il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Gaspare Russo: il nodo di Fratte e le tigri del Bengala

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – L’attualità ci ha ripresentato il problema del “nodo autostradale di Fratte” che spessi in passato ha spezzato l’Italia in due. Sicuramente l’avv. Gaspare Russo sa qualcosa in più rispetto alle notizie pubblicate dai giornali dopo l’incidente stradale di lunedì 10 dicembre scorso, con lo scontro tra due tir, che ha paralizzato l’intero traffico cittadino anche perché su uno dei due tir c’erano delle tigri da circo equestre.

Presidente, siamo di nuovo alle solite con lo snodo di Fratte; basta un incidente e due tigri per paralizzare la città ?

  • Per paralizzare la città basta un incidente. Il problema però va inquadrato in linee generali, perché coinvolge l’intero sistema della circolazione dell’area salernitana. La problematica non può essere minimizzata allo svincolo di Fratte, per la porta d’ingresso alla circolazione stradale urbana. Le dimensioni coinvolgono una problematica molto più ampia e complessa, vale a dire le vie del mare, il traffico in entrata e in uscita dal porto, quello proveniente dall’area industriale salernitana, la circolazione urbana, l’accesso al campus di Fisciano, e dulcis in fundo la funzione primaria della circolazione autostradale dallo svincolo di Mercato S.S. a Reggio Calabria, vale a dire la circolazione autostradale nord-sud.

Allora Presidente, fino ad oggi non è stato mai fatto niente di buono ?

  • Sono state fatte molte cose, ma non è stata fatta la cosa essenziale e prioritaria.

E qual è, a suo avviso Presidente ?

  • Il prolungamento dell’autostrada A/30 da Mercato S.S. a Eboli/Contursi, baipassando il nodo di Fratte, con innesto all’autostrada A/3 che porta fino a Reggio Calabria.

Ma di questo prolungamento autostradale si parla da oltre trent’anni e non è stato mai fatto. Perché ?

  • E’ una storia lunga e complessa, che vale la pena di raccontare e farla conoscere, sia pure per sommità. Nel 1980 fu varato il piano decennale dell’ANAS per la grande viabilità. Questo piano prevedeva al primo punto in via prioritaria la realizzazione del tronco autostradale da Mercato SS a Contursi tra le autostrade A/30 e A/3. Piano analogo agli inizi degli anni ’90 replicò la necessità e l’urgenza della realizzazione di questo tronco autostradale.  Alcuni anni dopo la stessa problematica fu posta all’ordine del giorno con la quantificazione dei corridoi, che interessavano l’intero territorio europeo. Il corridoio europeo n. 1 partiva da Palermo, si intersecava con gli altri cinque corridoi europei fino a Kiev e raggiungeva Berlino. Un piano, quindi, che interessava la circolazione in tutta Europa.

Presidente perché non se parla proprio, tutto nel dimenticatoio ?

  • Bisognerebbe chiederlo a tutti coloro, di tutte le forze politiche passate e presenti, che hanno gestito la cosa pubblica. Diciamo che è come se la problematica, che a mio avviso è prioritaria, non interessasse a nessuno. E forse è poco conosciuta a tutti.

Come mai una problematica così importante e prioritaria non entra nell’agenda dei politici ?

  • Una domanda intrigante. Una prima risposta è che le grandi infrastrutture inizialmente non producono voti, come dimostra l’indifferenza della politica e dei politici in generale.

Presidente torniamo all’inferno di Fratte ?

  • Il tratto autostradale Avellino-Mercato SS-Salerno-Battipaglia-Eboli deve tornare alla sua prioritaria funzione di traffico urbano, considerando la presenza del traffico ordinario delle aree industriali di Salerno e al sud, del porto, delle vie del mare. Già con questa funzione è insufficiente alle esigenze del territorio. Il traffico internazionale da Palermo a Milano e Berlino va incanalato sul corridoio europeo n. 1. Altrimenti non se ne esce mai.

Presidente ma in passato è stato fatto qualcosa in questa direzione ?

  • Molte cose, solo che nonostante fossero finanziate non sono state realizzate; sto parlando dal 1980 agli anni ’90.

Presidente ma alla sua epoca fu fatto qualcosa ?

  • SI. All’indomani del terremoto dell’80 con la legge 219/81 che coniugava ricostruzione e sviluppo, con il primo piano triennale 84/87 furono disposti interventi finanziati e approvati dal CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica). E nella materia il tratto autostradale tra la A/30 a Mercato S.S. e la A/3 fino a Contursi, i collegamenti con l’area portuale di Salerno e l’uscita dell’autostrada Napoli-Salerno e anche altri interventi. I finanziamenti andarono persi, non furono utilizzati, in quanto la politica, i politici e gli Enti principali maggiori, Comune capoluogo, Provincia, Camera di Commercio, Consorzio Aree Industriali, né congiuntamente né singolarmente si adoperarono per utilizzarli.

Ma una situazione del genere molto scandalosa chiama in causa proprio tutti ?

  • E’ un giudizio che va lasciato ai cittadini. Non c’è da sorprendersi se problemi fondamentali legati alla vivibilità e allo sviluppo dei nostri territori, vecchi da decenni, riemergono ogni tanto come se fossero problemi di oggi.

Allora questa situazione ce la dobbiamo tenere per sempre ?

  • La scena politica odierna è dominata e lo sarà per almeno altri dieci anni dal Mov. 5 Stelle e Lega. Quello che ci deve preoccupare e che le due forze politiche, la Lega ma soprattutto il Mov. 5 Stelle, da Di Maio – Fico – Provenza – Cioffi – Tofalo, finora in questo campo delle infrastrutture non hanno manifestato alcun segno di interesse nel quadro delle grandi opere non è presente nessuna azione che riguardi il versante tirrenico da Caserta a Palermo, mentre sono presenti, sia pure contestate, ben sette grandi opere ubicate nel Nord Italia. Il Meridione è totalmente assente nonostante i vertici del Mov. 5 Stelle siano tutti campani.

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