il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

AreaDem 2019: Paolo Imparato chiede l’autonomia per la Certosa di Padula al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini

 

Antonella Inglese

CORTONA (AR) - Il sindaco Paolo Imparato con il ministro dei beni culturali on. Dario Franceschini

PADULA – Tra il 13 e il 15 settembre a Cortona (AR) si è tenuto l’Incontro nazionale di AreaDem, la componente del Partito Democratico (l’ennesima, sì) guidata dall’attuale ministro del Beni culturali, Dario Franceschini. Alla convention, a cui hanno preso parte molti big del partito, c’erano anche tanti sindaci provenienti da tutta Italia tra cui il sindaco di Padula, Paolo Imparato, che ha preso la palla al balzo per portare all’attenzione nazionale un tema tanto caro all’amministrazione padulese e non solo: la richiesta di riconoscimento dell’autonomia speciale per la Certosa di San Lorenzo.

Lo scorso 28 giugno, infatti, il consiglio comunale aveva deliberato in favore di questa proposta illustrata dall’assessore delegato alla cultura, Filomena Chiappardo, alla quale il consigliere, Giovanni Alliegro, aveva espresso il proprio dissenso definendo la questione all’ordine del giorno “anacronistica”. Le motivazioni di tale disappunto espresse dal consigliere di opposizione, all’epoca dei fatti potevano essere ritenute anche valide, poiché, come si legge nel verbale: “La riforma del Ministro Bonisoli va in direzione diametralmente opposta prevedendo un accentramento nel sistema di gestione museale. Occorre maggiore riflessione e, per l’effetto, si chiede il ritiro dell’argomento in quanto non più pertinente”. In effetti, il 13 agosto scorso, in piena crisi di governo innescata dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, passava in sordina la riforma dell’ex ministro (per fortuna) Alberto Bonisoli, meglio nota agli addetti ai lavori nell’ambito culturale come la “controriforma”.

Questo scellerato provvedimento, infatti, prevedeva la riorganizzazione interna del Ministero, la sospensione del regime di autonomia gestionale e finanziaria per diversi siti culturali e nuove disposizioni sull’organizzazione dei musei statali, introducendo le Direzioni territoriali delle reti museali al posto dei Poli museali regionali. Insomma, una riforma che avrebbe spazzato via l’intero assetto di quella precedente voluta da Franceschini, mettendone in discussione i capisaldi e riorganizzando nuovamente il ministero dopo soli 4 anni dall’istituzione dei poli museali.  Per la Campania sarebbe cambiato poco, probabilmente solo il nome di “Polo museale” in “Rete museale”, in quanto la regione non sarebbe stata soggetta all’accorpamento interregionale, ma sicuramente avrebbe portato ad una chiusura netta sull’estensione dell’autonomia finanziaria ad altri musei, per altro preceduta anche da un taglio di 2,35 milioni ai musei autonomi.

Insomma, il vento ora sembra soffiare in tutt’altra direzione, e questo lo ha ben intuito e forse addirittura pronosticato il sindaco Imparato.  Il Ministero non solo è tornato ad essere dei “Beni culturali e del Turismo”, visto che il precedente governo aveva avuto la brillante idea di trasferire le competenze del settore turistico al dicastero dell’agricoltura (con tanto di bocciatura del Regolamento attuativo del decreto da parte del Consiglio di Stato), ma ha anche sconfessato Bonisoli nominando al suo posto il suo predecessore, Dario Franceschini che ha immediatamente sospeso i decreti firmati in merito all’autonomia dei musei statali, come misura cautelativa per valutare meglio l’impatto e le conseguenze di questa riforma.

Ed è in questo contesto che arriva la proposta del sindaco Imparato, proposta incoraggiata dall’attuale direttrice della Certosa, Tommasina Budetta, e dall’ex direttrice Annamaria Romano, entrambe solo di passaggio alla direzione del monumento e quindi impossibilitate a dare il giusto slancio per la crescita di questo sito che secondo l’assessore Chiappardo ha bisogno di un nuovo modello gestionale per far fronte ai tagli del Ministero, e aggiunge: “La valorizzazione della Certosa e di tutto il patrimonio culturale di Padula è tra i temi ai quali l’amministrazione comunale si sta dedicando con particolare impegno ed entusiasmo. L’autonomia può sicuramente favorire le azioni che stiamo portando avanti in sinergia con il Polo Museale della Campania e con Arte’m, creando le condizioni per una conoscenza e fruizione sempre maggiore del sito”.

Paolo Imparato ha, invece, così commentato il suo colloquio con Franceschini: “Il ministro ha già dimostrato grande interesse ed è già in possesso della delibera di consiglio dello scorso giugno. È stata l’occasione anche per parlare di tanti temi che interessano le comunità locali. Continueremo a lavorare affinché Padula si affermi sempre di più tra le bellezze internazionali da visitare”.

È indubbio che la richiesta dell’autonomia gestionale e finanziaria per la Certosa di San Lorenzo sia un progetto molto ambizioso e che si scontra con i numeri del monastero certosino ancora di molto inferiori a quelli del vicino Parco Archeologico di Paestum che gode dell’autonomia speciale, ma è anche vero che la gestione affidata ad un direttore-manager piuttosto che allo storico dell’arte di turno, magari prossimo al pensionamento, spesso carente in materia di gestione finanziaria e di marketing e comunicazione museale, potrebbe dare nuovo slancio al monumento e di conseguenza portare ad un aumento del numero di visitatori.

Staremo a vedere se l’ambiziosa proposta del sindaco Imparato sarà accolta, intanto possiamo apprezzarne l’audacia.

 

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.