il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elisabetta Barone: una cattolica che riunisce la sinistra.

 

Avv. Salvatore Memoli (giornalista – scrittore)

Prof. Elisabetta Barone (dirigente scolastica)

SALERNO – Quella di Elisabetta Barone è una candidatura con sorpresa. Non è una disponibilità di convenienza quella di Elisabetta. Per come la conosco ha una lunga formazione alla mediazione ed all’ascolto. Non è una donna di sinistra ma riesce a cogliere i punti di contatto culturale e politico sapendoli valorizzare. Ha una vasta esperienza associativa nel mondo ecclesiale per essere stata al vertice della consulta e crede veramente in quello che fa. Ne sono profondamente convinto che il mondo cattolico sta offrendo il meglio di Salerno. Una donna che vive in famiglia quello che pratica nel sociale e condivide col marito Peppe i valori di un cristianesimo maturo, intelligente, coerente e coraggioso. Non dico i suoi meriti di Dirigente scolastico che in città si conoscono ma posso garantire che sui grandi temi di una civiltà pluralista, integrata, aperta a chi ha bisogno, non ha niente da imparare. Ovviamente potrei avere paura che la politica potrebbe in questo momento di vuoto strumentalizzare la sua disponibilità. Credo, invece, che molti hanno fatto i conti senza l’oste, come si suol dire. Elisabetta sta a suo agio nel ruolo di guida e coordinamento, non cederà mai sui valori indisponibili. Molti se ne accorgeranno. Pur essendo stata ai margini della vita politica, ha potuto respirarla sempre tra il marito Peppe ed il grande suocero democristiano Gelsomino Pantuliano. Un sigillo di garanzia che ci fa pensare di essere lontani dall’improvvisazione. Una candidata di ottimo lignaggio al di là della pomposa considerazione che è una donna. Elisabetta è una donna presente a Salerno, non è nascosta e prende le sue decisioni, facendo le sue scelte. Colta, spigliata, aggiornata e sensibile. Viene naturale augurarle il bene e nemmeno ricordarle che nuota in una vasca di squaletti. Saranno gli squali a rendersi conto che dovranno mettersi in riga. Se è questo che volevano hanno scelto bene. Non posso che augurare ad Elisabetta di vivere pienamente e cristianamente la sua esperienza politica. Peccato che naviga in un sottobosco confuso e contraddittorio di una sinistra senza identità.

 

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