il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO I RISCHI DEI DECONGESTIONANTI NASALI

da Dr. Alberto Di Muria

Padula-Gli spray nasali sono generalmente venduti come specialità da banco in tutte le farmacie e parafarmacie. I principi attivi sono tutti molto simili tra loro, e i più comuni sono l’Efedrina o la Fenilefrina, solo per citarne alcune. Sono molto utili nel trattare riniti allergiche e raffreddori, ma di norma non si dovrebbero utilizzare per più di 3 giorni. Eppure, nessuno che acquisti uno spray nasale lo usa per soli 3 giorni, a meno che i sintomi non siano effettivamente scomparsi. in genere, si tende sempre a prolungare l’utilizzo più del dovuto a causa dei pochissimi effetti collaterali degli spray nasali, ma non si tiene conto che essi creano dipendenza più di quel che si pensi.

Il primo effetto negativo della dipendenza da spray nasali è che più si utilizzano, più la stessa congestione nasale peggiora una volta che l’effetto del farmaco svanisce. Questo si traduce in un utilizzo sempre più assiduo e ravvicinato nel tempo. Tecnicamente, la dipendenza da spray nasali viene chiamata rinite medicamentosa. Essa è molto comune nei pazienti che soffrono di rinite allergica; si potrebbe risolvere il problema trattando questi pazienti con spray nasali steroidei o brevi cicli di cortisonici per via orale, che risolverebbero la congestione nasale in poco tempo, eliminando la dipendenza.

Non vogliamo assolutamente criminalizzare i decongestionanti nasali che a volte limitano e di molto i disagi di quanti, temporaneamente, soffrono di forme di rinite associate o meno a malattie infettive quali raffreddori e/o influenza, così come non vogliamo neanche entrare nel dettaglio di quelle sintomatologie su base allergica ove il decongestionante nasale, insieme ad altri presidi, diviene necessario se non addirittura indispensabile per curare il malanno.

Semmai vogliamo richiamare l’attenzione sull’efficacia di questi farmaci per un lasso di tempo limitato ed in particolari condizioni cliniche.

Il loro funzionamento, legato alla capacità di creare vasocostrizione, di fatto libera la pervietà delle narici e consente una respirazione quasi normale alla persona affetta dai disturbi. Ma, al di là dell’irritazione più o meno limitata che i decongestionanti possono riservare a chi li impiega, non é esclusa anche l’assuefazione dell’individuo alla molecola col risultato di non riuscire più a respirare bene se non con il decongestionante, così come sono stati riportati casi di danni alle ciglia del tappeto nasale che hanno richiesto l’allontanamento del farmaco e l’istituzione di una terapia adeguata.

Sono quindi farmaci utili a combattere un sintomo in acuto, ma usarli cronicamente è inutile e pericoloso.

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