il Quotidiano di Salerno

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Il saggio di Maria Teresa D’Alessio: “La Flagellazione di Cristo – Piero della Francesca e la Certosa di Padula. Quale legame?” I Cardona sulla tavola rinascimentale?

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

"LA FLAGELLAZIONE DI CRISTO - Piero della Francesca e la Certosa di Padula. Quale legame ?" - questo il titolo della più recente opera letteraria della dott.ssa Maria Teresa D'Alessio

La flagellazione di Cristo, il dipinto del grande maestro della pittura quattrocentesca, Piero della Francesca,  una delle opere più misteriose di tutti i tempi e non solo del Rinascimento e la Certosa di Padula Quale legame? E’ il titolo del saggio accattivante  scritto dalla studiosa Padulese Dott.ssa Maria Teresa D’Alessio, indissolubilmente  legata da sempre, per affetto paterno e familiare, per il  lavoro e gli studi dedicati all’imponente opera monumentale. Progetto del noto grafico Ferdinando d’Agostino, edita da Naus Editoria 2020, l’autrice con la stessa casa editrice ha già pubblicato: La Casa dello Speziale, Il segreto della Certosa, L’incisore di gemme, La Certosa di San Lorenzo a Padula, guida storica-artistica. Nella Flagellazione ‘’Due  sono le finestre di rappresentazione sulle quali, da un lato, è immortalato il Cristo Flagellato e, dall’altro, tre personaggi che sembrano dialogare. Le figure hanno un’unica fissità temporale in modo da lasciare perplesso l’osservatore che si interroga sul tema trattato dal Pittore toscano. Tale ‘’aulica’’ immobilità nasce dall’educazione di Piero. Allievo, il più grande, di Domenico Veneziano, aveva appreso da quest’ultimo gli effetti della luce attraverso i quali avrebbe imparato ad esaltare il rigore geometrico della prospettiva’’. Il personaggio posizionato alla estrema destra della Flagellazione,non può che appartenere, secondo l’autrice del saggio Maria Teresa D’Alessio, ad una famiglia dell’aristocrazia o ad un ceto elevato sia socialmente che economicamente e le rappresentazioni floreali osservate sui due manufatti,inducono a considerare il simbolo esaminato appartenente allo stesso Casato: quello dei Cardona. Ovviamente i dubbi permangono perché la mancanza di certezze è da imputare anche alla scarsità di documenti relativi al periodo storico preso in esame,in gran parte seguita alla distruzione,quasi totale dell’archivio di Alfonso d’Aragona.Giuste,quindi, le considerazioni dell’autrice che ha voluto portare all’attenzione degli studiosi quanto ha osservato con la sua indagine ,in un territorio distante solo geograficamente,non culturalmente, dalla raffinatissima Corte di Urbino,luogo dove,presumibilmente,la tavoletta è stata dipinta e commissionata. L’autrice ha amorevolmente evidenziato con questo significativo e pregnante studio come la Certosa di San Lorenzo,situata in una regione lontana dai grandi Poli culturali,nonostante il suo isolamento territoriale,sua stata,più di quanto si pensi,vicina ai Grandi dell’Arte Rinascimentale e inserita non in un ambito marginale e provinciale, ma come centro propulsore di cultura in un ampio sistema spirituale e intellettuale. ‘’Una sola è la certezza, frutto di un Ignoto Destino: la mia vita alle tue antiche pietre rimarrà indissolubilmente legata’’.

 

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