il Quotidiano di Salerno

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FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO ABUSO DI FARMACI ANTIEMICRANICI

da Dr. Alberto Di Muria

Padula-Cefalea vuol dire semplicemente dolore nella parte alta della testa; l’emicrania è un tipo di cefalea. Solitamente l’emicrania, che è il tipo più frequente di cefalea primaria, ha delle caratteristiche ben precise e riconoscibili: il dolore ha una durata sostenuta, è unilaterale, pulsante, di intensità moderata o forte, che quindi interferisce in maniera significativa con lo svolgimento delle normali attività e peggiora ulteriormente con le attività fisiche quotidiane; spesso si associano nausea o vomito e fastidio per luce e suoni. La cefalea, e l’emicrania in particolare, vanno curate perché tendono ad auto-accentuarsi.

D’altra parte, non bisogna neppure abusare dei farmaci analgesici, sia per il rischio intrinseco di effetti avversi collegati all’assunzione ripetuta di tali medicinali, sia per un rischio paradosso di cefalea secondaria dovuta proprio al loro utilizzo eccessivo. Una cefalea che si presenti in maniera sporadica può essere di solito trattata solo con farmaci al bisogno. Possono funzionare il paracetamolo o gli antinfiammatori non steroidei, che non sempre sono completamente efficaci. I farmaci più specifici per interrompere gli attacchi emicranici sono gli agonisti di alcuni recettori per la serotonina, i cosiddetti triptani, che agiscono causando modifiche nella reattività dei vasi ematici cerebrali e inibendo la sensibilità al dolore in alcune zone del cervello. Perché siano efficaci, vanno assunti immediatamente all’insorgenza dell’attacco. Le cefalee frequenti o molto invalidanti vanno invece prevenute. I farmaci a disposizione sono molti.

La possibilità che la cefalea abbia una causa iatrogena va presa comunque in attenta considerazione dal momento che, come i dati disponibili suggeriscono, l’uso eccessivo di antiemicranici, sia da banco che da prescrizione, può in realtà peggiorare e perpetuare il mal di testa, causando la cosiddetta cefalea da abuso di farmaci. Il meccanismo attraverso il quale l’uso cronico di farmaci a dosi elevate può trasformare una cefalea primaria in una cefalea indotta da abuso non è noto.

Inizialmente dimostrato per l’ergotamina, questo effetto è stato in seguito provato anche per analgesici non specifici come l’aspirina, il paracetamolo e la codeina. Tutti gli analgesici possono indurre una farmacodipendenza quando utilizzati in mono-terapia nel trattamento del mal di testa. Anche le associazioni di analgesici con caffeina e barbiturici o con codeina creano facilmente dipendenza e rendono pertanto molto probabile l’instaurarsi di una forma di abitudine.

La caratteristica principale della cefalea da abuso di farmaci è quella di essere continua. Il trattamento consiste innanzitutto nella sospensione di tutti gli antiemicranici.

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