il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

VALLO DI DIANO : OGGI SONO BANCHE, IERI ERANO MONTI PECUNIARI E MONTI FRUMENTARI. L’EVOLUZIONE STORICA.

 

 

Dr. Michele D’Alessio (giornalista-agronomo)

 

Con il  Regio Decreto del 1866  che  sopprime i Monti  Frumentari nascono  le prime Cassa di Risparmio, oggi tutte denominate banche di credito o simili, che in tutta Italia contano oltre 25.000 sportelli. Sappiamo tutti, cosa sono oggi, le “Banche” e che lavoro fanno, quello che non sappiamo o ne sappiamo poco, e cosa erano il Monte Frumentario e il Monte Pecuniario, esistenti anche nel Vallo di Diano. Per questo abbiano chiesto al dottore Vitantonio Capozzi, scrittore e ricercatore storico di Polla, dove c’erano anche due istituti del genere, cosa erano “….Il Monte Frumentario Tale istituzione consisteva nella previsione di un ammasso di cereali. Era stato originariamente costituito da laici od ecclesiastici, con lo scopo di sopperire alle necessità dei poveri contadini, i quali potevano, così, ritirare gratuitamente il grano occorrente per la semina e che poi, avvenuta la raccolta, dovevano restituire…”

Quali furono i motivi e quali i fattori sociali ed economici che spinsero

all’istituzione del Monte Frumentario a Polla?

“… Le origini di tale monte sono incerte e l’unica fonte cui è stato possibile

attingere notizie attendibili, è quella relativa ad una nota, datata 16 marzo

1812, dell’Intendente di Salerno, inviata al Ministro dell’Interno, in cui veniva

menzionata la presenza a Polla di un piccolo Monte Frumentario, il quale

gestiva un fondo di tomola 79 di grano in carte. Il capitale, data l’eseguita delle somme disponibili, fu in seguito trasferito per incrementare il fondo delle rendite destinate all’ospedale futuro. A proporne il trasferimento fu il Presidente della Congregazione di Carità, il quale, nella seduta dell’11 settembre 1876, sottopose al vaglio del Consigliol’opportunità di invertire la rendita proveniente dall’istituto del Monte Frumentario….”

Nell’occasione ricordava, infatti, Isacco Del Bagno: “si trovò di esistere in

questo Comune nel 1812, in quello che si attendeva alle ricerche ed alla

ricostruzione di tutte le opere pie, e che aveva allora un capitale di tomoli 79 di

grano; dopo esserne stata tenuta l’amministrazione. Il 18 settembre

1872 passò alle dipendenza di questa Congregazione. Con deliberazione di

questo Consiglio Comunale, del 6 maggio 1873, fu stabilito di ridursene il

capitale a soli tomoli 800, e vendersi il dippiù per comprarne rendita sul Gran

Libro a favore dell’erigendo Ospedale…Ora lo stesso Consiglio Comunale,

con altra deliberazione del 18 febbraio ultimo, ha determinato la soppressione

totale del Monte, destinandone la risultante somma di prezzo del grano in

acquisto di rendita a favore dell’Ospedale, per tre quarti e per un quarto in

aumento del Monte Pecuniario, da trasformarsi in Monte dei Prestiti”.

“Così il civico Ospedale, continuava il Presidente Del Bagno, verrà a sorgere

con un’annua rendita di circa £. 3100. In quanto al locale, esso è già pronto ed

adattissimo; avendo il Consiglio Comunale ceduto per tale scopo il Monastero

degli ex Minori Osservanti (Convento S. Antonio, ove già era operante la sede

della Guardia di finanza). E si hanno dei risparmi che potranno adibirsi alle

spese di primo impianto”.

Si legge nello Statuto Organico del Monte Frumentario che esso aveva lo

scopo di fornire agli agricoltori poveri, che coltivavano terreni nel territorio

del comune di Polla, il grano necessario per la semina.

Nel caso in cui ne fosse rimasto altro disponibile, lo stesso poteva essere

distribuito, “a titolo di prestito, ad operai poveri esclusi quelli che non

dimostrino di far frequentare le scuole elementari dai propri figli sino all’età di

anni dodici”.

Allo scopo di ricevere le richieste del grano da parte degli agricoltori, il 16

settembre di ogni anno, era disponibile nella segreteria della Congregazione di

Carità un registro, che vi restava fino al 30 dello stesso mese.

La concessione del grano avveniva ad anno colonico (dal 1° settembre al 31

agosto), mentre la sua esazione iniziava il 15 e terminava il 31 agosto. Era, inoltre, stabilito che le concessioni agli agricoltori ed i prestiti non potessero essere minori di litri 50, né maggiori di ettolitri 2,50 di grano.

