il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

E’ morto all’età di 92 anni il politologo Milanese Giorgio Galli ,noto per il saggio : ‘’Bipartitismo imperfetto’’.

Dr. Pietro Cusati

(Giurista – Giornalista)

Camogli (Genova) ,28 dicembre 2020. E’ morto ieri a Camogli (Genova) il noto politologo Giorgio Galli, lascia un grande vuoto nel panorama culturale e politico italiano. Esperto di partiti e autore di un importante saggio : “bipartitismo imperfetto”, pubblicato nel 1966. Era nato a Milano il 10 febbraio 1928,laureato in Giurisprudenza alla Statale di Milano, è stato per decenni docente di Scienza delle dottrine politiche nella stessa università. Un signore d’altri tempi non faceva mai pesare le sue conoscenze ed era pronto a condividere con generosità tutto quello che sapeva. Collaborò con numerose riviste e pubblicò diversi titoli legati alla politica, alla storia dei partiti ,al fenomeno del terrorismo rosso e all’attualità. Ha collaborato con riviste come Panorama e Linus , aveva diretto per alcuni anni la rivista il Mulino ,ha pubblicato molti libri, dalla politica italiana del dopoguerra al nazismo, passando da Hiltler a Giulio Andreotti,”Storia dei partiti politici europei”, “Partiti politici italiani (1943-2004)”, “Mezzo secolo di Dc”, “Esoterismo e politica”, “Hitler e l’esoterismo”,”L’anticapitalismo imperfetto”. Con Mario Caligiuri il politologo aveva firmato quest’anno “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia”, pubblicato da Rubbettino. Nel libro gli autori analizzano il ruolo delle multinazionali approfondendo i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica. Fondamentale resta, per capire le dinamiche della politica nell’età della Prima repubblica, il suo saggio: Bipartitismo imperfetto, dedicato al rapporto anomalo fra la Dc e il Pci,in pieno boom economico, Galli nel volume spiega il sistema bloccato della democrazia Italiana dove durante la guerra fredda era di fatto impossibile l’alternanza nel governo delle istituzioni.Nell’ultima fase della sua attività di ricerca si era dedicato ai rapporti fra la politica e l’esoterismo. Una bibliografia che dimostra come sia riuscito a cogliere sul nascere le trasformazioni della società e della politica, con una curiosità che lo ha portato anche a interrogarsi sul rapporto fra pandemia e capitalismo.  ‘L’anticapitalismo imperfetto’ è il titolo dell’ultimo volume pubblicato. Scrittore assai prolifico, ha sempre raccolto un grande successo e anche per questo è sempre stato mal digerito dagli ambienti accademici,non a caso andò in pensione da professore associato alla “Statale” di Milano. Con Giorgio Galli scompare un intellettuale dalla mente ospitale che ha saputo interpretare con straordinaria lucidità le vicende del secondo Novecento e del ventennio del nuovo secolo. Il ricordo dell’amico e collega di lunga data Mario Caligiuri, Presidente della Società italiana di intelligence, formatosi sui suoi articoli di “Panorama”e sui