SANITA’: “just in time”, gli innocenti del Ruggi !!

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Ai tempi dello scandalo dei cosiddetti “furbetti del cartellino” che  investì, come una tempesta, l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona (meglio nota come “Ruggi”) di Salerno, assunsi subito un atteggiamento molto prudente rispetto alle dimensioni dello scandalo ed invitai tutti gli altri alla prudenza.

Nessuno mi ascoltò, ovviamente, e tutti si lanciarono in filippiche di moralizzazione che suonavano chiaramente fuori dal tempo; nella stessa trappola caddero anche i grandi network nazionali che non aspettavano altro per crocifiggere il Sud e le sue istituzioni pubbliche.

Ad onor del vero e soltanto per alcuni specifici casi neanche io fui molto dolce, e la storia ha dimostrato che anche in quei sei casi avevo ragione.

Dal settembre del 2015 (epoca in cui scoppiò lo scandalo che ebbe eco internazionale perché ben 850 dipendenti dell’AOU-RUGGI furono accusati di aver utilizzato scorrettamente il cartellino marcatempo e di avere falsificato la modica cifra di 80mila presenze) ad oggi molte cose sono cambiate (come avevo previsto !!) ed i numeri eclatanti gettati nella mischia anche con una certa superficialità dagli Organi inquirenti si sono sgonfiati di molto e, sicuramente, si sgonfieranno ancora a conclusione del processo in corso per poche decine di dipendenti.

Dunque, su 850 dipendenti soltanto in 6 (sei) casi si è giunti al licenziamento; tra quelli più eclatanti ma non sicuramente tra i più colpevoli c’è anche l’ex caposala, E.D.A., condannata in abbreviato a sei mesi ed al risarcimento del danno a carico dell’ospedale (sentenza definitiva della Cassazione, ospedale difeso dal noto avvocato penalista Cecchino Cacciatore) è stata prima sospesa e poi licenziata. Purtroppo per lei ha pesato moltissimo quella foto sulla spiaggia di Vietri/Mare abbracciata ad un uomo mentre risultava in servizio da qualche altra parte.

Soltanto in 84 (ottantaquattro) casi si è giunti al rinvio a giudizio a piede libero e la prima udienza del processo si è celebrata l’11 settembre 2919.

Prosciolti con formula piena, in sede di udienza preliminare, ben 735 (settecentotrentacinque) dipendenti sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste; ma su questi casi pesa ancora il ricorso in appello promosso dal pm Francesco Rotondo contro il provvedimento del gup Piero Indinnimeo.

Io sono certamente un garantista e come tale non presi parte all’attacco mediatico contro i dipendenti ospedalieri; ma devo, però, dire che sono rimasto abbastanza perplesso per le motivazioni addotte del gup Indinnimeo secondo il quale i dipendenti indagati (ben 735) non rispondendo di truffa  ma solo di “uso scorretto del cartellino marcatempo” vanno assolti perché, secondo la sua personale interpretazione della legge Brunetta, per dimostrare il reato non basta solo provare che il badget sia stato usato da un’altra persona ma va anche provata l’assenza dal servizio del dipendente.

Suggestiva, non aggiungo altro, la motivazione per l’assoluzione; vedremo come andrà a finire.

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