il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL MURALES DI MARCELLO TORRE

Giovanni Falci

(avvocato cassazioni sta – scrittore)

 

L'avv. Marcello Torre impegnato in una delle sue arringhe in Corte di Assisi del Tribunale di Salerno

La cerimonia di oggi per l’inaugurazione di un murales, nella sua Pagani,  realizzato dall’artista (veramente bravo) Jorit su commissione della famiglia Torre, in onore e in memoria dell’avv. Marcello Torre è stata emozionante e da brividi.

Il murales a Pagani dedicato a Marcello Torre

L’affluenza eccezionale di pubblico giunto in maniera spontanea per assistere all’evento ha chiarito, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l’affetto di questa comunità e, più in generale, di questa terra per un uomo giusto, per quella persona per bene che ha saputo essere e rimane Marcello Torre.

Decine di personalità del mondo politico di ieri e di oggi, di tutti gli schieramenti da destra a sinistra, sindaci, onorevoli, senatori etc. erano presenti tra la folla in maniera anonima, senza passerelle e ostentazioni di sorta, erano, come è giusto che fosse, dei semplici cittadini venuti a tributare l’onore a un martire della democrazia.

La lettura da parte del nipote, Marcello Torre, del documento scritto di suo pugno dal nonno il 30 maggio del 1980 è stato il momento di grandissima spiritualità perché si è svolto in un silenzio religioso da parte di tutti.

C’erano bambini e c’era anche un gran frastuono tra le persone presenti, c’era la colonna sonora bellissima di Vasco Rossi “io sono ancora qua”, ma, appena è iniziata quella lettura non si è sentita più volare una mosca.

E’ stato un momento di religiosità vera.

Ha preso, poi la parola il Prefetto di Salerno,  Dott. Francesco Russo che ha sottolineato che egli rappresentava lo Stato che condivideva questa iniziativa e che onorava questa persona per bene e onesta.

A seguire il sindaco di Pagani, Raffaele Maria De Prisco visibilmente emozionato; Rosaria Manzo, presidente della fondazione Pol.i.s. della Regione Campania anch’essa figlia di vittima di mafia; Federico Esposito, referente Associazione “Libera” di Pagani “Antonio Esposito Ferraioli”.

Tutti interventi di cuore ed espressione di grande affetto per la famiglia Torre tutta presente, ad esclusione di Lucia, la bellissima vedova di Marcello, che per motivi di salute non ha potuto partecipare, ma che è stata nominata, come era giusto che fosse, da tutti gli oratori succedutisi sul palco.

L’ultimo intervento è stato di Annamaria, la figlia di Marcello che ha svolto un intervento rappresentando un pensiero profondo e genuino come una freccia che corre dritta al bersaglio, come una spada che amputa le cose secondarie e va alla sostanza.

Annamaria si è affidata a poche parole, ora taglienti, ora calorose, ora rigorose, ora dolci, ora severe ora tenere.

La sintesi è stata che è importante, è fondamentale, non alzare uno schermo o lasciarsi avvolgere dalla nebbia della distrazione.

Come raccontare l’avv. Marcello Torre?

Avv. Giovanni Falci

Io penso di farlo ricorrendo a una frase e un pensiero di Elia Canetti tratto dal volume “un regno di matite”: “coloro che non s’adeguano sono il sale della terra, sono il colore della vita, condannano se stessi all’infelicità, ma sono la nostra felicità”.

Marcello Torre non è caduto nella tentazione di adeguarsi alle circostanze così da non avere guai, anche a costo di tradire i propri ideali e sporcarsi la coscienza.

Egli non ha pensato “Tengo Famiglia!” e perciò non ha calpestato la coerenza e non si è fatto comprimere da compromessi.

Vorrei perciò mettere l’accento su un altro aspetto della frase di Canetti che ho abbinato a Marcello Torre.

Chi non s’adegua al luogo comune, all’imperativo fasullo, all’illusione e alla falsità, si condanna all’infelicità, all’emarginazione e perfino alla beffa. Eppure, continua lo scrittore, costui causa la nostra felicità.

E’ questo infatti il valore della testimonianza dell’uomo giusto che è stato l’avv. Marcello Torre che, certo, è una spina nel fianco, ma con la sua presenza (da oggi anche visiva) può risultare alla fine benefica, facendo rinascere in altri il senso morale e il sussulto della coscienza.

Annamaria Torre

Ed è così che Marcello Torre permette a noi più deboli, di ritrovare la via dell’autentica serenità, quella che fiorisce dalla pace interiore di cui la lettera del 30 maggio rappresenta il certificato.

Da ultimo voglio ricordare l’avvocato Marcello Torre, come componente della Camera Penale Salernitana che mi aveva delegato a partecipare all’evento ufficialmente cosa che invece ho fatto in forma anonima ma non meno sentita.

E voglio farlo con una sola parola che è quella che più usiamo noi avvocati penalisti nei nostri interventi: Libertà.

Lucia Torre

L’avv. Torre ha inteso questa parola in senso pieno e non solo forense; la libertà che ci ha insegnato è la libertà delle nostre coscienze che se libere da condizionamenti potranno produrre Giustizia, quella con la G maiuscola.

Giovanni Falci

 

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