Infine, lo statuto prevedeva per coloro i quali non avessero provveduto al

pagamento del grano e dei relativi interessi entro il cinque settembre di ogni

anno la notifica di una nota di diffida a pagare entro i cinque giorni successivi;

se poi anche tale periodo fosse trascorso inutilmente, era prevista l’esecuzione

amministrativa forzata, con l’applicazione dell’1%.

La gestione del Monte Frumentario era stata affidata al comune e rimase

tale fino a quando lo stesso con deliberazione del 12 maggio 1872 non ne

decise il trasferimento alla Congregazione di Carità.

Nella seduta consiliare del 20 dicembre 1874, stabilendo il fabbisogno del

grano da parte della popolazione agricola in 800 tomoli, pari ad Ett: 444,32, il

comune autorizzava la stessa Congregazione a vendere all’asta la parte

eccedente “che si verificherà in ogni anno per effetto degli interessi e della

crescenza di magazzino e, con il ricavato, comprarne rendita sul Gran Libro

del Debito Pubblico Italiano a favore dell’erigendo Ospedale “Principessa

Margherita” in questo Comune”.

Infine, contemporaneamente, il consesso comunale decideva che il frutto del “Monte Frumentario”, insieme agli altri summenzionati, dovesse contribuire ad incrementare la disponibilità di capitali e rendite per la fondazione dell’ospedale “Regina Margherita”. Miraggio ultimo di tutto era sempre l’ospedale.

Mentre il Monte Pecuniario fu istituito con Decreto Reale del 24 maggio 1868, per

sollevare la classe indigente, che viveva in gran miseria e per frenare

l’abominevole fenomeno dell’emigrazione, che aveva determinato la fuga di un’enorme massa di giovani dai paesi d’origine, i quali partivano con la speranza di trovare altrove condizioni di vita migliore.

Il Consiglio comunale di Polla lo aveva elevato al rango di Ente Morale,

assegnandogli un capitale di £ 2254,86, “proveniente da un residuo soccorso

ricevuto dal passato Governo, in occasione del tremuoto (terremoto) del 16

Dicembre 1857, e da un avanzo del grano del Monte Frumentario, venduto e

non necessitato allo stesso, ora aumentato a £ 7492,74”. Il Monte Pecuniario che, per statuto, doveva perseguire lo scopo “di sollevare la classe indigente segnatamente allora che esisteva una vasta miseria”, simile ad un nostro istituto bancario, erogava prestiti al tasso fisso del 6%solo a chi avesse dimostrato una“solidale e valida garentia di una persona proba ed agiata che assume l’obbligo di effettuarne il pronto rimborso

alla scadenza. Lo Statuto organico, che era composto di undici articoli, fu approvato dal Consiglio comunale in data 7 marzo 1868; esso stabiliva che la durata del

mutuo non dovesse essere superiore ad un anno e non inferiore a sei mesi;

prevedeva anche la possibilità di un’ulteriore proroga, a condizione però che, nel frattempo, non fossero pervenute nuove richieste e fossero stati pagati gli interessi già maturati.

Nella seduta consiliare del 7 agosto 1891, su proposta del Sindaco Isacco Del Bagno, che, come precedentemente ricordavo, aveva ricoperto l’incarico di Presidente della Congregazione di Carità, veniva deciso di stornare la somma di lire cinquemila dal fondo destinato al suddetto Monte e di assegnarlo a quello dell’erigendo ospedale.

In quella stessa seduta il Sindaco motivava la sua proposta, sostenendo che

le richieste dei prestiti non risultavano più numerose, perché, essendo emigrati

molti contadini, le esigenze economiche erano mutate rispetto a quelle del 1868…”. Da allora molti  monti pecuniari ebbero l’evoluzione, si trasformarono in  Casse di Risparmio e in seguito in banche.

4 Commenti

  1. Le banche hanno esercitato un grande potere che hanno determinato la vita di parecchie, persone, oggi come nel passato, a volte hanno causato fallimenti e suicidi…dimostrandosi poche amiche della gente..

  2. Le banche sono senza dubbio l’attore più potente e importante del sistema economico. La loro forza è direttamente correlata alla reputazione e alla capacità di evitare l’unica cosa che devono temere: una spirale inflazionistica o un crollo del tasso di cambio.

  3. Le Banche Commerciali non creano “denaro netto”, ma debito (il Vero Potere prospera sulla follia e sull’ignoranza)

    Megas Alexandros

  4. Il sistema bancario condiziona la vita degli italiani a suo favore, a scapito dei cittadini sempre più poveri e deboli ed anche a scapito delle imprese sempre più bancadipendenti.

    ( Danilo Di Mambro)

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