il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2021, dalle tre civette sul comò di Avossa alla corretta analisi politica di Sarno … nel guado dei sondaggi di parte

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Profondamente immersi nel facile esercizio della dietrologia delle citazioni ad effetto la grandissima parte dei politici salernitani (del capoluogo e della provincia), invece di pensare a proporre soluzioni praticabili per la risoluzione dei numerosi problemi esistenti sul tavolo della politica, si sono consegnati anima e corpo alla fantasiosa interpretazione di sondaggi commissionati direttamente dagli stessi candidati e, quindi, molto tendenzialmente fasulli.

Fasulli perché poggiano le loro basi (come accaduto per la candidata sindaco Barone) su risultati di sondaggi fatti in serie e copia-incolla; non si spiega con un semplice refuso la parola “Velletri” apparsa al posto di Salerno sul referendum in questione che lancia la Barone verso vertici inimmaginabili ed inattesi; qui c’è stato un marchiano errore di ricopiatura di dati che riguardavano un’altra città. Mi ricorda tanto il momento in cui i magistrati all’epoca di tangentopoli scoprirono che sotto la copertina del progetto “Fondovalle Calore” si celava, invece, quello della “Fondovalle Calore” del beneventano e non quello salernitano; altro che refuso, quello fu il vero primo lamoroso copia-incolla della storia della nostra città.

Comunque i sondaggi da ieri sono stati richiusi nel cassetto e, anche se continueranno ad essere costruiti in segreto, non potranno più essere pubblicizzati, per nostra fortuna.

L'on. prof.ssa Eva Avossa

E mentre infuria la battaglia dei sondaggi le “tre civette” della politica salernitana stanno sempre “sul comò”, a fare che cosa non è dato sapere. Ma andiamo con ordine e ritorniamo all’ultimo consiglio comunale del 14 settembre scorso; all’esito di quel consiglio nel corso del quale sarebbero “volati gli stracci” tra maggioranza ed ex appartenenti alla stessa maggioranza e in risposta alle accuse dei tre parlamentari dei 5Stelle (Nicola Provenza, Angelo Tofalo e Andrea Cioffi, incapaci di costruire un’alternativa credibile) l’on. Eva Avossa (assessore e vice sindaco di Salerno per moltissimi anni) ha con spirito punzecchiante definito i tre parlamentari come “le tre civette sul comò” ed ha aggiunto in maniera condivisibile che “Le tre civette sul comó si sono ricordate che esiste Salerno. Mentre noi lavoriamo per il bene della nostra Collettività, c’è chi ancora parla senza conoscere le cose … il bilancio del Comune di Salerno è in ordine e consentirà alla città di portare avanti i tanti progetti in cantiere …  questo  lo dobbiamo al lavoro attento dell’amministrazione ed anche al lavoro parlamentare dell’On. Piero De Luca, che è riuscito a far arrivare a Salerno poche settimane fa quasi 36 milioni di euro … qui c’è un’Amministrazione e una filiera istituzionale che produce atti e fatti per il benessere del nostro territorio, altrove ci sono i leoni da tastiera che amano raccontare storie inesatte, auspicando il male della nostra comunità”. In tutta sincerità devo riconoscere di essere rimasto basito dalla condivisile analisi dell’on. Avossa che nel difendere l’operato dell’amministrazione, che è anche il suo operato, ha tirato fuori le unghie con forza e decisione.

Avv. Michele Sarno

Ma al di là dell’Avossa la cosa che in questi giorni mi ha maggiormente impressionato è stata la lucidità dell’analisi della situazione politica esternata dall’avv. Michele Sarno (candidato sindaco di gran parte del centro destra) nel contesto della conferenza stampa tenuta ieri mattina nei locali della sua segreteria politica in Piazza Casalbore. L’avvocato ha suggerito la giusta chiave di lettura dei risultati dei sondaggi (fasulli !!) che non devono essere visti tenendo conto del risultato numerico ma esaminati anche dal punto di vista dei singoli numeri in riferimento, però, allo zoccolo duro dell’elettorato deluchiano (di cui Enzo Napoli è l’espressione più plastica del momento) che in città è attestato da sempre intorno al 40%. Insomma, secondo Michele Sarno, mano a mano che quello zoccolo duro scende, tutti gli altri sono destinati a salire, come è accaduto anche a lui stesso che da un sondaggio dell’ultima ora (non commissionato direttamente) sembra poter andare al ballottaggio.

Sono d’accordo con Sarno e aggiungo che è proprio quell’inattaccabile zoccolo duro a fare la differenza da sempre; il sistema di potere politico deluchiano conta, difatti, sulla circostanza che ad ogni tornata elettorale tutti gli avversari si svenano in una infinita e dannosa corsa verso l’affermazione personale con la produzione di varie fasce di opposizione che non fanno altro che consentire a quel 40% di diventare automaticamente, e senza sforzi particolari, una piena maggioranza in quanto il frazionamento degli altri è foriero del raggiungimento facile della percentuale che anche questa volta consentirà a quel sistema di vincere e di sopravvivere.

Come dire che Salerno non si cambia con una campagna elettorale, Salerno si cambia con un lavoro durissimo di concentrazione del consenso di tutti gli altri su un solo candidato-avversario del deluchismo. Fino quando non si convinceranno della validità di questa ipotesi gli avversari saranno destinati a perdere sempre e comunque.

 

 

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