il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

GIUSTIZIA: il candidato Sica contro il sistema ?

 

Aldo Bianchini

avv. Silverio Sica, candidato alla presidenza dell'Ordine degli Avvocati del foro di Salerno

SALERNO – Il candidato alla presidenza dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Salerno, avv. Silverio Sica, ha finalmente parlato e resa nota al grande pubblico la “sua ricetta” utile per la prescrizione dei farmaci finalizzati alla guarigione del grande ammalato del mondo della giustizia che passa sotto il nome di “sistema”.

Che tutta la vita associativa ed istituzionale del pianeta sia organizzata attraverso un “sistema” è cosa nota e storicamente ampiamente provata; innanzitutto perché è così fin dalle origini dell’uomo e poi perché gli stessi uomini niente fanno per abbattere il sistema nel quale cercano, anche a spintoni, di introfularsi per sguazzare a piacimento passando dall’una all’altra sponda.

Premetto di aver letto attentamente la ricetta proposta dall’avv. Silverio Sica (tra i migliori penalisti oggi esistenti nella sfera della circoscrizione giudiziaria della provincia di Salerno) ma, in tutta sincerità, non ho trovato nessuna pescrizione degna di questo nome che possa infliggere al sistema una rapida riconversione verso la sua ottimizzazione e rilancio reale per una giustizia capace di rendere ad ognuno i propri diritti e le proprie responsabilità al fine di cementare in uno “stato di diritto incontrovertibile” le proprie aspettative e sicurezze.

Soltanto su una cosa sono perfettamente in linea con il pensiero dell’avv. Sica, e questa cosa riguarda l’accesso alla professione di avvocato che dovrebbe essere una delle più nobili che esistono su questa nostra amata Terra; nessuno può e deve pensare che essere titolari di una laurea in giurisprudenza sia il viatico migliore a garanzia dell’essere un buon avvocato. Ha ragione Sica, ci vuole altro, molto altro. E’ come, ma lo dico solo per la cronaca, l’incredibile facilità con cui si accede alla professione di giornalista, con l’aggravante che si è manifestata in questi due ultimi decenni per via della “laurea in scienze della comunicazione” che molti giovani, seppure bravi e volenterosi, scambiano come il titolo per essere giornalisti a tutti gli effetti, senza tener conto che il possesso di tale titolo è soltanto un modestissimo valore aggiunto e nulla più.

Dopo di questo, però, l’avv. Silverio Sica (a mio opinabilissimo giudizio) si perde nei meandri di interviste rituali ed anche retoriche, fatte per carità con tutta la buona volontà possibile, ma già dichiaratamente inutili e superflue fin dall’inizio.

La soluzione non è promettere, bisogna agire” tuona così l’avv. Sica utilizzando uno spot pubblicitario molto comune ed estremamente conosciuto soprattutto durante le campagne elettorali di qualsiasi genere, anche per quelle relative alla conquista di posti di prestigio ai vertici dei vari ordini professionali ancora esistenti nel nostro Paese. Del resto con il verbo “promettere” si esercitano proprio tutti: politici, magistrati, avvocati, giornalisti, personale amministrativo e gli stessi indagati, per rimanere nel “mondo della giustizia”.

Cerca una giustificazione, Sica, che allo stato è anche comprensibile; la giustificazione è quella di addossare, anche in maniera alquanto credibile, la maggiore responsabilità di tutto questo sfascio alla “forza della magistratura”, ma dimenticata volontariamente di chiarire che la presunta forza della magistratura è fortemente favorita dalla “debolezza dell’avvocatura” che in questi ultimi decenni non ha mosso un dito (quello vero) per sradicare quella forza che si va sempre più affermando come un diritto e che, anzi, ogni qualvolta è stata proposto un cambiamento di rotta (da una timida politica !!) c’è stata una ribellione dura da parte di tutta la stessa avvocatura, quasi come se toccare la magistratura avesse significato infierire anche contro l’avvocatura.

E’ “il sistema”, purtroppo a vincere sempre e comunque; e il sistema, che non è soltanto “la rete giudiziaria” evocata da Sica ma tanto altro ancora, non ha pietà per nessuno e colpisce anche la magistratura senza alcuna pietà (leggasi scandalo CSM e dintorni !!) quando avverte i primi sintomi del cambiamento e della rivoluzione.

In primo piano l'avv. Americo Montera con l'avv. Silverio Sica

Io non lo so se l’avv. Americo Montera, nel lunghi decenni di presidenze dell’ordine, ha lavorato bene o male; è certo che nel suo lunghissimo regno nulla è cambiato nel rapporto avvocatura-magistratura-politica-imprenditoria-utente, e questo già di per se dovrebbe comunque deporre male e non consentire una rapida e non meditata linea di assoluzione del suo operato. Per lo stimato avv. Montera, forse, negli ultimi anni l’ordine era diventato soltanto una “cosa sua”, fino al punto che c’è voluto l’intervento diretto e duro della Cassazione per mandarlo a casa.

E i suoi eredi cosa propongono per la risoluzione di questo grave problema ? probabilmente niente di niente; anche se io toglierei quel probabilmente.

Insomma, gentilissimo avvocato Sica, la crisi della giustizia ed in particolare dell’avvocatura non dipende soltanto da incerti e fumosi rimborsi per i difensori d’ufficio (che pure è un problema), piuttosto da quel velenoso e spinoso adattamento ad “una condizione di non parità” che è stata determinata non tanto dalla forza della magistratura ma dalla debolezza dell’avvocatura che negli ultimi decenni è andata sempre più affermandosi quasi come un dogma.

L'allenatore di calcio Zeman, fumatore incallito

Qualcuno ha paragonato l’avv. Silverio Sica all’allenatore di calcio Zdeněk Zeman per via della passione per il fumo; non c’è niente di più irriguardoso; e lo dico per Sica, ovviamente, che aspettiamo all’esame serio del dopo elezioni per giudicare meglio il suo operato.

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