il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

LE MARIONETTE UMANE DELLA FAMIGLIA VERNON: UN CASO SIMILE A QUELLO DI ANATOLY MOSKVIN

di Nero Malpelo/ principe_mezzosangue34

SALERNO – Già ho scritto di Anatoly Moskvin -colui che profano’ 150 tombe di bambini per mummificarli e infine trasformarli in bambole da portare nella sua abitazione (in totale circa venti)-. Quando ho saputo di un altro caso, ho deciso di parlarne. Una famiglia di ventriloqui nomadi, in seguito stanziatasi in modo permanente nel 1920 nella  città di Hampton, nello Stato di New York (USA), non aveva molto successo. Dato che non disponeva di un grande badget, utilizzava sempre le stesse marionette. In aggiunta, il pubblico li mise da parte con l’arrivo di una famiglia -di cui tutti i componenti avevano deformazioni fisiche- che faceva spettacoli. Ad un certo punto, la famiglia Vernon decise di fare un cambiamento: la costruzione di nuovi pupazzi. Da lì, i Vernon acquisirono fama come ventriloqui. Tanto da farsi costruire un teatro apposta. Questo perché i pupazzi sembravano piangere lacrime vere -e il pubblico dubitava che fossero fantocci-,  dalle sembianze sembravano quasi umani, e in effetti non è sbagliato affermarlo. Alla fine di ogni spettacolo, il capofamiglia si affrettava a mettere i propri pupazzi a posto. Quando i vicini videro i Vernon gettare dei sacchi di plastica nera in un laghetto nei pressi della città e si accorsero di due mani uscenti da questi ultimi sparsero la voce. La polizia, dopo, decise di investigare. Sul fondo del lago trovò delle ossa. Entrando nell’abitazione, vide i ventriloqui appesi per il collo. Decisero di suicidarsi perché sapevano che scappare, ormai, non sarebbe servito a nulla.  Nello scantinato trovarono i pupazzi. C’erano anche dei corpi di bambini smembrati, perfettamente pronti per essere riassemblati sotto forma di marionette. Se non si fosse sparsa quella voce, i Vernon avrebbero continuato ad uccidere bambini. L’errore delle forze dell’ordine è stato quello di aspettare prima di agire, dando il tempo ai ventriloqui  di suicidarsi.

 

I casi di questa famiglia e quello del russo Anatoly Moskvin sono simili. La differenza è che Moskvin (secondo le carte) non ha mai ucciso nessuno. Per il resto, entrambi utilizzavano cadaveri per costruire ‘bambole’, chi per un motivo, chi per un altro.

 

Certi casi, se pur reali, sembrano frutto della fantasia, a tal punto da fungere da ispirazione, come in questo caso per il film ‘Dead Silence’ (regia di James Wan).

 

Voi nella vostra abitazione possedete una marionetta?

 

 

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