il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL CONSIGLIO DELL’ORDINE NAZIONALE DEI DOTTORI AGRONOMI/FORESTALI APRE LE ISCRIZIONE A QUASI TUTTI I LAUREATI, LA RABBIA DEGLI AGRONOMI.

 

Dr. Michele D’Alessio (Giornalista – agronomo)

Che il  CONAF (Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali) fosse  accogliente ed ospitale si è sempre saputo, ma che fosse aperto a tutti i laureati è la novità del 2020.  Lunedi 28 settembre, sul sito del CONAF, è stata postata la locandina per l’esame di Stato per l’esercizio della professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale per la seconda sessione che si terra nel mese di novembre, fini qui niente di strano, ma chi può accedere? Una nota del MIUR del 6 giugno 2012, Prot. 2100, ha trasmesso ai Rettori di tutte le Università in merito agli Esami di Stato, le Equiparazione delle lauree del vecchio ordinamento con le lauree Specialistiche e Magistrali, che vuol dire questo? Come si legge dalla locandina agli esami abilitativo che possono partecipare non solo i laureati in Agraria e dei vari indirizzi specifici come forestali, zoonomi, biotecnologi ecc…ma anche i laureati in Architettura, ingegneria ambientale e  Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale ecc… dall’entrata in vigore del D.P.R. 5 giugno 2001 n. 328 (secondo il disposto della L. 10 giugno 2002 n. 107). Naturalmente, la cosa, a molti agronomi non gli va giù, e sulla pagina social di Facebook del CONAF, hanno scatenato tutta loro rabbia e contrarietà come in questocommento  del Dottore Agronomo Salvatore Mortellaro

“…Un’aberrazione tutta italiana, permettere a chi è laureato in ingegneria ambientale, architettura o addirittura scienze politiche, di abilitarsi alla professione di Agronomo/Forestale è la negazione stessa delle dignità di aver studiato per cinque anni, scienze agrarie o scienze forestali, ed è svilire e umiliare tutti coloro hanno profuso sacrifici e impegno nel proprio percorso accademico. Vi siete mai chiesti come mai a noi agronomi/ forestali non è permesso il percorso contrario? E cioè abilitarsi come ingegneri ambientali o architetti? Forse con questo si vuol dire che noi siamo figli di un Dio minore? Mentre gli altri possono fare di noi ciò che vogliono? Tutta questa ingiustizia e degradante situazione deriva da un D.P.R. del 2001 il n. 328, e si son passati ben diciannove anni di un silenzio assordante, di chi ha permesso ciò e di chi lo continua a permettere. E ora di dire basta e mobilitarsi affinché questo scandalo cessi per sempre. Solo così si ripristinerebbe la dignità di ognuno di noi e si ristabilirebbe la dovuta giustizia.”

Si ritiene necessario chiedere al CONAF di valutare l’opportunità di procedere ad un sondaggio, che coinvolga tutti gli Iscritti, per quanto riguarda l’introduzione  di nuovi iscritti con  titoli diversi da  Agronomo e Forestale, con maggiore tutela della Categoria professionale e permettere anche gli Agronomi ad iscriversi ad altri ordini professionali.
Eppure il CONAF il 05 luglio 2018  in una  Audizione presso il CUN (Consiglio Universitario Nazionale  organo consultivo e propositivo del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) affermava che  la Prova di accesso alla professione, in un’ottica di revisione dell’esame di stato per l’esercizio della professione e l’iscrizione all’albo la prova di accesso dovrebbe recuperare il significato che gli viene dato dall’art 12 della legge 152/1992 cioè “L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore agronomo e dottore forestale, previsto dall’articolo 1 della legge 8 dicembre 1956, n.1378, e’ finalizzato all’accertamento della conoscenza delle normative che regolano l’attività professionale nonché’ ad una verifica delle capacità di uso del sapere tecnico-professionale e dell’attitudine all’esercizio della professione” . È necessario pertanto incoraggiare gli studenti che si laureano a sostenere l’esame di abilitazione sia attraverso seminari di orientamento, partecipazione degli studenti alle assemblee dei presidenti o altri incontri ordinistici presso le Università, e attraverso la predisposizione ed attivazione in tutte le sedi di esame di stato di corsi preparatori. Il programma tipo è in corso di elaborazione presso il Centro studi, con lezioni frontali e laboratori tecnico-professionali in cui vengono analizzate e esemplificate le prestazioni professionali. Inoltre la predisposizione e diffusione di linee guida per omogeneizzare le attività delle 21 commissione degli esami di stato e la definizione dei contenuti delle prove scritte più orientati alle materie spiccatamente professionali piuttosto che alle materie caratterizzanti il corso di laurea, con particolare attenzione alla valutazione dell’attitudine del candidato alla progettualità e alla professione.                                  E lo stesso CONAF poneva questo Interrogativo? Quali elementi imprescindibili (nei requisiti d’accesso, nel percorso, nella prova finale) debbano essere previsti perché corsi in questa classe possano essere potenzialmente abilitanti a professioni regolamentate;

Vista la difficoltà di superare l’aspetto costituzionale dell’esame di abilitazione all’esercizio professionale (art 33 della costituzione) si potrebbe valutare la possibilità di rendere concomitante la prova finale con la prova abilitante alla professione, in cui però non deve venire meno la valutazione oggettiva della “conoscenza delle normative che regolano l’attività professionale nonché’ ad una verifica delle capacita’ di uso del sapere tecnico-professionale e dell’attitudine all’esercizio della professione” prevista dall’art 12 della legge 152/92 per le competenze della professione di riferimento.                                      È chiudeva l’audizione con quest’altro quesito - se sia utile che questa classe possa potenzialmente contenere anche corsi di laurea non esclusivamente rivolti alle professioni regolamentate.

In un’ottica di recupero della identità professionale, di incentivazione ad intraprendere una strada professionale in un’area che presuppone una grande responsabilità sociale sulla sicurezza alimentare, la tutela del territorio e la salvaguardia dell’ambiente, non si ritiene che sia utile creare profili professionali concorrenti che non siano soggetti alle stesse regole deontologiche a cui soggiacciono le professioni regolamentate.

 

 

 

3 Commenti

  1. Sono più di 30 le classi di laurea legittimate a partecipare all’esame di stato del generico titolo abilitativo di dott.agr. e dott.forestale; una vera schifezza ed avvilimento della professione

  2. un esempio di come il nostro generico titolo abilitativo di Dott.Agr. e dott.Forestale viene ulteriormente avvilito: una Azienda Agricola piemontese ricerca AGRONOMO – POTATORE offrendo € 1000-1500 mensili; ma di cosa stiamo parlando ? in primis mi rivolgo ai nostri giovani prossimi Colleghi, di poi al CONAF che sempre,inetto, rimane affacciato alla…..finestra; meditiamo

  3. Tutto ciò nasce dall’obbrobrio di legge il DPR 328/2001 diciannove anni di pazzia legislativa, già da me commentato sulla pagina fb CONAF, qualche giorno fa, è ora di dire basta…dobbiamo svegliarci, e combattere questo soppruso, visto che ci doveva NON permettere ciò, non l’ha fatto e dopo ancora diciannove anni, nessuno fa nulla….altro che agronomo/ forestale, professione del futuro….siamo al passato remoto.

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