il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

LA PREMATURA scomparsa del Maestro Ezio Bosso , la musica era la missione della sua vita. Il ricordo del Presidente del Parco Nazionale del Cilento,Vallo Diano e Alburni Tommaso Pellegrino: Un Artista unico, dotato di un talento straordinario, ma soprattutto un Uomo con qualità rare.

Tommaso Pellegrino con Ezio Bosso

Sassano (SA), 15 maggio 2020. La notizia della scomparsa di Ezio Bosso mi ha colpito molto e, soprattutto, mi ha molto addolorato. Un Artista unico, dotato di un talento straordinario, ma soprattutto un Uomo con qualità rare. Grazie Ezio per le emozioni che ci hai regalato, grazie per la tua sensibilità, grazie per i messaggi forti e incisivi che ci hai lasciato, grazie per averci regalato il privilegio di averti nel nostro Parco Nazionale del Cilento , Vallo di Diano e Alburni, in uno dei tuoi ultimi e indimenticabili concerti. I tuoi messaggi, i tuoi sorrisi, la tua sensibilità rappresentano un bellissimo inno alla vita. Riposa in pace Ezio, noi continueremo a ricordarti e ad emozionarci con la tua musica. Così il Presidente del Parco Nazionale del Cilento,Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino,ricorda il  Grande Maestro  Ezio Bosso ,direttore d’orchestra, compositore ,pianista, una persona speciale , aveva un entusiasmo contagioso, sapeva trasmettere la passione per la musica e per la vita. Si è spento  a 48 anni  nella sua casa di Bologna.    “La musica ci cambia la vita e ci salva da tanta cattiveria,’’ ripeteva spesso il Maestro ,un uomo e un artista straordinario con una indomabile carica umana e che non si è fermato neppure di fronte alla malattia, lascia un grande vuoto. La scorsa estate,a fine agosto, il Maestro si è esibito a Castellabate,  aveva diretto l’Orchestra Filarmonica Salernitana negli incantevoli giardini di Villa Matarazzo,una serata che resterà indelebile come la sua musica. Aveva commosso il mondo quando alcuni anni fa aveva annunciato di essere malato di una patologia neurodegenerativa che  però non gli ha impedito di esprimere la sua arte e far apprezzare la sua musica in Italia e nel mondo . Ha vissuto durante l’infanzia e l’adolescenza nella Torino operaia, di immigrazione, raccontava che la sua famiglia era “la sola piemontese di tutto il caseggiato”. Si avvicinò alla musica all’età di quattro anni, grazie ad una prozia pianista e al fratello musicista. Musica,libertà e dignità sono le parole che lo hanno caratterizzato. Dignità, perché anche nella malattia, che nel settembre del 2019 lo ha portato ad abbandonare il pianoforte dopo la perdita dell’uso delle mani, Ezio Bosso non ha mai messo al centro altro se non la sua condizione di musicista.“La malattia non è la mia identità, è più una questione estetica. Ha cambiato i miei ritmi, la mia vita. Ogni tanto “evaporo”. Ma non ho paura che mi tolga la musica, perché lo ha già fatto. La cosa peggiore che possa fare è tenermi fermo. Ogni giorno che c’è, c’è. E il passato va lasciato a qualcun altro”.La grande sfida vinta  da Ezio Bosso, oltre a trasformare la musica classica in ispirazione grintosa alla portata di tutti, è stata anche quella di non sentirsi diverso per via della sua malattia. Il  Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,lo ha ricordato in un messaggio:«Sono rimasto molto colpito dalla prematura scomparsa del maestro Ezio Bosso. Desidero ricordarne l’estro e la passione intensa che metteva nella musica, missione della sua vita, e la sua indomabile carica umana».

Dr. Pietro Cusati

(giurista – giornalista)

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