificazione e, comunque, di una certa produttività e lo stesso presidente Morello (tra alti e bassi politici) con grande abilità riuscì a traghettare la struttura consortile fino alle elezioni del novembre 2016.

Affermo questo perché le stesse elezioni del 2011 e le sue ramificazioni tra liste e rappresentanze di tutte le componenti portò a polemiche violentissime anche sulla reale trasparenza del sistema delle deleghe per il voto (emblematica la vicenda della candidatura di Luigi Calandriello –consigliere comunale di Sassano); polemiche che io stesso seguii con una serie di articoli che furono oggetto di una successiva inchiesta da parte della Guardia di Finanza di Sala Consilina con la mia convocazione dinanzi alla stessa come persona informata sui fatti. Di quell’inchiesta, ovviamente, non si è saputo più niente.

Dopo cinque anni di scontri, ripicche, vendette ma anche specifici riconoscimenti si è giunti alle elezioni del 2016, non molto dissimili da quelle del 2011, perché la confusione è stata ancora più grande ed ha condizionato i primi due anni della gestione sotto l’instabile presidenza di Giuseppe Fornino che rappresentava, ufficialmente, soltanto due consiglieri (compreso egli stesso) della omonima “Lista Fornino” mentre veniva allo scoperto l’astro politico nascente di Corrado Matera (assessore regionale nella giunta De Luca) alla cui azione politica si sono ispirati, mano a mano ben sette consiglieri eletti nella “Per la nostra terra” e un consigliere eletto nella lista ufficiale del PD (partito uscito sonoramente sconfitto). Nell’attesa infinita e sconcertante della nomina dei quattro consiglieri non eletti (tre della Provincia e uno della Regione) il Consorzio è rimasto in balia dell’incertezza ed assolutamente fermo al palo.

A questo punto è venuta fuori la grande abilità strategica sul “piano politico” di Beniamino Curcio (la cui esperienza ed anche professionalità nel settore è datata ed affonda le sue radici in tempi abbastanza lontani) che è riuscito a mettere tutti d’accordo ed a battere i pochi rivali sul tempo facendosi eleggere alla presidenza dell’Ente scortato da una giunta composta da persone a lui gradite e in grado di mantenere il suo passo decisionale ed organizzativo che, ripeto, viene da lontano e dal suo lungo sindacato a Buonabitacolo come dall’esperienza maturata nella qualità direttore della Comunità Montana, e non solo, Difatti beniamino Curcio, agronomo, è stato anche presidente dell’ordine provinciale degli Agronomi ed è tuttora nel consiglio generale del Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni.

Nel prossimo articolo cercherò di scendere nei dettagli più intricanti della vicenda, facendo nomi e cognomi e raccontando anche tutti quegli aspetti sfuggiti alla stampa locale,. soprattutto in merito alla interessantissima dichiarazione programmatica letta dal nuovo presidente Curcio subito dopo la sua elezione, senza trascurare i post di congratulazioni inviati dal presidente della Comunità Montana e dal presidente del Parco.

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