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Farmacia Di Muria:un consiglio al giorno.UN ANTIBIOTICO IL COTRIMOSSAZOLO E CASI DI MORTE IMPROVVISA

da Dr. Alberto Di Muria
Padula-Il cotrimossazolo è l’associazione di sulfametoxazolo, un sulfamidico, e trimetoprim, un altro antibatterico, in un rapporto fisso di 5 a 1. Quest’associazione di principi attivi è tuttora molto utilizzata soprattutto per via orale, per il trattamento di infezioni del tratto respiratorio, dell’apparato digerente, delle vie urinarie e dell’apparato genitale. Il cotrimossazolo può dare diversi effetti indesiderati anche gravi, soprattutto a carico del sangue, con riduzione dei globuli bianchi e delle piastrine, con conseguente maggiore esposizione alle infezioni ed alle emorragie, ed anemia, del fegato, con aumento dei livelli ematici di transaminasi e bilirubina, e dei reni, con aumento dell’azotemia e dei livelli ematici di creatinina e diminuzione della funzionalità renale. Inoltre può dare una pericolosa iperkalemia, cioè un aumento dei livelli ematici di potassio, che di recente sono stati oggetto di diversi studi e che comportano una grande cautela nell’associazione con altri farmaci. Uno studio canadese, ad esempio, ha rilevato che nei pazienti anziani in trattamento con spironolattone, un diuretico risparmiatore di potassio, l’associazione con cotrimossazolo può aumentare l’incidenza dei casi di morte improvvisa, dovuta all’iperpotassiemia causata dall’azione dei due farmaci che si associa a disturbi del ritmo cardiaco in alcuni casi letali. Per arrivare a questi risultati sono stati valutati tutti i residenti dello stato dell’Ontario ultrasessantacinquenni che risultavano essere stati trattati con spironolattone per un periodo di circa 10 anni. Tra questi, quasi 12.000 erano morti di morte improvvisa e tra questi poco più di 300 avevano assunto anche un antibiotico. I ricercatori hanno potuto così valutare che l’assunzione di cotrimossazolo raddoppiava il rischio di morte improvvisa rispetto all’amoxicillina, scelto come farmaco di confronto. In un altro studio, da poco pubblicato sul British Medical Journal, si è invece rilevato che nei pazienti anziani in terapia con ACE inibitori o bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARB) e trattati anche con l’antibiotico cotrimossazolo, il rischio di morte improvvisa è aumentato di più di un terzo rispetto a quello dei pazienti trattati con amoxicillina. Anche in questo caso alla base di questo fenomeno vi è l’iperpotassiemia indotta, che è molto frequente in tutti i pazienti in trattamento con ACE inibitori o ARB. Questo vale soprattutto per alcuni gruppi di pazienti suscettibili, come quelli affetti da diabete di tipo 2, che hanno già di per sé una tendenza all’iperkaliemia indipendentemente da qualsiasi altro fattore, a causa degli effetti dalla malattia sulla funzionalità renale. Altri soggetti a rischio sono quelli con insufficienza cardiaca, senza contare quelli che hanno sia il diabete sia una funzione ventricolare sinistra ridotta.

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