il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO ANCHE I FARMACI POSSONO DANNEGGIARE IL FEGATO

da Dr Alberto Di Muria

Nota della direttrice editoriale

L’articolo del dr. Alberto Di Muria (titolare della omonima farmacia sita al Bivio di Padula) viene pubblicato in forma gratuita e, trattandosi di dati scientifici, sotto la totale responsabilità dell’autore.

 

Padula-Anche i farmaci possono essere nemici del fegato ed essere all’origine di un’intossicazione epatica, al pari di alcol e cibi grassi. Di solito questo si verifica o perché si usano dosi eccessive o per periodi troppo prolungati di alcuni farmaci o a causa di intolleranze individuali.

Tutti i farmaci che assumiamo vengono metabolizzati, cioè trasformati per essere più facilmente escreti con le feci o con l’urina, e ciò avviene generalmente nel fegato, che è un vero e proprio laboratorio chimico, incredibilmente efficiente. In caso di sovradosaggio, anche per interazione con altri farmaci, o per una intolleranza individuale, alcune molecole possono quindi intossicarlo. Uno dei casi più noti di intossicazione da sovradosaggio è quella del paracetamolo, la celeberrima Tachipirina, molto usato come presidio contro la febbre, che è fortemente ossidante e quindi ha effetto epatotossico quando usato in quantità eccessive e per periodi prolungati. Anche altri farmaci metabolizzati dal fegato, come la rifampicina e l’isoniazide, usati nella terapia antitubercolare, possono essere dannosi per il fegato ad alti dosaggi.

C’è poi il problema delle reazioni imprevedibili dovute alla sensibilità di ciascuna persona all’assunzione di sostanze estranee. Si tratta di reazioni che possono riguardare qualunque farmaco, ma ci sono casi molto noti come le epatiti dovute all’uso di nimesulide, un antinfiammatorio non steroideo, che per questa ragione oggi può essere distribuito in farmacia solo con ricetta non ripetibile del medico. Altri casi noti riguardano anche antibiotici molto usati sia dai medici che dai dentisti, come l’amoxicillina con acido clavulanico. Gli effetti tossici del farmaco possono manifestarsi anche a distanza di settimane o mesi dall’assunzione del medicinale, e spesso è difficile identificarli perché danno sintomi molto comuni come stanchezza nausea, febbre e reazioni cutanee, e anche perché il fegato ha grandi capacità di recupero.

Sono più a rischio di danni epatici da farmaci i bambini con meno di 4 anni, in cui il fegato non è ancora maturo, e gli anziani, che hanno un metabolismo rallentato e sono spesso costretti a prendere più di un farmaco. Tutti comunque dovrebbero evitare di assumere farmaci senza consultarsi con il medico o il farmacista, cercando di limitarne al massimo dosi e tempi di assunzione.

Se ciò non è possibile, può essere utile ricorrere ad integratori che aiutano a disintossicare il fegato. Oggi è disponibile un integratore che vanta proprietà antiossidanti ed epatoprotettive grazie ad una serie di componenti quali il Boldo, il Carciofo e, soprattutto, il Cardo mariano noto per avere una valida azione protettiva sul fegato, legata alla silimarina.  Completano la formulazione gli Enzimi digestivi e l’Oxicyan, un potente fitocomplesso antiossidante.

 

 

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