il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SALERNO: IMPORTANTE RICONOSCIMENTO AL MAESTRO D’ARTE DINO VINCENZO PATRONI, PER LA MEDAGLIA, CREATA PER IL BICENTENARIO DELL’EROE CARLO PISACANE.

Michele D’Alessio

VALLO di DIANO – Un altro importante riconoscimento per la medaglia, creata per il duecentesimo anniversario dell’eroe Carlo Pisacane, ad opera dell’artista salernitano il maestro d’arte Dino Vincenzo Patroni, con una particolare recensione sulla rivista specializzata di settore Cronaca Numismatica, il magazine di eccellenza per il collezionismo e studio di monete, il recensio è del critico specializzato Roberto Ganganelli. Nella medaglia troviamo tutta l’arte e la genialità del maestro Patroni.

La moneta celebrativa di bronzo fu coniata per il bicentenario della nascita (Napoli nel 1818), del patriota del Risorgimento Carlo Pisacane (1818-2018) e stata riconosciuta dall’AIAM, Associazione italiana arte della medaglia nel 2018. L’AIAM, Associazione italiana arte della medaglia nasce a Roma nel 1963, come sodalizio culturale che riunisce artisti, collezionisti, editori, fabbricanti, studiosi e cultori dell’arte medaglistica, italiani e stranieri, uniti dal comune interesse per questa forma particolarmente raffinata di arte.

La medaglia rappresenta una storia particolare, che si intreccia con Storia italiana del 1800, quella che nel sacrificio dei “trecento giovani e forti” ha raffigurato una pagina dell’Italia in cerca di riscatto. La moneta celebrativa composta da una preziosa lega, infatti, è stata ricavata dalla grande piastra, grande quanto uno scudo, che raffigura lo stesso soggetto nel monumento a Pisacane che sorge a Torraca (SA). La bella placca in bronzo del maestro Patroni in omaggio a Carlo Pisacane è collocata nel marmo, nel luogo in cui il patriota lanciò il suo ultimo ordine.

Come racconta il poeta Luigi Mercantini nei versi della “Spigolatrice di Sapri” il tragico epilogo dell’impresa di Pisacane che si impadronì, con un manipolo di compagni di un piroscafo di linea, attraccò a Ponza, liberò oltre trecento prigionieri e sbarcò sulle coste salernitane dove tutto si risolse in un bagno di sangue. Poco dopo sarebbe caduto eroicamente in combattimento nel piccolo paese di Sanza ai piedi del Cervati. il 2 luglio 1857. Con la placca in bronzo, l’artista Patroni ha inteso omaggiare l’avvenimento risorgimentale infondendo nel bronzo il volto di Carlo Pisacane. Da quello scudo bronzeo, lo stesso Patroni ha poi realizzato il calco del patriota: “E’ stata coniata nello stabilimento d’arte Picchiani & Barlacchi di Firenze – ci dice il maestro Patroni – utilizzando un mio modello che fu da eseguito nell’anno 2000 e di cui un esemplare fuso in bronzo, del diametro di cm 34,5, è collocato su una stele di pietra locale a Torraca, in provincia di Salerno, dove Carlo Pisacane, il 29 giungo 1857, lesse al popolo cilentano il suo ultimo proclama. Poco dopo sarebbe caduto eroicamente in combattimento nella cittadina di Sanza, il 2 luglio 1857”.

La medaglia è stata prodotta a tiratura limitata, in bronzo patinato di mm. 70 di diametro. “Pur nel ridotto diametro della medaglia coniata – scrive Roberto Ganganelli nella sua recensione su Cronaca Numismatica – emerge il fine “monumentale” dell’opera originaria da cui, anche grazie alla perizia dell’autore nella modellazione dei ritratti, scaturisce una fisionomia di grande espressività. Ci colpisce, in particolare, lo sguardo di Pisacane – fiero e mite al tempo stesso – che si rivolge all’osservatore in un monito silenzioso di amor patrio, acceso di fede per gli ideali di giustizia di libertà dei popoli”.  L’autore Ganganelli evidenzia il ruolo di primo piano che lo scultore Dino Vincenzo si è conquistato da tempo anche nell’arte della medaglistica: “Una medaglia – questa per l’Aiam – che colloca Patroni quale autore di primo livello in quella plurisecolare tradizione di omaggi agli “illustri” della storia d’Italia e che, da parte del sodalizio che l’ha voluta, ci sarebbe piaciuto vedere pubblicizzata di più, proprio per rinverdire quell’amore per l’arte di Pisanello che l’associazione ha tra i suoi scopi primari”.

 

Biografia

Il maestro Vincenzo Dino Patroni (Salerno, 1947) è pittore, scultore, grafico, medaglista e ceramista. Come medaglista, un’arte ormai di pochi interpreti, è apprezzato davvero a livello internazionale. Di recente ha proposto la sua produzione degli ultimi vent’anni di medaglie d’arte durante la Giornata del Contemporaneo promossa dall’Amaci, presso la Sala dell’Ultima Cena del Museo di Rivello. L’artista, nel periodo in cui ha ricoperto la Cattedra di Plastica Ornamentale nelle Accademie di Belle Arti di Frosinone e di Napoli, è stato promotore ed organizzatore di mostre di medaglie contemporanee, esposte tra l’Italia e la Spagna. I testi per il catalogo dell’antologica di Patroni sono stati curati da Giancarlo Alteri, direttore del Dipartimento di Numismatica della Biblioteca Apostolica Vaticana. Anche in tema sacro Patroni ha dato il suo prezioso contributo nella città del Papa: sua è la medaglia per l’anniversario del Concilio Vaticano II. Quella di Patroni è una storica famiglia d’arte. È figlio e nipote di artisti che con le loro opere hanno lasciato un’impronta nei maggiori siti della città. Prima di lui il padre ed il nonno (ma anche il bisnonno) sono stati valenti scultori che hanno eseguito importanti opere pubbliche in bronzo.

MICHELE D’ALESSIO

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.