suoi libri all’Università, guidato principalmente dal suo testo nella tesi di laurea sulla storia della DC. Lo conobbe poi personalmente nel 2006 quando, insieme a Rosario Priore e Marco DolcettaMaurizio BlondetPaolo Del Debbio, lo invitò all’Università della Calabria al convegno: “La democrazia occulta”. Da allora il rapporto intellettuale è stato continuo e ha rappresentato un punto di riferimento umano, scientifico e culturale. ‘’Uno studioso vero, attento alle novità, alle riflessioni da fare, più che alle relazioni da tessere o alla carriera accademica. Ha spaziato su tantissimi argomenti, quasi sempre prima degli altri, tanto che è difficile riassumere la pluralità della sua opera. Inquadrato in un’ottica sociologica e storica, il sistema politico è stato il baricentro dei suoi studi, sempre indirizzati alla costante ricerca di capire le ragioni culturali, i meccanismi di fondo, le dinamiche dei fenomeni, aggiornando costantemente il suo pensiero. Galli ha affrontato la storia dei partiti politici, sopratutto italiani, approfondendo quelli maggiori.  Poi, con grande coraggio e in modo documentato, ha trattato quello che lui avrebbe definito il “prezzo della democrazia”, cioè le contraddizioni della gestione del potere in Italia, in una costante tensione tra conquiste sociali e malaffare. Ha affrontato quindi il tema eretico delle radici esoteriche della politica, a cominciare dal nazismo, per passare poi ad esaminare il fenomeno del terrorismo italiano e internazionale. Infine, ha approfondito il ruolo delle multinazionali, il cui controllo rappresenta nella sua visione un tema decisivo per le democrazie del XXI secolo.Il prezzo della democrazia. La carriera politica di Giulio Andreotti è il testo che Galli dedica al politico democristiano travolto dalle inchieste per mafia. Sostiene: “l’antico delfino di De Gasperi ha i meriti del ceto politico che ha portato la povera Italia del 1945 al Paese con un posto tra gli otto Paesi più industrializzati d’inizio Duemila; un progresso tuttavia scandito da collusioni mafiose, delitti e stragi, “deviazioni” istituzionali, economia della corruzione”.L’Italia raccontata da Galli è stata attraversata in tutti gli anni Settanta dal terrorismo politico. Lo studioso analizza a fondo il fenomeno e lo collega con le idee, le relazioni di potere, la situazione sociale, le condizioni economiche, lo scenario internazionale di quegli anni. Dopo avere pubblicato La Destra in Italia , scrive una documentata Storia del partito armato. 1968-1982 che quasi vent’anni dopo aggiorna con Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi .Uno studioso attento come Galli non poteva non confrontarsi con l’analisi politologica dell’11 settembre. Espone le sue tesi in L’Impero americano e la crisi della democrazia , in cui sostiene la tesi che gli attentati probabilmente erano a conoscenza di una parte dell’establishment americano che però ne avrebbe assolutamente sottovalutato le conseguenze.’’

