il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

50 anni fa in Italia lo “Statuto dei lavoratori” diventava la storica legge n.300. Mezzo secolo dopo, c’è ancora molto da fare per tutelare la dignità del lavoro ?

prof. Gino Giugni

I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della costituzione e delle norme  della legge 20 maggio 1970, n. 300 ,41 articoli divisi in sei titoli, intitolata ”norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento. Approvata esattamente cinquant’anni fa, e conosciuta come Statuto dei lavoratori è stato il simbolo delle lotte dei lavoratori degli anni settanta, mezzo secolo di storia del lavoro del nostro paese tra conquiste ,contrattazioni ,conflitti e polemiche,fu messo a punto da una commissione di esperti presieduta dal  Prof. Gino Giugni,insediata nel 1969 dall’allora Ministro del Lavoro Giacomo Brodolini.

Il 3 maggio 1983, mentre sta camminando a Roma, il “padre” dello statuto dei lavoratori, il professore socialista Gino Giugni è “gambizzato” da una donna. L’attentato è rivendicato dalle Brigate Rosse, e fu anche il primo di un cambio di strategia da parte dell’organizzazione, nella fase della cosiddetta “ritirata strategica”. Tale nuova strategia, infatti, consisteva non più nel colpire il “cuore” dello Stato attraverso i suoi poliziotti, magistrati o alti dirigenti politici (strategia rivelatasi perdente), bensì nel prendere di mira i cosiddetti “cervelli” dello Stato (come appunto Giugni, ed in seguito Ezio Tarantelli, Massimo D’Antona e Marco Biagi) ossia l’anello di congiunzione tra le istituzioni e il mondo economico.

La contestazione giovanile del Sessantotto aveva già surriscaldato gli animi quando prese piede la grande mobilitazione operaia.  Lo Statuto dei lavoratori  ha resistito  negli anni soprattutto nella parte sulla libertà sindacale e sulla reintegrazione nel posto di lavoro. Lo statuto dei lavoratori ha avuto un grande merito ,di aver migliorato il rapporto tra imprese e dipendenti. La Ministra  del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha rivolto un videomessaggio alle lavoratrici e ai lavoratori. L’approvazione dello Statuto è di fatto uno degli interventi legislativi più importanti avviati in Italia in materia di lavoro, e ha centrato in pieno l’obiettivo  di garantire la libertà e la dignità dei lavoratori e tutelare la presenza sindacale in azienda. Tutte le garanzie conquistate e gli accordi sottoscritti per migliorare le condizioni di lavoro degli ultimi 50 anni sono figli dello Statuto. Oggi, anche su questo è necessario aprire una riflessione al fine di renderlo sempre più attuale. L’emergenza Coronavirus ha messo in luce la necessità di allargare lo spettro delle tutele a una fascia più ampia di lavoratori che non rientrano nello schema classico dell’operaio dell’impresa del ’900. Quella stessa necessità che è stata la bussola con la quale ho operato nell’elaborazione della legge sui riders, che ha dato diritti di base a lavoratori che ne erano completamente sprovvisti. Ritengo che lo Statuto dei lavoratori debba essere ampliato, aggiornato e rafforzato per garantire tutele minime di dignità a tutti i lavoratori. A noi spetterà il compito di tutelare sempre di più i lavoratori con la stessa lungimiranza e attenzione che ebbero mezzo secolo fa gli estensori dello Statuto.​    Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato che : ‘’lo statuto fu un grande traguardo sociale e culturale, e al tempo stesso fu tappa importante nella vicenda repubblicana e nelle trasformazioni che dagli anni settanta si sono fatte sempre più accelerate. Il lavoro sta cambiando, e le conseguenze della nuova crisi globale rischiano di farsi sentire più forti dove già si avvertivano carenze: l’occupazione femminile e quella dei giovani. Dal lavoro, dalla sua dignità e qualità, dipende il futuro del Paese e dell’Europa’’. Ogni lavoro è dunque dignitoso, perché arricchisce da tutti i punti di vista l’essere umano.   Papa Francesco  ha esortato a pregare “per tutti i lavoratori, perché a nessuna persona manchi il lavoro e tutti siano giustamente pagati, possano godere della dignità del lavoro e della bellezza del riposo. Ogni ingiustizia che si fa su una persona che lavora è calpestare la dignità umana,  la dignità dell’intera umanità”.

 

Dr. Pietro Cusati

(giurista – giornalista)

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