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direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO L’ALOE ASSUNTA PER VIA ORALE PUO’ FAR MALE AL FEGATO

da Dr Alberto Di Muria

Nota della direttrice editoriale

L’articolo del dr. Alberto Di Muria (titolare della omonima farmacia sita al Bivio di Padula) viene pubblicato in forma gratuita e, trattandosi di dati scientifici, sotto la totale responsabilità dell’autore.

 

 

 

PadulaL’aloe vera è una pianta largamente usata per le sue proprietà antinfiammatorie, depuratici e nutrienti. Ad essere utilizzate per l’estrazione sia del gel, per uso esterno, che del succo, per uso interno, sono le foglie di questa pianta. Il gel si è mostrato particolarmente efficace nel trattamento topico di ustioni, abrasioni, psoriasi e altre malattie della pelle mentre il succo viene utilizzato principalmente come immunomodulante, disintossicante e per le problematiche gastrointestinali.

Per uso interno, ai mucopolisaccaridi è riconducibile l’azione protettiva delle mucose, perché, aderendo alle pareti del tratto digerente, queste sostanze formano una sorta di film protettivo in grado di difendere i tessuti interni dello stomaco dai succhi gastrici o dagli agenti irritanti, che andrebbero ad alterare il corretto funzionamento del sistema digerente. Per questa ragione il succo di aloe è indicato in caso di gastrite, colite, intestino irritabile, ulcera, e per qualsiasi infiammazione delle mucose.

I prodotti orali a base di Aloe vera sono spesso utilizzati anche come lassativi o come dimagranti in quanto contengono antrachinoni, che purificano l’organismo esercitando la loro azione lassativa attraverso lo stimolo sulle contrazioni muscolari del colon, la peristalsi. Tuttavia nel corso degli studi sull’aloe è emerso che tale sostanza nel tempo può risultare tossica o causare gravi disturbi gastrici o epatici. Per questa ragione il succo d’aloe viene lavorato rimuovendo l’aloina. Questa sostanza è un composto organico amaro, di colore giallo-marrone presente nel parenchima.

Nonostante ciò, il Ministero di Salute canadese ha pubblicato un avviso in cui dichiara che sono stati riportati in Canada e a livello internazionale alcuni casi di epatotossicità in pazienti che hanno utilizzato i prodotti a base di Aloe vera per via orale.

Sono stati individuati 8 casi di epatotossicità legati all’assunzione orale dell’aloe. Sono pazienti di età molto variabile, dai 21 ai 73 anni, sia uomini che donne, che hanno assunto il prodotto come lassativo. Nessuno di essi aveva storia di consumo eccessivo di alcol o di sostanze illecite che potesse spiegare l’effetto epatotossico, né assumeva altri farmaci potenzialmente pericolosi in concomitanza. In tutti i casi si è avuto un aumento degli enzimi epatici e le biopsie indicavano presenza di epatite acuta. In tutti i casi si è verificato un miglioramento della condizione dopo l’interruzione dei prodotti a base di Aloe vera.

Queste indicazioni, anche se da non sopravalutare, sono un campanello d’allarme che indica come sia importante, nel caso si assuma il succo di Aloe, rispettare i dosaggi riportati e solo per periodi definiti, con cicli che possono andare da uno a tre mesi per poi interrompere.

 

 

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