il Quotidiano di Salerno

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FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO . ABUSO DI FARMACI PER IL COLESTEROLO

da Dr. Alberto Di Muria

 

Padula- Alti livelli di colesterolo nel sangue sono spesso associati a patologie importanti. Già dati clinici degli Anni 60 hanno mostrato che più sono elevati i suoi livelli è maggiore è il rischio di malattie cardiovascolari. Bisognerebbe che il livello ematico di colesterolo totale non superasse i 200 mg/dl e che il livello di colesterolo LDL, il cattivo, si mantenesse al di sotto di 130 g/dl, con il colesterolo HDL, quello buono. con valori superiori ai 40- 45 mg/dl. Quando questi valori sono al di fuori di tali limiti si consiglia di intervenire modificando le abitudini di vita.

Noi possiamo abbassare il colesterolo con l’alimentazione, ovviamente evitando di mangiare cibi troppo ricchi di grassi, grassi saturi come formaggi, latticini, insaccati, dolci in generale. Sono invece consigliati i cibi ricchi di fibre e quelli che contengono gli acidi grassi omega 3 e omega 6. È stato dimostrato che l’attività fisica contribuisce a tenere sotto controllo i valori del colesterolo totale innalzando i valori del colesterolo HDL. Anche smettere di fumare aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo. Inoltre è fondamentale evitare il sovrappeso, per cui i soggetti con un alto peso corporeo dovrebbero seguire un regime alimentare ipocalorico.

Ma spesso questo non basta ed occorre assumere dei farmaci. Tra questi ci sono le statine, una classe importantissima, che sono farmaci che inibiscono la sintesi di colesterolo al livello del fegato e hanno anche un effetto antinfiammatorio a livello della placca aterosclerotica.

Quindi in presenza di un rischio elevato, un paziente che abbia già dei segni di aterosclerosi, abbia delle patologie associate con un diabete, un’ipertensione, l’uso di statine in presenza di un colesterolo elevato è di fondamentale importanza, e può aiutare a ridurre il rischio di complicanze, e anche prolungare la vita e limitare i danni neurologici nel lungo periodo.

Oggi, però, emergono dei dubbi sull’efficacia delle statine nel trattamento preventivo. Il British Medical Journal ha recentemente pubblicato una revisione sistematica di vari studi su soggetti a basso rischio, per capire se i benefici bilanciano i potenziali danni indotti da questi farmaci, e le conclusioni sono state negative.

Inoltre uno studio che ha coinvolto più di 9500 persone, condotto dall’Erasmus Medical Centre, in Olanda, e pubblicato sul British Journal of Clinical Pharmacology, ha rilevato che le statine determinano un peggioramento della sensibilità all’insulina, tanto che chi assumeva questi farmaci presentava un rischio più alto del 38% rispetto al gruppo di controllo di sviluppare il diabete.

Quindi anche per le statine vale la regola generale: usiamole sicuramente quando sono necessarie, ma evitiamo gli abusi.

 

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