il Quotidiano di Salerno

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FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO CONTRACCETTIVI ORALI E RISCHIO SUICIDIO

da Dr. Alberto Di Muria

Padula-L’annuncio campeggia sul sito dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, e in poche righe rende noto l’aggiornamento sui contraccettivi ormonali con una nuova avvertenza. Questi prodotti, si legge nel documento rivolto ai medici, sono stati associati a disturbi depressivi anche gravi, considerati fattori di rischio per pensieri e comportamenti suicidi. Pertanto queste informazioni saranno riportate in modo chiaro nei diversi contraccettivi ormonali, invitando le donne a rivolgersi al medico non appena compaiano cambiamenti nell’umore e sintomi depressivi.

Con contraccettivi ormonali ci si riferisce a prodotti di tipi diverso: dalla più classica pillola, ai cerotti, agli impianti sottocutanei, all’anello vaginale, alla spirale. E la nota dell’Aifa segue una valutazione di sicurezza condotta a livello europeo, che arriva direttamente dal comitato dell’Agenzia europea del farmaco Prac (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee). Le valutazioni cui fa riferimento all’Aifa risalgono in realtà a circa un anno prima e contengono indicazioni sulle avvertenze speciali e precauzioni d’impiego emanate in seguito alle analisi compiute in seguito all’uscita di una pubblicazione, uno studio danese apparso sulle pagine dell’Americal Journal of Psychiatry, che associava l’uso dei contraccettivi ormonali a tentativi di suicidio e suicidio, con un rischio relativo maggiore per le adolescenti. Nello studio, sono stati registrati 71 casi di suicidio in circa mezzo milione di ragazze, nel corso di otto anni e le giovani donne che avevano fatto uso di contraccettivi ormonali mostravano un rischio doppio di tentativo di suicido, triplo di suicido, rispetto a chi non ne aveva mai fatto uso.

In generale l’associazione tra uso di contraccettivi ormonali e sintomi depressivi è abbastanza condivisa e riconosciuta dalla comunità scientifica. Le perplessità sul rischio di suicidio sono invece maggiori, e hanno a che fare anche con questioni metodologiche dello studio che ha innescato la revisione e che di fatto ha portato alla nuova avvertenza. Si sa da tempo che gli ormoni possono avere degli effetti sull’umore, e proprio per questo, come per tutte le complicanze associate all’utilizzo della contraccezione ormonale, si deve stare in allerta, operare prescrizioni accurate e seguire le pazienti. Ma non si tratta appunto di qualcosa di nuovo: lo stretto monitoraggio e l’analisi delle pazienti, con attenzione anche agli aspetti depressivi, è già prevista dalla pratica ginecologica.

Infatti, la nota Aifa conclude: “Le pazienti devono essere informate sulla necessità di contattare il proprio medico in caso di cambiamenti d’umore e sintomi depressivi, anche se questi si verificano poco dopo l’inizio del trattamento”.

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