il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SAPERI E SAPORE:LA BIRRA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un sorso di birra ed un panino : un abbinamento che sa di gusto e di risate tra amici…

Dal punto di vista sociologico e culturale anche la produzione della birra ed il suo consumo ha costituito e costituisce un aspetto non trascurabile della cultura delle genti.

Il mondo della birra si riflette in diversi settori come: architettura, scienza e biochimica, letteratura , pittura e nei rituali di corteggiamento amoroso di molte Regioni d’Europa.

La birra è frutto del desiderio di felicità e di convivialità; sa di gioventù eppure è la bevanda più antica e più diffusa sul nostro pianeta  ed è stata, fin dai tempi più remoti,  un elemento di importanza primaria nelle abitudini alimentari di quasi tutti i popoli.

Per molti millenni la birra è stata prodotta per soddisfare un consumo casalingo.

In verità, già nel 2800  a. C., la birra era una bevanda comune a tutto l’Oriente.

I vichinghi fermentavano l’orzo bollito per ricavarne una bevanda denominata “aul”, la quale, una volta  bevuta, dava una ferocia inaudita…

Nel 4500 a.C. Sumeri, Assiri babilonesi ed Egizi lavoravano orzo, malto e acqua producendo una bevanda chiamata birra.

I geroglifici delle piramidi illustrano la modalità di  lavorazione di malto e di birra e di  egizi birrai a lavoro!!

In grandi quantità la birra fu certamente prodotta nel Medioevo, in particolare  nei monasteri: il famoso monastero di San Gallo aveva tre diverse fabbriche che producevano tre tipi di birra di diversa gradazione e qualità da offrire a seconda se  si era un pellegrino, un ospite di riguardo o per uso proprio…

Nel monastero cistercense di La Trappe, in Normandia per merito dei monaci trappisti si scoprirono ad esempio nuovi ingredienti per produrre la birra come il  “luppolo”.

Birre artigianali legate ad antichi processi a volte tramandati di monaco in monaco anche in maniera segreta…

I monaci solevano dire:” non viviamo per produrre birra, ma produciamo birra per vivere”..  Oggi tra i 170 monasteri trappisti,  quelli ufficialmente riconosciuti che producono birra di altissima qualità sono 13.

 

La birra, negli anni a seguire, verrà prodotta prima in Gran Bretagna dalle massaie e messa a disposizione nelle feste parrocchiali, poi nel 1447in Germania precisamente in Baviera dove si decretò la purezza della birra esclusivamente prodotta con : luppolo orzo ed acqua (legge valida tutt’ora).

La birra viaggia ed arriva in America nel 1620  ,i Padri Pellegrini a bordo della nave Mayflower approdano a Plymouth Rock e  costruiscono il primo birrificio.

In Italia si parla di birra nel 1791 quando Domenico De Bernardi ebbe il privilegio di una concessione per la fabbricazione di ghiaccio e birra nel Contado di Nizza.

Nel 1845 Giacomo Bosio costruì il primo birrificio in Piemonte : una fabbrica ispirata ai grandi impianti tecnologici della Germania.

Accanto a questa bella realtà ci piace ricordare anche la Menabrea di Biella.

Battuta d’arresto per il mercato italiano durante il primo conflitto mondiale , ma al termine le aziende italiane ripresero la loro capacità produttiva ed avvenne il rafforzamento di grandi realtà industriali, come : la Wuhrer di Brescia, la Dreher di Trieste, la Paskowski di Firenze e Roma, le Birrerie Meridionali di Napoli di proprietà della famiglia Peroni, la Pedavena di Feltre, la Poretti di Iduno Olona, la Moretti di Udine, la Wunster di Bergamo.

Oggi accompagniamo il nostro hamburger con scaglie di formaggio, disposto su di un letto di insalata, ed abbiniamolo con una birra delicata, leggera che ha il vantaggio di pulire molto bene la bocca dall’unto, una bionda Menabrea !

Alziamo insieme un boccale di birra e diciamo insieme il piatto è servito!!

 

 

 

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.