il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Trincerone Ferroviario: l’allarme-appello di Aniello Salzano (1)

 

Aldo Bianchini

Il trincerone-est di Salerno

SALERNO – L’argomento che mi accingo a trattare oggi necessità di una premessa. Le vicende giudiziarie inerenti la Fondovalle Calore e il Trincerone Ferroviario sono state il mio cavallo di battaglia di una lotto ciclopica (condotta quasi in ottima solitudine) contro l’arroganza e la supponenza di una Procura della Repubblica (anni dal 1990 al 1995) che cercò di abbattere un’intera classe politica come se dovesse “sgominare una banda di malfattori”; in cambio di quel mio ardore giovanile nella difesa dello stato di diritto mi vennero rifilate alcune “indagini a carico” da parte della procura e la quasi totale indifferenza di tutti quei “signori della politica” che nelle loro strategie difensive si guardarono bene dal concedermi almeno l’onore delle armi; probabilmente lo fecero per timore di innervosire ancora di più i “signori del palazzo di giustizia”.

Adesso il clima è notevolmente cambiato, la cronaca giudiziaria viene espletata andando a fare lunghe attese dinanzi alle stanze dei pm o degli studi legali; si scrive, insomma, tutto quello che viene sapientemente imbeccato ai “signori dell’informazione” che invece di informare trascrivono soltanto le notizie velinate.

Oggi la penso in maniera completamente diversa dal quel lontano 16 aprile 1992, giorno in cui su richiesta del pm Michelangelo Russo vennero sequestrati e sigillati il megagalattico studio tecnico degli ingegneri Franco Amatucci e Raffaele Galdi che fu la data ufficiale dell’avvio della “falsa tangentopoli salernitana”; oggi credo che all’epoca ci furono forzature, esagerazioni e giustizialismo, ma ci fu anche una sorta di insipienza della politica connessa ad un sentimento di onnipotenza che aveva pervaso e travolto tutti in uno “squallido sottobosco che rigoglia ai margini del sistema istituzionale esemplarmente rappresentato nella vicenda processuale e mostra, con la forza della protervia dei fatti, come l’abbandono di un principio morale … (ordinanza Gip Mariano De Luca del 21 settembre 1992).

Ho ritenuto necessario questo preambolo, anche se corro il rischio di farmi considerare prolisso, perché chiarisce la situazione del tempo ed evidenzia anche la mutazione del mio pensiero che non ha comunque intaccato la mia volontà di difendere lo stato di diritto di chiunque; oltretutto senza il preambolo non si capirebbe la risposta che mi accingo a dare al prof. Aniello Salzano che su “Il Mattino” di lunedì 28 settembre 2020 ha ripreso parzialmente la storia giudiziaria del “Trincerone Ferroviario” per poter chiedere a gran voce perché il tratto del “Trincerone est” non viene inaugurato nonostante i lavori dovrebbero essere orami conclusi. Tutti pensavano che il 21 settembre scorso il nastro potesse essere tagliato addirittura da un governatore riconfermato (proprio De Luca che nel 1996 tagliò quello del “Trincerone Ovest” tenendo ben distanti da se gli ex sindaci Giordano e Salzano ed anche l’assessore Bonavitacola che oggi è il suo vice in Regione; i tre personaggi all’epoca erano ancora sotto processo per il trincerone; per la storia erano le ore 11.40 di giovedì 19 settembre 1996); così non è stato, ed allora sulla spinta di Aniello (prof. Salzano, ndr !!) oggi si chiede conto e ragione di questo stratosferico cambiamento: in Procura nulla si muove (Amatruda !!), gli organi di controllo appaiono anestetizzati (Salzano !!), il sindaco segue le direttive del governatore (on. Casciello !!) e la Commissione Trasparenza del Comune si accingerebbe a chiedere informazioni (Cammarota !!).

Il cambiamento lamentato da Aniello Salzano c’è sicuramente stato; ma il prof dimentica che nel novero di questo cambiamento bisogna includere per primo il quotidiano “Il Mattino” che oggi ospita spesso i suoi scritti e che all’epoca fu uno degli strumenti mediatici fondamentali per l’assalto giudiziario al palazzo di città attraverso la famigerata “campagna dei quattro cantoni” ordita dal quotidiano napoletano guidato da Pasquale Nonno che aveva allertato la redazione di Salerno a testa bassa contro il PSI e la DC (dal libro “Sasso o Coltello” di Carmelo Conte).

Rimane, però, al di là di tutto intatta la domanda: “Che fine ha fatto o sta facendo il tratto del Trincerone Est, quanto è costato e come sarà ?”. Naturalmente nessuno parla e dal 9 dicembre 2019 “nessuno protesta, nessuno si indigna per le promesse e gli impegni assunti, nessuno che chieda conto e ragione … in una città ormai cloroformizzata, priva di dibattito sociale e politico, dove vige la deregulation, perché chiunque può fare quel che vuole e non fare ciò che dovrebbe” (Salzano, ndr).

Inizia da qui una nuova mia inchiesta giornalistica. Alla prossima.

 

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