il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Fase 2 –Autocontrollo. Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: Spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative , situazioni di necessità ,motivi di salute .L’ AUTODICHIARAZIONE a che serve? Un pasticcio burocratico inutile : per fare la spesa ,andare dal medico ,in farmacia , passeggiare e incontrare i congiunti?

dott.ssa Luciana Lamorgese - ministro dell'interno

Roma 4 maggio 2020 – Nella circolare del Ministero dell’Interno,gabinetto del Ministro, n. 29415, del 2 maggio 2020 ,inviata ai Sigg.  Prefetti della Repubblica, non vi è alcun riferimento al modulo di autocertificazione per gli spostamenti .La circolare ,invece,con riguardo al termine ‘’congiunti ‘’,si riporta a una non  recente sentenza della Corte di Cassazione,IV sezione, del 10 novembre 2014,n.46351. La domanda a questo punto  sorge spontanea nella fase 2  a che serve nella stessa Regione  l’autocertificazione? Un rigurgito di burocrazia, quando le stesse cose il cittadino  le potrebbe semplicemente dichiarare qualora venisse fermato ai controlli dai pubblici ufficiali?   Si dovrà convivere con il virus e con l’eccesso di burocrazia?Non è sufficiente  il divieto di assembramento , distanziamento interpersonale ,guanti e l’utilizzo di  protezioni delle vie respiratorie? Oggi è  il giorno della “ripartenza”, la cosiddetta Fase 2,il modulo dell’autodichiarazione si poteva eliminare almeno nella stessa Regione.«Siamo ancora in una fase molto delicata» ha detto il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese «che da questa settimana ci consente una riapertura delle attività, seppure parziale, e un limitato allentamento delle prescrizioni sui movimenti delle persone. Per questo mi appello ancora una volta all’autocontrollo dei singoli cittadini per quanto riguarda il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria. Che non è finita».Lamorgese,nata a Potenza ,dal 5 settembre 2019 è Ministro dell’Interno,consigliere di Stato ,capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno,è stata anche Prefetto a Venezia e a Milano.Oltre all’autocontrollo dei cittadini, ci saranno comunque i controlli delle Forze di polizia nelle strade, mentre nelle aziende verrà coinvolto il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l’Ispettorato nazionale del lavoro, il Comando Carabinieri per la tutela del lavoro e delle aziende sanitarie locali. «I controlli hanno il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica. L’indicazione del Ministero è che le verifiche dovranno essere svolte con equilibrio tenendo conto delle singole situazioni. Per questo si dovrà far rispettare in modo rigoroso il divieto di assembramento, garantendo il necessario distanziamento tra le persone e l’adozione di tutte le cautele anche attraverso le misure di protezione individuale previste. Si dovrà tenere conto, inoltre, dell’impatto che i controlli possono avere sulla vita quotidiana delle persone. Come, d’altronde, sta dimostrando ogni giorno tutto il personale impiegato nei controlli sul territorio, che continua ad operare con professionalità e senso di umanità». «L’autodichiarazione è uno strumento che tutela anche in questa seconda fase dell’emergenza sanitaria lo stesso cittadino sottoposto a controllo. Serve, tra l’altro, a dichiarare che non si sta violando la quarantena. Per questo non deve essere vissuta come un inutile adempimento burocratico. Comunque, per velocizzare le procedure, coloro che vanno a lavorare potranno giustificare lo spostamento esibendo la documentazione fornita dal datore di lavoro». «Siamo in una nuova fase in cui l’esigenza di sicurezza sanitaria si deve coniugare obbligatoriamente con i ritmi della ripresa economica. È stata dunque eliminata ogni forma di comunicazione preventiva da parte delle aziende ai Prefetti, che ora saranno impegnati soprattutto nel coordinamento dei controlli sull’osservanza delle prescrizioni contenute nei protocolli di sicurezza negli ambienti di lavoro. Soltanto nel caso di indifferibili esigenze di manutenzione si possono raggiungere le seconde case, ma solo per il tempo necessario».

Dr. Pietro Cusati

(giurista – giornalista)

 

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