E’ morto all’età di 92 anni il politologo Milanese Giorgio Galli ,noto per il saggio : ‘’Bipartitismo imperfetto’’.

Dr. Pietro Cusati

(Giurista – Giornalista)

Camogli (Genova) ,28 dicembre 2020. E’ morto ieri a Camogli (Genova) il noto politologo Giorgio Galli, lascia un grande vuoto nel panorama culturale e politico italiano. Esperto di partiti e autore di un importante saggio : “bipartitismo imperfetto”, pubblicato nel 1966. Era nato a Milano il 10 febbraio 1928,laureato in Giurisprudenza alla Statale di Milano, è stato per decenni docente di Scienza delle dottrine politiche nella stessa università. Un signore d’altri tempi non faceva mai pesare le sue conoscenze ed era pronto a condividere con generosità tutto quello che sapeva. Collaborò con numerose riviste e pubblicò diversi titoli legati alla politica, alla storia dei partiti ,al fenomeno del terrorismo rosso e all’attualità. Ha collaborato con riviste come Panorama e Linus , aveva diretto per alcuni anni la rivista il Mulino ,ha pubblicato molti libri, dalla politica italiana del dopoguerra al nazismo, passando da Hiltler a Giulio Andreotti,”Storia dei partiti politici europei”, “Partiti politici italiani (1943-2004)”, “Mezzo secolo di Dc”, “Esoterismo e politica”, “Hitler e l’esoterismo”,”L’anticapitalismo imperfetto”. Con Mario Caligiuri il politologo aveva firmato quest’anno “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia”, pubblicato da Rubbettino. Nel libro gli autori analizzano il ruolo delle multinazionali approfondendo i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica. Fondamentale resta, per capire le dinamiche della politica nell’età della Prima repubblica, il suo saggio: Bipartitismo imperfetto, dedicato al rapporto anomalo fra la Dc e il Pci,in pieno boom economico, Galli nel volume spiega il sistema bloccato della democrazia Italiana dove durante la guerra fredda era di fatto impossibile l’alternanza nel governo delle istituzioni.Nell’ultima fase della sua attività di ricerca si era dedicato ai rapporti fra la politica e l’esoterismo. Una bibliografia che dimostra come sia riuscito a cogliere sul nascere le trasformazioni della società e della politica, con una curiosità che lo ha portato anche a interrogarsi sul rapporto fra pandemia e capitalismo.  ‘L’anticapitalismo imperfetto’ è il titolo dell’ultimo volume pubblicato. Scrittore assai prolifico, ha sempre raccolto un grande successo e anche per questo è sempre stato mal digerito dagli ambienti accademici,non a caso andò in pensione da professore associato alla “Statale” di Milano. Con Giorgio Galli scompare un intellettuale dalla mente ospitale che ha saputo interpretare con straordinaria lucidità le vicende del secondo Novecento e del ventennio del nuovo secolo. Il ricordo dell’amico e collega di lunga data Mario Caligiuri, Presidente della Società italiana di intelligence, formatosi sui suoi articoli di “Panorama”e sui suoi libri all’Università, guidato principalmente dal suo testo nella tesi di laurea sulla storia della DC. Lo conobbe poi personalmente nel 2006 quando, insieme a Rosario Priore e Marco DolcettaMaurizio BlondetPaolo Del Debbio, lo invitò all’Università della Calabria al convegno: “La democrazia occulta”. Da allora il rapporto intellettuale è stato continuo e ha rappresentato un punto di riferimento umano, scientifico e culturale. ‘’Uno studioso vero, attento alle novità, alle riflessioni da fare, più che alle relazioni da tessere o alla carriera accademica. Ha spaziato su tantissimi argomenti, quasi sempre prima degli altri, tanto che è difficile riassumere la pluralità della sua opera. Inquadrato in un’ottica sociologica e storica, il sistema politico è stato il baricentro dei suoi studi, sempre indirizzati alla costante ricerca di capire le ragioni culturali, i meccanismi di fondo, le dinamiche dei fenomeni, aggiornando costantemente il suo pensiero. Galli ha affrontato la storia dei partiti politici, sopratutto italiani, approfondendo quelli maggiori.  Poi, con grande coraggio e in modo documentato, ha trattato quello che lui avrebbe definito il “prezzo della democrazia”, cioè le contraddizioni della gestione del potere in Italia, in una costante tensione tra conquiste sociali e malaffare. Ha affrontato quindi il tema eretico delle radici esoteriche della politica, a cominciare dal nazismo, per passare poi ad esaminare il fenomeno del terrorismo italiano e internazionale. Infine, ha approfondito il ruolo delle multinazionali, il cui controllo rappresenta nella sua visione un tema decisivo per le democrazie del XXI secolo.Il prezzo della democrazia. La carriera politica di Giulio Andreotti è il testo che Galli dedica al politico democristiano travolto dalle inchieste per mafia. Sostiene: “l’antico delfino di De Gasperi ha i meriti del ceto politico che ha portato la povera Italia del 1945 al Paese con un posto tra gli otto Paesi più industrializzati d’inizio Duemila; un progresso tuttavia scandito da collusioni mafiose, delitti e stragi, “deviazioni” istituzionali, economia della corruzione”.L’Italia raccontata da Galli è stata attraversata in tutti gli anni Settanta dal terrorismo politico. Lo studioso analizza a fondo il fenomeno e lo collega con le idee, le relazioni di potere, la situazione sociale, le condizioni economiche, lo scenario internazionale di quegli anni. Dopo avere pubblicato La Destra in Italia , scrive una documentata Storia del partito armato. 1968-1982 che quasi vent’anni dopo aggiorna con Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi .Uno studioso attento come Galli non poteva non confrontarsi con l’analisi politologica dell’11 settembre. Espone le sue tesi in L’Impero americano e la crisi della democrazia , in cui sostiene la tesi che gli attentati probabilmente erano a conoscenza di una parte dell’establishment americano che però ne avrebbe assolutamente sottovalutato le conseguenze.’’

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