il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Addio a Carlo Quartucci

Dr. Vincenzo Mele
ROMA – Nella giornata di Venerdì 3 Gennaio nella Chiesa della Natività, in Via Gallia a Roma, c’è stato l’ultimo saluto al drammaturgo e regista teatrale Carlo Quartucci, scomparso il 31 Dicembre a 81 anni.
Nato a Messina il 29 Novembre 1938, proveniva da una famiglia che lavorava nel mondo del teatro: la madre Angela era attrice mentre il padre Antonio era capocomico di una compagnia teatrale locale. Negli Anni ’50 lasciò la Sicilia per andare a studiare architettura, cinema e pittura a Roma, seguendo tuttavia le orme della famiglia approfondendo molto il linguaggio teatrale. Nel 1959 esordì con “Aspettando Godot” di Samuel Beckett come regista e attore, curandone anche la scenografia.
Quartucci entrò nella “Compagnia della Ripresa” insieme a Rino Sudano, Leo De Berardinis e Cosimo Cinieri recitando nello spettacolo “Me e Me” al Teatro Carlo Goldoni di Roma. Conobbe Carla Tatò che divenne la sua compagna sia nella vita personale che in quella artistica. Mise in scena lo spettacolo “Zip Lip Lap…” insieme allo scrittore Giuliano Scabia, appartenente al Gruppo 63, e al drammaturgo Lele Luzzati.
Carlo Quartucci fu uno dei registi che, a cavallo tra gli Anni ’60 e gli Anni ’70, divenne il nome di spicco insieme a Perla Peragallo, Leo De Berardinis e Carmelo Bene, sperimentando un linguaggio ispirato da correnti artistiche tra i quali il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo e andando in contrapposizione alla regia teatrale neorealista di Luigi Squarzina, di Giorgio Strehler e di Luchino Visconti. Lavorò anche in televisione mettendo in scena il “Don Chisciotte”, lo sceneggiato televisivo della Rai “Qualcuno bussa alla porta” e in radioteatro con la performance del “Pantagruel”.
Quartucci partecipò più volte alla Biennale di Venezia, ma non smise di dare forme nuove al teatro come quella volta nel 1966 che mise in scena “La mucca parla a Pasquale” miscelando i testi di Ruzante, di Brecht, di Plauto e di Aristotele insieme agli operai dell’Italsider di Genova o quando, nel 1972, mise su la Compagnia “Camion” dove si esibivano in performance su un autocarro bianco al fianco di Carla Tatò realizzando anche film per la televisione come “Borgatacamion” e “Nora Helmer”, quest’ultimo tratto dal celeberrimo personaggio di “Casa di bambola” di Ibsen.

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