il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE):IL GOVERNO NON HA INTENZIONE DI DIMENTICARE I FATTI VERIFICATESI IL 6 APRILE 2020 .

 

Dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

Il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e la ministra della giustizia Marta Cartabia a Santa Maria Capua Vetere

Santa Maria Capua Vetere (CE),15 luglio 2021. Il premier Mario Draghi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia scelgono il carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta ,per la riforma dell’ordinamento penitenziario e il sistema carcerario e i diritti dell’uomo sanciti dall’articolo 27 della costituzione.”Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.  Procedere ad assunzioni immediate del personale delle carceri e più  formazione permanente per la polizia penitenziaria. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e la Ministra della Giustizia Marta Cartabia, ieri pomeriggio, si sono recati  nel carcere di  Santa Maria Capua Vetere (CE), per i noti episodi verificatisi il 6 aprile 2020, con loro anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli ,restano oltre un’ora nel penitenziario “Francesco Uccella”. Il presidente del Consiglio incontra anche la polizia pentenziaria. Presenti all’incontro il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia, il Garante Nazionale dei detenuti, Mauro Palma e quello della Campania, Samuele Ciambriello. La ministra Cartabia ha ringraziato il Presidente Draghi, che da subito ha “mostrato non solo sdegno, sensibilità e commozione, ma secondo un tratto che la contraddistingue, determinata volontà di fare, di affrontare i problemi nella loro concretezza”. Ha fatto riferimento all’antico problema del sovraffollamento: “Il primo e più grave tra tutti i problemi” che propone di affrontare “con una strategia che operi su più livelli: strutture materiali, interventi normativi, personale, formazione”. E, dunque, ha fatto riferimento alla realizzazione di 8 nuovi padiglioni, uno dei quali proprio a Santa Maria Capua Vetere. “Nuove carceri e nuovi spazi non può significare solo posti letto”. Sono necessari gli interventi sulle strutture per rendere gli ambienti vivibili, aiutando così il percorso di risocializzazione. Ha fatto riferimento alla grave diminuzione del personale che si è verificata nel corso degli anni, ai pensionamenti che crescono e all’insufficienza dei concorsi in atto che potrebbero non riuscire a coprire nemmeno il turn over.Molti piani sui quali intervenire: strutture, concorsi, formazione, rieducazione. Perché, come ha ricordato la Ministra Cartabia, il motto del Corpo di Polizia penitenziaria è “Vigilando, redimere. Occorre fermezza e sensibilità umana e, soprattutto altissima professionalità per svolgere un campito tanto affascinante quanto difficile”. Che non può essere affidato a doti personali o all’improvvisazione ma alla formazione. “Oggi non siamo qui a celebrare trionfi o successi ma ad affrontare le conseguenze delle nostre sconfitte”, sottolinea non a caso dopo la visita. Il premier e la Guardasigilli, E il messaggio  è univoco: il corpo, con l’aumento dei detenuti, è sottodimensionato. “La detenzione deve  essere recupero, riabilitazione. Gli istituti penitenziari devono essere comunità. E dobbiamo tutelare, in particolare, i diritti dei più giovani e delle detenute madri. Le carceri devono essere l’inizio di un nuovo percorso di vita. . “Questa deve essere l’occasione per far voltar pagina al mondo del carcere”, sottolinea la ministra Cartabia  assicurando che metterà in campo, “subito”, più assunzioni per il personale e più formazione. Il Covid ha accentuato le difficoltà. “La pandemia “ha fatto da detonatore a questioni antiche”, ha detto la Ministra  Cartabia. E Draghi, a sua volta, sottolinea: “L’Italia è stata condannata due volte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per il sovraffollamento carcerario. Ci sono migliaia di detenuti in più rispetto ai posti letto disponibili. Sono numeri in miglioramento, ma sono comunque inaccettabili”.

 

 

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