il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CONCORD: la maledizione della nave scomparsa

Aldo Bianchini

SALERNO – Non so quanti ancora hanno ben impressa nella mente l’immagine della “Nave Concord” che troneggiava ormeggiata su un lato di Piazza della Concordia.

Era nata come il simbolo di una città, è stata il simbolo della nostra città, è stata per certi versi il sicuro approdo per i potenti della prima repubblica.

Adesso non c’è più, al suo posto un belvedere ridicolo che non c’è, che appare e scompare; alla  mercè  di chi decide, autonomamente e autoritariamente, ciò che è bello e ciò che è brutto nello sviluppo urbanistico organico in un disegno immaginario che non ha mai effettivamente funzionato.

Questa è la Salerno città europea, si distrugge un simbolo per sostituirlo con un nulla di fatto solo per rimarcare il potere di pochi, anzi di un uomo solo al comando di una città come Salerno che non riesce a decollare verso un futuro sicuro ed un approdo fermo e rigorosamente in sicurezza come quello della “nave ristorante Concord” che è stata per qualche decennio l’immagine simbolo della città di Salerno nel mondo.

Adesso, e da tempo, il simbolo, quel simbolo, si è spezzato per sempre.

 

Correva l’anno 2008, il 5 di settembre, quando dopo una serie infinita di battaglie legali quell’immagine, riportata anche in cartolina, viene letteralmente frantumata sotto i colpi di maglio delle macchine demolitrici; e il tutto avviene anche illegalmente, nel senso che proprio quella mattina doveva pronunciarsi il tribunale del riesame su un ricorso urgente prodotto dalla proprietà della nave, Giuseppe Martino, nell’estremo tentativo di salvare la nave-ristorante dal massacro proditoriamente ordinato.

«C’è un progetto futuro – spiega l’ingegnere Musella dell’ufficio tecnico del Comune di Salerno – che prevede qualcosa sulla piattaforma che resterà dopo aver raso al suolo la nave. Il Comune pensa ad un’attività, una piazzolaLa Nave Concord resterà solo un ricordo per tanti salernitani. Da oggi si volta pagina.

Parole sante e sacrosante quelle dell’ing. Musella, è vero che la nave è rimasta solo nei ricordi dei salernitani; ma la svolta tanto attesa dov’è ?

 

Niente di nuovo, niente di niente per quanto attiene una possibile attività. Nei ricordi c’è solo una querelle politico-amministrativo-giudiziaria cominciata subito dopo la “concessione demaniale marittima per specchio d’acqua” (17 aprile 1972) e la “concessione appoggio nave” del Comune di Salerno del 28 aprile 1972 firmata dall’allora sindaco Gaspare Russo; senza voler ricordare in rapida successione il parere favorevole dell’ E.P.T. (18.05.72), la concessione allaccio fogne del Comune (01.08.72), la sistemazione piazzale e scale autorizzata dal Comune il 2 agosto 1972, l’autorizzazione alla scogliera (23.08.72), e l’OK della Capitaneria di Salerno e Demanio Marittimo di Napoli per le opere a mare.

C’è stata, però, la solita messa in scena, pomposa e roboante addirittura di un’inaugurazione: “Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha inaugurato questa mattina, martedì 8 settembre 2009 alle ore 10.30, le nuove strutture ed impianti realizzati nel sottopiazza dalla Concordia dopo la demolizione della nave Concord. Dopo la demolizione dell’imbarcazione e le opere di bonifica ambientale, il Comune di Salerno ha realizzato, con un investimento di 185mila euro, una passeggiata a mare, un solarium, un impianto per la pratica sportiva, servizi igienici e sanitari.
Dopo anni di degrado si restituisce ai salernitani ed ai visitatori un pezzo incantevole del lungomare cittadino dove sarà possibile godere di momenti di relax ed aggregazione sociale. Il cantiere per la sistemazione dell’area Ex Concord era stato aperto il 30 marzo 2009
”. Questa la nota ufficiale del Comune di Salerno.

E’ l’ultimo finto bagliore di funzionalità ed efficienza da parte di un Comune che con una dimostrazione muscolare cerca di gettare le basi per un futuro di quel luogo diventato, dopo la distruzione della nave, soltanto un buco nero della città.

Adesso una terrazza c’è, una scala d’accesso pure, ma il resto è lasciato al totale abbandono perché qualsiasi tentativo di avviare un’attività produttiva e/o imprenditoriale è fallito.

Probabilmente perché su quello spazio è rimasto il mito della nave-ristorante Concord e della sua maledizione (si è impiccato anche un giovane); il resto lo vedono tutti, lo vede tutta la città.

 

1 Commento

  1. Tempo fa, a commento di un articolo apparso sullo stesso argomento, espressi le mie perplessità sull’operazione che, iniziata con le successive trasformazioni di una originaria nave tedesca, fra cui anche una in versione militare, si concluse con l’arrivo di quella nave, ribattezzata Concord, nelle acque salernitane dove fu ormeggiata nei pressi della Piazza della Concordia, zona centro-orientale della città.
    L’attracco iniziale con i classici cavi di ormeggio fu ben presto sostituito da una cementificazione per immobilizzarne lo scafo e renderlo un tutt’uno con le adiacenti strutture murarie.
    Ovviamente, tutto questo non avvenne in maniera indolore e, come dettagliamente descritto, la solita inevitabile trafila burocratica impose i suoi tempi e modi per la concessione delle previste autorizzazioni, dato che l’intenzione era di ricavarci internamente locali di servizio e sale da adibire a ristoranti.
    Ma anche l’operazione inversa, quando ne venne decisa la demolizione, non fu meno onerosa né irta di ostacoli
    anche con strascichi di ricorsi di vario genere.
    Su tale ultima vicenda ci sono tuttora pareri contrastanti fra chi, con palese nostalgia, recrimina l’eliminazione di quel ristorante “finto-galleggiante” e chi invece, non condividendone stato e ubicazione, riteneva e ritiene che non rappresentasse il vero simbolo di un natante ritenuto come un mezzo idoneo a salpare e trascinare con sè, verso lidi radiosi, una città con aspirazioni europee.
    Non evocava insomma un vascello di felliniana memoria!!
    Di recente, era ridotto in uno stato di conservazione molto precario, diffusamente arrugginito e in condizioni tali che nessun marinaio avrebbe voluto calpestare i ponti di una tale simil-nave.
    È mia convinzione che sia stato un bene aver eliminato nave Concord.
    Purtroppo altrettanto male, se non maggiore, é la circostanza che al suo posto regni il degrado e che si stenti a trovare una soluzione decente per assegnate a quel sito la dignità che si merita.

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.