il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al 27° Congresso ASSIOM FOREX, degli operatori dei mercati finanziari: ’’ Affrontare con vigore il problema dell’alto rapporto tra debito pubblico e PIL”.

 

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

Dott. Ignazio Visco - governatore della Banca d'Italia

Roma ,7 Febbraio 2021 “La sfida per le amministrazioni pubbliche non è di poco conto. Le difficoltà del presente non devono impedirci di guardare al futuro. Vi sono certo rischi nel breve periodo. Ma è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali.’’ Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco è intervenuto ieri al  27° Congresso annuale degli operatori dei mercati finanziari sulla congiuntura e le prospettive economiche. ‘’Grazie a una vita media residua relativamente elevata, il costo del debito resterà basso per un prolungato periodo di tempo anche dopo che i tassi di mercato e quelli ufficiali avranno ricominciato ad aumentare. In queste condizioni, se si riuscirà a tornare, come è nelle nostre possibilità, su uno stabile sentiero di crescita, l’incidenza del debito sul PIL potrebbe scendere rapidamente dal picco raggiunto a causa della crisi’’.”La nostra economia ha dimostrato capacità di ripresa, il Paese deve ora trovare la coesione necessaria per riprendere la via dello sviluppo, sfruttando l’opportunità offerta dalla risposta venuta dall’Unione europea e affrontando i problemi strutturali che lo frenano”,secondo il Governatore della Banca d’Italia  c’è bisogno di “una strategia comune, che ha al centro le sfide della sostenibilità ambientale e della transizione digitale”.La “pandemia, con i suoi enormi costi economici e di vite umane, non è superata e i margini di incertezza sulla sua evoluzione rimangono elevati” ma “è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali” per l’economia. Non si tratta di prestare un ossequio formale alle puntuali raccomandazioni della Commissione europea, ma di affrontare in maniera concreta problemi di cui da anni si dibatte. Ignazio Visco,nato a Napoli, il 21 novembre 1949, laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (1971), Master of Arts (1974) e Ph.D. (1981) in Economics alla University of Pennsylvania (Philadelphia, USA). Nominato Governatore della Banca d’Italia il  1° novembre 2011 e confermato  dal 1° novembre 2017.In quanto Governatore della Banca d’Italia, è anche Membro del Consiglio direttivo e del Consiglio generale della Banca centrale europea (BCE), del Consiglio generale del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS), del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (BRI), del Comitato direttivo del Financial Stability Board (FSB), dei Consigli dei governatori della Banca Mondiale, della Banca asiatica di sviluppo (ADB), del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca interamericana di Sviluppo (IADB); partecipa alle riunioni finanziarie del G7, del G10 e del G20.E’ stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana (2011).Autore di numerose pubblicazioni. ‘’ Le difficoltà del presente non devono impedirci di guardare al futuro. Vi sono certo rischi nel breve periodo. Ma è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali. Servono risposte consapevoli, convinte, efficaci ai gravi problemi dell’oggi, grandemente acuiti dalla pandemia ma riflesso di preesistenti ritardi strutturali. Per colmarli occorre l’impegno di tutti, delle imprese che operano nella nostra economia, incluse quelle dell’industria finanziaria rappresentate in questo congresso, come delle istituzioni da cui dipende l’azione di politica economica. Straordinari interventi di ristoro sono stati la risposta necessaria ad affrontare i momenti più gravi della crisi. Superata l’emergenza, le misure volte ad alleviare le difficoltà di chi è più colpito dovranno costituire un ponte verso la realizzazione di riforme e investimenti che consentano di ritrovare la via dello sviluppo da troppo tempo . Il protrarsi della pandemia e l’incertezza sul piano sanitario, sociale ed economico continuano a pesare sulle decisioni di consumo e di investimento, con significative ripercussioni sul tessuto produttivo, sull’occupazione e sui redditi. L’autorizzazione all’immissione in commercio dei primi vaccini già alla fine del 2020 alimenta la speranza che l’emergenza sanitaria possa essere contrastata efficacemente nel corso di quest’anno. I rischi per i prossimi mesi appaiono, tuttavia, ancora elevati. Quello principale è che il contenimento dei contagi da Covid-19 possa rivelarsi più difficile del previsto. Resta inoltre da verificare la persistenza delle modifiche che la pandemia ha determinato nelle abitudini di consumo, nell’organizzazione della società e dell’attività produttiva, nelle modalità di lavoro. La risposta cooperativa data dal Gruppo dei Venti (G20) ha consentito di contenere gli effetti economici dell’emergenza sanitaria; l’Italia, che per quest’anno ha assunto la Presidenza del G20, potrà adoperarsi affinché prosegua il riaffermarsi di un approccio basato sul multilateralismo. Un sostegno all’attività economica globale deriverà dalle misure di bilancio espansive approvate di recente in alcuni paesi avanzati e dalla robusta ripresa della Cina, favorita anche da ingenti investimenti pubblici. Questi fattori, assieme all’accordo raggiunto lo scorso dicembre tra l’Unione europea e il Regno Unito, hanno portato il Fondo monetario internazionale a rivedere leggermente al rialzo le previsioni della crescita mondiale per il 2021, al 5,5 per cento, dopo la flessione del 3,5 nel 2020. In Italia il forte aumento dell’attività produttiva nel terzo trimestre dello scorso anno ha testimoniato che l’economia mantiene la capacità di risollevarsi.  Per il rilancio dell’economia i piani di spesa pubblica per la transizione verde e digitale andranno accompagnati da riforme volte a migliorare l’ambiente economico in cui si svolge l’attività imprenditoriale in Italia; gli investimenti privati, la crescita delle imprese, l’innalzamento della capacità innovativa del sistema produttivo dipendono anche, in misura importante, da un deciso miglioramento dei servizi prestati dalle pubbliche amministrazioni.

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