il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

RIFIUTI: per la grande irresponsabilità della politica … scende in campo anche la Chiesa con il Vescovo di Teggiano

Aldo Bianchini

SALERNO / VALLO di DIANO – Se si dovesse concretizzare l’ipotesi non peregrina della chiusura per quattro mesi dell’impianto di smaltimento dei rifiuti indifferenziati di Acerra ci troveremmo con ben 80.000 tonnellate (dico ottantamila tonnellate) di rifiuti da dover smaltire in poco tempo con l’aggravio dei rifiuti che normalmente vengono conferiti quotidianamente al predetto impianto.

E’ chiaro che il problema è gravissimo e che rimane davvero molto poco tempo per ricercare ed attuare delle possibili risoluzioni; ed è altrettanto chiaro che sulla scorta di queste problematiche la Provincia di Salerno ha decretato il conferimento momentaneo a Polla dei rifiuti che non potranno convergere su Acerra.

Nel contesto dell’ultimo articolo che ho scritto su questo problema ho utilizzato il termine “pagliacciata” riferendomi alla conferenza dei sindaci del Vallo di Diano indetta da Raffaele Accetta presso la Comunità Montana; un termine sicuramente eccessivo che avrei potuto benissimo non utilizzare per commentare l’iniziativa di Accetta che comunque sta cercando di fare qualcosa per risolvere il problema ed allontanare il pericolo del conferimento all’impianto di smaltimento di Polla (da tempo in parte fuori uso) di circa 2.000 (duemila) tonnellate di rifiuti (tutti indifferenziati e senza pericolo di percolato).

Per pagliacciata, però, io intendevo definire tutto ciò che viene organizzato senza una logica e giusta conclusione; difatti le conferenze dei sindaci, i ricorsi al Tar, le barricate, le minacce, le querele servono soltanto ad alimentare le polemiche e ad allontanare la risoluzione del gravissimo problema.

S.E. mons. Antonio Maria De Luca, Vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro

Ieri mattina (sabato 10 agosto 2019) a margine della celebrazione del rito della campana di San Lorenzo nella Certosa di Padula è stato, in prima persona, il Vescovo della Diocesi di Teggiano/Policastro Mons. Antonio De Luca a rilanciare, nel corso della sua breve omelia per i fedeli raccolti in preghiera, il gravissimo problema dei rifiuti e della minaccia di conferimento a Polla di 2.000 tonnellate di materiale con grave rischio per la salute dei cittadini, ma anche, se non soprattutto, per l’ennesimo schiaffo in pieno viso che tutta la politica valdianese riceverebbe da questo atto che, come il gatto e la volpe, si rimpallano tra loro con menzogne ben studiate il sindaco di Polla Rocco Giuliano e il presidente della Provincia Michele Strianese (entrambi fedeli esecutori degli ordini del governatore-kaimano).

Dopo l’omelia mi è parso doveroso, insieme al collega Pietro Cusati, sollecitare con qualche domanda risposte più incisive e definite da parte di S.E. De Luca.

Il discorso a tre, molto informale, per forza di cose ha coinvolto nello “affaire de déchets” (affare dei rifiuti !!) anche le problematiche ad esso legate direttamente e indirettamente come il registro dei tumori e l’educazione alla differenziata (già in atto, anche se in maniera rudimentale, in molti comuni).

Il Vescovo di teggiano-Policastro con alcuni suoi ospiti nella Certosa di Padula

Dalla informale chiacchierata è venuto fuori un suggerimento che partendo dal Vescovo e passando attraverso la stampa deve forzatamente arrivare a tutti i sindaci del comprensorio valdianese che hanno praticamente disertato la “conferenza” indetta dal presidente della Comunità Montana (parlo del Comune di Padula, del Comune di Sanza, ecc.); ed è proprio ai sindaci assenti e forse “eterodiretti” dalla volontà altrui che il termine “pagliacciata” era indicativamente diretto. Difatti le pagliacciate si concludono sempre con un nulla di fatto, e quella conferenza come tante altre si è praticamente conclusa senza un’idea progettuale accettabile.

Il suggerimento consiste innanzitutto nel trovare un accordo tra tutti i sindaci del Vallo, anche senza parlare di consorzio (termine che fa scappare molti), su due direttive essenziali: coraggio nel respingimento dell’imposizione di rifiuti provenienti da fuori, e coraggio di far capire alla gente che i “rifiuti valdianesi” devono essere per forza di cose smaltiti in zona. Come ? ampliando e potenziando il sito di Polla e, semmai, per l’immediato futuro provvedere ad attivare altri siti più in diverse zone del Vallo di Diano. In somma questo per dire che l’accordo tra i Comuni del Vallo potrebbe diventare un esempio virtuoso per il resto d’Italia nell’ottica di una soluzione pacifica del grave problema; se tutti impariamo a trattare i nostri rifiuti sarà più semplice rifiutare quelli degli altri.

Da sinistra: Pierino Cusati (giornalista), padre Patrizio (autista del Vescovo), il Vescovo e don Giuseppe Radesca (vicario) assistono ai 99 rintocchi della campana di San Lorenzo della Certosa di Padula

Saranno in grado di ricercare e ratificare questo semplice accordo i sindaci del Vallo di Diano ? Non so rispondere, so per certo che da oltre trent’anni si trastullano in inutili battaglie soltanto di facciata e che nel concreto rimangono sempre molto divisi.

Ci sono, però, altri due elementi che porterebbero un valore aggiunto all’accordo di cui sopra; in primo luogo i sindaci uniti dovrebbero richiedere a gran voce un vero e serio “registro dei tumori” che possa sostituire quello esistente ma fasullo; in secondo luogo dovrebbe essere con molta attenzione propagandata la “cultura della differenziata” in maniera seria e costruttiva, cioè esattamente il contrario di adesso che è costruita su fumosi depliant che in tanti non riescono neppure a decifrare. Il tutto si dovrebbe muovere all’insegna di quella buona pratica che Legambiente chiama: “dieta del cestino dell’indifferenziato”; e questo ovviamente per avvicinare sempre di più il produttore di rifiuti a trattare direttamente i suoi rifiuti.

Riusciranno i nostri sindaci-eroi a mettersi d’accordo almeno per una volta nella loro lunga vita amministrativa ? La risposta è meglio lasciarla all’immediato futuro.

 

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