il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Fase 3-Ripartenza GIUSTIZIA dal 1° luglio 2020,processo penale telematico, il primo ufficio attivato è la Procura della Repubblica di Napoli.

 

 

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

dr. Pietro Cusati

Anche in tempi di pandemia l’amministrazione della giustizia  è un presidio di democrazia che riguarda tutti i cittadini, perché il suo funzionamento incide sulle irrinunciabili aspettative di essere tutelati, di veder riconosciuti i propri diritti in tempi ragionevoli  e secondo la legge.  ‘’Il perdurare di una situazione di stallo nei tribunali non può più trovare giustificazione nel momento in cui l’intero Paese sta invece programmando la ripartenza di tutte le attività produttive e sociali. Il Consiglio nazionale forense e l’Organismo congressuale forense, nelle rispettive prerogative e ambiti, si impegnano pertanto ad assumere ogni iniziativa utile affinché anche per il comparto della giustizia sia possibile ripartire concretamente nell’interesse dei diritti dei cittadini. Così è a rischio la tenuta socio-economica del Paese, privato dal presidio imprescindibile della funzione giurisdizionale”.  È la denuncia che la Presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense, Maria Masi e il coordinatore dell’Organismo congressuale forense, Giovanni Malinconico hanno portato  al tavolo ministeriale, presieduto dal Guardasigilli Bonafede.L’Avvocatura   ha chiesto al ministro  della giustizia che si riparta immediatamente con la trattazione delle udienze in compresenza fisica, con la sola eccezione dei casi in cui ciò sia motivatamente impossibile per persistenti esigenze di natura sanitaria, e in alternativa con le modalità telematiche già individuate purché effettive . Un bel segnale per i cittadini la ripartenza della giustizia dal 30 giugno 2020  che attendono da anni  di veder riconosciuti i propri diritti. La concreta ripresa dell’attività giudiziaria assolve anche alle richieste che il Consiglio nazionale forense aveva manifestato nei giorni scorsi al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.Il Guardasigilli in una risposta ad una interrogazione durante il question time al Senato, a prima firma della senatrice Anna Rossomando in materia di ripresa dell’attività giudiziaria ha chiarito che “grazie al mutamento del contesto sanitario, è giunto il momento di un ‘ritorno alla normalità’ per la giustizia: è imminente l’emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo in modo da garantire la regolare celebrazione delle udienze, in condizioni di sicurezza, già a partire dal 1° luglio 2020”. “Inoltre, gli ingenti investimenti stanziati con il c.d. DL Rilancio, ha proseguito Bonafede, stanno consentendo di provvedere all’installazione di tutti i presidi di sicurezza necessari secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria, perché garantire un servizio significa assicurare che non comporti rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori”. Nella replica al quesito della senatrice Anna Maria Bernini, il ministro della Giustizia ha delineato le direttrici dell’intervento riguardante il Csm: “La riforma dovrà prevedere un nuovo sistema elettorale per eliminare le degenerazioni del correntismo, meccanismi per garantire, in un’ottica di eliminazione del carrierismo, che solo il merito sia al centro dei criteri con cui si procede nelle nomine e nell’avanzamento di carriera. Altra linea guida è la separazione tra politica e magistratura, con previsione di regole che chiudano definitivamente le cosiddette ‘porte girevoli’”. Nei giorni scorsi l’Unione delle Camere Penali Italiane ha espresso  la più ferma contrarietà ad ogni forma di smaterializzazione del giusto processo penale e dell’aula giudiziaria perché in contrasto con i principi costituzionali che lo presidiano, quali il diritto di difesa ed il contraddittorio, che per la loro effettività presuppongono l’oralità e l’immediatezza dell’accertamento giudiziale.  Inoltre tale processo virtuale ribadiscono i penalisti italiani delle camere penali, si realizza mediante l’utilizzo di piattaforme informatiche riconducibili ad imprese commerciali private sottratte alla vigilanza della giurisdizione nazionale, senza alcuna garanzia di legittimità, segretezza, privacy e cyber security dell’accesso ai dati e del loro trattamento secondo le vigenti norme italiane, nonché seguendo modalità organizzative determinate non dalla legge . Va sottolineato  anche il grido di allarme ,in una nota stampa del Quirinale, per la riforma del CSM ,prigioniero di un degenerato sistema correntizio, sollecitato  dal  Presidente del Csm Sergio Mattarella,Capo dello Stato, per  eliminare  situazioni che hanno provocato “grave sconcerto e riprovazione”. Un passo necessario per ridare ai cittadini italiani quella “credibilità” che a volte sembrano aver perso nei confronti delle istituzioni. Il Presidente della Repubblica, come ha già fatto in passato, tornerà a esprimersi nelle occasioni e nelle sedi a ciò destinate. La nota del Quirinale ha ricordato come Mattarella abbia “già espresso a suo tempo, con fermezza, nella sede propria , il Consiglio Superiore della Magistratura , il grave sconcerto e la riprovazione per quanto emerso, non appena è apparsa in tutta la sua evidenza la degenerazione del sistema correntizio e l’inammissibile commistione fra politici e magistrati”. Il Presidente della Repubblica “ha, in quella stessa sede, sollecitato modifiche normative di legge e di regolamenti interni per impedire un costume inaccettabile quale quello che si è manifestato, augurandosi che il Parlamento provvedesse ad approvare una adeguata legge di riforma delle regole di formazione del CSM”. Una riforma, è stato sottolineato, che ” che contribuisca , unitamente al fondamentale e decisivo piano dei comportamenti individuali , a restituire appieno all’Ordine Giudiziario il prestigio e la credibilità incrinati da quanto appare, salvaguardando l’indispensabile valore dell’indipendenza della Magistratura, principio base della nostra Costituzione”.La giustizia deve fare il suo corso attraverso gli organi e secondo le regole indicate dalla Costituzione e dalle leggi. Intanto parte da Napoli  il processo penale telematico. E’ stato emanato il decreto ministeriale, pubblicato anche in Gazzetta Ufficiale ,Serie Generale n.147 del 11-06-2020, e firmato dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che consente il deposito telematico di memorie e istanze delle difese presso il pubblico ministero che abbia concluso le indagini preliminari. L’ufficio che ha avanzato richiesta per l’attivazione del deposito digitale potrà per la prima volta in Italia ricevere, con valore legale, per via telematica le memorie e le istanze successive alla conclusione delle indagini preliminari e gli avvocati potranno operare tali depositi senza produrre e depositare ulteriormente il cartaceo. Il primo ufficio a chiedere l’attivazione è stata la Procura della Repubblica di Napoli.

 

 

 

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