il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL RIEQUILIBRIO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI AL MEZZOGIORNO:IL RECUPERO DI QUOTA 34, PROPORZIONALE ALLA POPOLAZIONE.

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

Sen. Prof. Avv. Francesco Castiello - Movimento 5 Stelle

Vallo della Lucania e Vallo di Diano(SA),15 aprile 2021. La cultura come mezzo per favorire  il progresso dei territori. Il problema  del mezzogiorno è una questione   nazionale,la legge di bilancio 2020 ha recepito finalmente  l’inserimento della quota 34.  Il Presidente della Fondazione Grande Lucania Senatore Prof. Avv. Francesco Castiello ,il  29 novembre 2019 ,consegnò a mani proprie all’allora Presidente del Consiglio, Prof. Avv. Giuseppe Conte,  il ‘’Manifesto del Mezzogiorno’’relativo alle dieci proposte per lo sviluppo delle aree interne e per il contrasto dello spopolamento. Al primo punto del manifesto figura  il riallineamento della legislazione  sulla ripartizione dei fondi al Sud per garantire “il riequilibrio territoriale” grazie all’inserimento in manovra di Quota 34,  di destinare il 34% di investimenti pubblici al Mezzogiorno. E’ fondamentale il recupero della quota 34 nelle otto regioni meridionali,infatti, abbiamo il 34% della popolazione totale del paese, per cui al SUD spetta  il 34% degli investimenti pubblici. Se si sviluppa il Sud si ha un effetto migliorativo anche per l’apparato produttivo del Nord. La questione meridionale è  da  intendersi come questione nazionale come giá evidenziato da due autorevoli Presidenti della Repubblica  Sandro Pertini e Carlo Azelio Ciampi. Se avessimo conservato nel Mezzogiorno quota 34 avremmo avuto una minore disoccupazione nella misura di 500mila unitá. È stato calcolato che sono 62 i  miliardi di euro  che ci sono stati sottratti. La riduzione degli investimenti pubblici è la causa principale del declino del Mezzogiorno.Superare i ritardi nell’utilizzo dei fondi pubblici, anche tramite la semplificazione e fissazione dei procedimenti e dei termini, privilegiando progetti strategici di sviluppo del Cilento e del Vallo di Diano.Il Manifesto per il Mezzogiorno della Fondazione Grande Lucania  un decalogo di dieci proposte per lo sviluppo delle aree interne ,una sorta di ”Piano Marshall” straordinario ,di solida portata basato soprattutto sulle infrastrutture   per il rilancio del Cilento e del Vallo di Diano. “Metà dei nostri territori non è coperto da internet, strumento ormai necessario per l’economia ed il rilancio dei prodotti enogastronomici,sottolinea il Senatore Francesco Castiello, non solo e per evitare quella condizione di isolamento che impedisce lo sviluppo economico ed occupazionale, causa del sempre crescente spopolamento. La mancanza di servizi ne è, paradossalmente, causa e conseguenza creando un pericoloso circolo vizioso’’.Modificare la legge  sui piccoli comuni ,procedere, da parte delle Regioni del Sud  alla ricognizione censuaria dei propri immobili demaniali e patrimoniali,promuovere il passaggio di competenza per la manutenzione delle strade delle aree interne dalle province all’ANAS e recuperare 62 miliardi di euro  persi con la riduzione di quota 34. Inoltre un’altra arma  efficace per lo sviluppo dell’occupazione nel mezzogiorno è la cosiddetta fiscalità di vantaggio.I contributi previdenziali corrispondono all’incirca alla metà dei salari, scoraggiano ovviamente i datori di lavoro dall’assumere personale. L’esonero contributivo è la misura più incisiva ed efficace per favorire le assunzioni ed elevare il livello occupazionale, in particolare femminile ,si calcola che nel Mezzogiorno la percentuale di disoccupazione femminile ha raggiunto purtroppo la percentuale del 60% circa.L’esonero contributivo  è stato già istituito con la legge di Bilancio 2021 per un onere complessivo a carico del bilancio statale di circa 4,5 miliardi di euro.Il limite della misura è costituito però dalla durata per un solo anno. La breve durata nel tempo ne riduce l’efficacia concreta. Il datore di lavoro, sapendo che l’esonero contributivo è limitato soltanto ad un anno, è riluttante ad assumere nuovo personale. Ecco perché occorre finanziare la decontribuzione rendendola strutturale. Il problema del finanziamento può risolversi attingendo alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, già provvisto di una dotazione finanziaria di 50 miliardi per il periodo di programmazione 2021-2027. C’è poi da superare il problema dell’autorizzazione da parte dell’Europa. La Commissione Europea per il momento ha autorizzato l’esonero contributivo solo per l’anno 2021. Occorrerà far valere contro le resistenze di matrice europea il fatto che l’art. 174 del Trattato sull’Unione Europea prevede l’obbligo giuridico dell’Europa di adottare tutte le misure necessarie ed opportune per rimuovere le differenze tra regioni ricche e regioni povere.

 

 

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