il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO I RISCHI DEI FARMACI ANTICOLINERGICI NEGLI ANZIANI

da Dr. Alberto Di Muria

 

 

 

 

 

 

 

Padula-Molti farmaci di comune utilizzo nella pratica clinica hanno un’attività anticolinergica. Si tratta in gran parte di farmaci psicotropi come antidepressivi triciclici, antipsicotici, ma anche di farmaci che agiscono su altri organi e apparati, come per esempio gli antistaminici di prima generazione, miorilassanti, antidepressivi come la paroxetina o la furosemide

I farmaci anticolinergici agiscono sull’acetilcolina, un importante messaggero chimico del sistema nervoso parasimpatico, che dilata i vasi sanguigni e regola le contrazioni muscolari, le secrezioni corporee e la frequenza cardiaca, tra le altre funzioni. Nel cervello, l’acetilcolina ha un ruolo chiave nell’attenzione, nella concentrazione e nella formazione e consolidamento della memoria. I farmaci con azione anticolinergica possono causare tossicità gastrointestinale, con secchezza delle fauci, nausea, stitichezza e crampi addominali, urinaria, ipertensione oculare e aritmie. Particolarmente rilevante è la tossicità neurologica, che si può manifestare con confusione mentale, vertigini, sincope, sonnolenza, letargia e, specie nel paziente anziano, irritabilità e insonnia.

Gli anziani sono particolarmente suscettibili alla tossicità neurologica dei farmaci anticolinergici a causa di un’aumentata permeabilità della barriera ematoencefalica e la riduzione della quantità di acetilcolina presente nel corpo, oltre all’uso in contemporanea di molteplici farmaci con tale azione.

Uno studio ha coinvolto 3.435 pazienti di età media 74 anni seguiti per 10 anni, ha mostrato che un’esposizione continuativa a farmaci anticolinergici aumentava in maniera significativa il rischio di demenza di Alzheimer e di demenza da ogni causa. Allo stesso modo da uno studio prospettico che ha reclutato 36.015 pazienti di età media 83 anni è emerso che l’uso di farmaci con attività anticolinergica è associato a un aumento del rischio di ospedalizzazione per delirium. In particolare il rischio di tale evento era aumentato quando si assumevano due o tre farmaci con effetti anticolinergici.

Questi effetti cognitivi negativi si traducono anche in una peggiore performance fisica negli anziani che fanno uso di questi farmaci. E’ stato infatti dimostrato che, anche in assenza di reazioni avverse manifeste, i farmaci con attività anticolinergica possono portare a un peggioramento della mobilità, della forza muscolare e dell’equilibrio e in ultimo avere un impatto sul livello di autosufficienza in anziani che vivono a casa.

Sfortunatamente, ”spesso si attribuiscono i sintomi anticolinergici nelle persone anziane all’invecchiamento o alle malattie legate all’età piuttosto che agli effetti dei farmaci”, secondo una ricerca condotta da medici della Medical University of South Carolina e della Gran Bretagna.

 

 

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