il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ALIBERTI: la storia si ripete … purtroppo !!

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO / SCAFATI – Quando si parla o si scrive di Pasquale Aliberti, della sua passata attività politica e della sua attuale condizione di gravissimo disagio umano, familiare e psicologico bisogna aspettarsi di tutto e di più; e la storia non ha imboccato ancora la dirittura d’arrivo.

L’ultima sarebbe accaduta nel contesto della conferenza stampa tenutasi a Scafati per la presentazione della lista elettorale di Forza Italia che, come partito, si prepara ad affrontare le prime elezioni amministrative del “dopo Aliberti”. Ho usato il condizionale perché siamo di fronte ad un fatto svelato soltanto dal quotidiano La Città (ritornato nelle edicole dopo un momento di buio) e non anche dalla Procura con un comunicato ad hoc utile a confermare o smentire ridicole e inutili supposizioni e/o ricostruzioni fantasiose.

Il fattaccio che si sarebbe consumato a Scafati, domenica 3 marzo 2019, lo descrive molto bene l’on. Gigi Casciello (giornalista di vaglia) che era presente alla democratica manifestazione elettorale: “”Leggo sul quotidiano La Città di Salerno che l’Antimafia avrebbe acquisito video e foto della conferenza stampa tenuta domenica scorsa a Scafati ed alla quale ho partecipato come responsabile elettorale di Forza Italia. I mei oltre 30 anni di giornalismo mi mettono in condizione di non sorprendermi di fronte alla scelta sensazionalistica dell’articolo a cominciare dal titolo e nel pieno delle mie prerogative parlamentari non mi sottraggo ad alcune considerazioni che spero siano inequivocabili; Forza Italia non teme alcun condizionamento nè si farà intimidire da eventuali strategie malavitose o da campagne di stampa con le quali si confonde il ruolo dell’informazione con inaccettabili tribunali del popolo. Forza Italia sarà presente con il proprio simbolo alle prossime elezioni amministrative di Scafati; ha piena fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertamento di eventuali responsabilità penali, che sono sempre personali, di passati amministratori; auspica che la magistratura giudicante si esprima in tempi brevi. Insomma, ognuno svolga il proprio ruolo: la magistratura inquirente indaghi, i giudici si esprimano con sentenze, la stampa informi, la politica faccia il suo per rappresentare al meglio le istanze dei cittadini. Noi faremo la nostra parte con la libertà e l’attenzione di sempre ma con l’orgoglio di chi in materia di lotta alla camorra e per la legalità, a Scafati come altrove, non può prendere lezioni da nessuno””.

Al di là dell’ormai inutile frase “…F.I. ha piena fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertamento di eventuali responsabilità penali, che sono sempre personali, di passati amministratori …”, inutile perché quasi tutti pronunciano quella frase più per motivi di convenienza che come espressione del proprio pensiero, condivido pienamente tutto quanto affermato dal deputato di Forza Italia con una nota diffusa  a tutti gli organi di stampa.

Al suo posto avrei, comunque, aggiunto qualche altra riflessione e partendo dall’ipotesi che il fattaccio sia vero avrei chiesto:

  • Perché gli inquirenti (ammesso e non concesso che siano stati loro) hanno avvertito la necessità di rendere pubblica una notizia riservatissima attraverso un unico canale di comunicazione con il rischio di “inquinare” le delicate indagini giudiziarie;
  • Perché il giornale ha pubblicato la notizia con il rischio (se la stessa non è uscita dalla Procura) di palese violazione del segreto istruttorio;
  • Quale possibile condizionamento dell’opinione pubblica può mai un indagato ormai privo di molti presupposti utili alla sua totale libertà personale a meno di non pensare che sia per davvero il “capo dei capi” di tutta la camorra dell’agro nocerino-sarnese.

 

Nell’ipotesi, invece, che la notizia non sia supportata da dati oggettivamente incontrovertibili ci troveremmo di fronte ad uno dei più sconcertanti episodi di “falsa informazione” finalizzata alla concretizzazione di un progetto politico occulto in danno di Pasquale Aliberti; e su questi binari il processo potrebbe facilmente prendere un’altra piega.

Ma è sul “condizionamento dell’opinione pubblica” che tutta la deputazione provinciale di Forza Italia dovrebbe serrare le fila e fare quadrato perché oggi è toccato ad Aliberti ma domani potrebbe toccare a chiunque, e questo è un rischio che la democrazia non può e non deve correre.

Tenuto conto che il condizionamento, difficilmente dimostrabile, può essere attivato anche senza incontrarsi o senza parlare mi viene in mente un episodio che calza a pennello. Diversi anni fa il figlio dell’ex magistrato dovette sottoporsi agli esami di stato per conseguire il diploma di scuole superiori e fare carriera all’interno della polizia dove da tempo lavorava. Ci fu qualcuno che avanzò l’ipotesi che la commissione d’esami potesse essere vittima di “un condizionamento” addirittura di natura psicologica perché era l’epoca del Di Pietro eroe nazionale; fortunatamente l’ipotesi venne messa subito a tacere e il figlio superò l’esame di maturità.

Aliberti non risiede più a Scafati, non fa più politica, non fa più il medico, non frequenta i soliti ambienti di una vita ecc., come si fa a pensare ad un condizionamento dell’opinione pubblica da parte sua; mi va invece di pensare, in piena libertà, che queste notizie possano avere l’effetto del condizionamento ma non sull’opinione pubblica, piuttosto sui due importanti testimoni (Loreto e Coppola) che dovranno presentarsi in aula per la prossima udienza del processo Sarastra.

La storia giudiziaria di questi ultimi venticinque anni ci insegna, invece, che ogni accanimento inquisitorio verso Forza Italia e/o verso il Centro Destra (lo dice la Città con il suo titolo “L’Antimafia a gamba tesa su Forza Italia”) produce sempre “un condizionamento dell’opinione pubblica” che si schiera in favore dei politici presi di mira per un tempo incontrovertibilmente molto lungo e spesso improduttivo.

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