il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sergio Zavoli: maestro di giornalismo televisivo, e non solo … correttezza, onestà e indipendenza valgono più della carriera“.

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

Sergio Zavoli

Roma,5 agosto 2020  – E’ morto  a Roma Sergio Zavoli, aveva 96 anni, riminese di adozione, riposerà accanto al suo amico  Federico Fellini; giornalista, scrittore e politico, il  maestro del giornalismo televisivo. Zavoli, il socialista di Dio, come lo chiamavano, prendendo spunto dal titolo di un suo libro che vinse il premio bancarella, lascia una testimonianza di un grande insegnamento per tutto il mondo dell’informazione. E’ stato Presidente della Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno. Autore  di programmi televisivi  come La notte della Repubblica,  Viaggio nel sud, Nostra padrona televisione, Credere-non credere , dal quale è stato tratto un volume. E’ stato condirettore del  telegiornale,  Presidente della Rai dal 1980 al 1986, autore di inchieste che hanno segnato la storia. Nato a Ravenna nel 1923, Sergio Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico.  Zavoli ideò trasmissioni di grande successo come TV7, AZ, Controcampo. Zavoli è stato anche direttore del Mattino di Napoli (1993-94), infelice esperienza, e ha firmato articoli come opinionista per varie riviste come Oggi, Epoca, Jesus. Tre volte Senatore dal 2001 al 2018, nel 2009 è stato eletto Presidente della commissione parlamentare per la vigilanza sulla Rai. Sergio Zavoli ha scritto saggi, come Viaggio intorno all’uomo , Nascita di una dittatura, La notte della Repubblica, legati a sue trasmissioni televisive di successo. Ha pubblicato anche Dieci anni della nostra vita: 1935-1945 (1960); Altri vent’anni della nostra vita: 1945-65 (1965); Figli del labirinto (1974); Socialista di Dio (1981); Romanza (1987);  Di questo passo (1993); Un cauto guardare (1995); Dossier cancro (1999); Il dolore inutile (2002); Diario di un cronista (2002); La questione: eclissi di Dio e della storia (2007). Nel 2011 Sergio Zavoli ha pubblicato il libro autobiografico Il ragazzo che io fui; la sua produzione ha coinvolto anche la poesia. Per lo “straordinario contributo apportato alla causa del giornalismo italiano”, il 26 marzo 2007 la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata gli conferisce honoris causa la laurea specialistica in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo. Zavoli è tra i migliori giornalisti di tutti i tempi, di sicuro è l’ultimo maestro di giornalismo, libero e dalla schiena dritta, sebbene impegnato politicamente.

 

dr. Gigi Casciello, parlamentare di Forza Italia

Sergio Zavoli ha scritto pagine indimenticabili di giornalismo d’inchiesta ma ha saputo anche narrare l’Italia vera e popolare con lo straordinario e impareggiabile racconto del Giro d’Italia con il Processo alla tappa. – Ad affermarlo è l’onorevole Gigi Casciello, giornalista e parlamentare di Forza Italia, componente della Commissione Cultura alla Camera e tra i fondatori dell’associazione Voce Libera – Un maestro di giornalismo del cui insegnamento mai come ora va fatta memoria“. “Zavoli – conclude l’On. Gigi Casciello – è stato un punto di riferimento fondamentale per il giornalismo e la cultura. In un Paese che ha bisogno d’esempi autentici, bisognerà custodirne le lezioni e il ricordo“.

 

 

 

 

 

 

 

 

On. prof. Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana

’’Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri, giornalista, scrittore, intellettuale di grande sensibilità, Zavoli è stato un pioniere dalla radio e una personalità tra le più rappresentative della televisione italiana” ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “Il suo nome e il suo volto sono legati a programmi di successo e di valore, che resteranno nella memoria. La sua autorevolezza lo portò alla presidenza della Rai e, successivamente, da Senatore, alla presidenza della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Lascia una testimonianza di un grande insegnamento per tutto il mondo dell’informazione e per i giovani che si avviano a una professione così importante per le libertà democratiche e per la qualità della vita civile”.

 

 

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