il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

“Buon compleanno Giancà”, 36esimo anniversario dell’uccisione del giovane cronista de Il Mattino Giancarlo Siani,aveva solo 26 anni,un modello di giornalismo d’inchiesta.

 

dr. Pietro Cusati (giornalista)

Napoli, 22 settembre 2021.Giancarlo Siani ,giovane cronista de Il  Mattino, fu ucciso sotto casa nel quartiere Vomero di Napoli , mentre era a bordo della sua Mehari verde, il 23 settembre 1985, aveva solo 26 anni. “Per Giancarlo Siani. Dalla verità sul delitto al mistero del dossier” è il titolo del libro che il quotidiano “Il Mattino” darà in omaggio ai suoi lettori giovedì 23 settembre 2021 per ricordare Giancarlo Siani  nel 36esimo anniversario della sua morte. La presentazione del volume si è svolta a Napoli  in anteprima nazionale martedì 21 settembre 2021 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, sede dal 2003 della prima Scuola di Giornalismo del Mezzogiorno peninsulare con un’aula intitolata nel 2008 proprio a Giancarlo Siani.Alla presentazione del libro,  introdotta dal Rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro,sono intervenuti  il direttore de “Il Mattino”, Federico Monga, il direttore della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”, Marco Demarco, il presidente della Fondazione Pol.i.s, Don Tonino Palmese e il presidente onorario della Fondazione Giancarlo Siani, Geppino Fiorenza.Presenti tra gli altri il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, il questore di Napoli, Alessandro Giuliano e il prefetto di Napoli, Marco Valentini.“Sono  vent’anni, sin dalla fondazione della nostra Scuola di Giornalismo, che l’Università Suor Orsola Benincasa con i tanti giornalisti professionisti che hanno fatto parte e fanno parte del nostro corpo docenti contribuisce ad un ricordo costante e non ‘di maniera’ della figura di Giancarlo Siani ,ha sottolineato  il Rettore Lucio d’Alessandro e soprattutto del suo esemplare lascito formativo per tutti i giovani che si affacciano ad una professione che seppur molto mutata negli anni non deve mai perdere la bussola della libertà e dell’indipendenza nella ricerca della verità. Credo che il fatto che i giovanissimi iscritti alla nostra Scuola di Giornalismo trovino all’ingresso della loro principale aula di studio una semplice targa intitolata a Giancarlo Siani e lavorino in luoghi a lui intitolati costituisca un monito importante che segna in positivo la loro formazione di giornalisti aperti sul mondo della libertà e della giustizia”.“Noi continuiamo a ricordare, lui continua a parlare ,continuando come la goccia ogni anno, finché avremo voce, a ricordare il suo sacrificio è un po’ come se volessimo ‘vendicarci’ di chi ha voluto farlo zittire”, ha detto Paolo Siani, fratello del giornalista.”La camorra, le mafie, possono uccidere i giornalisti ma non il giornalismo. E quando uccidono i giornalisti fanno alzare la voce ai cronisti che tendono sempre alla verità”.Il direttore del quotidiano Il Mattino, Federico Monga, ha presentato il libro ‘Per Giancarlo Siani. Dalla verità sul delitto al mistero del dossier’, curato dai cronisti del Mattino Pietro Perone e Leandro Del Gaudio e al cui interno ci sono i contributi, tra gli altri, dell’ex direttore Paolo Graldi e di alcune delle firme storiche del giornale: dall’indimenticato Raffaele Indolfi a Pietro Gargano, da Gigi Di Fiore a Giampaolo Longo, da Giuseppe Crimaldi a Daniela De Crescenzo e Antonino Pane. Il volume sarà in edicola in omaggio con il Mattino giovedì  23 settembre 2021, nel giorno del 36esimo anniversario dell’uccisione di Giancarlo Siani per mano della camorra. Il libro rappresenta ”un secondo tempo” che segue il volume pubblicato lo scorso anno dal titolo ‘Giornalista, giornalista’.  ”La fatica, la passione, la professionalità, il coraggio e l’impegno civile di Giancarlo , ha ricordato il direttore del Mattino Federico  Monga, non erano e non sono andati dispersi. Sono state le qualità con cui hanno lavorato giorno e notte ‘Per Giancarlo Siani’ i nostri giornalisti da quando nel settembre 1993 il pentito Salvatore Migliorino, affiliato al clan Gionta di Torre Annunziata, iniziò a svelare mandanti e killer della sua morte. Aver raccolto in un unico volume quel grande lavoro al servizio della verità è un tributo di completezza alla storia di Giancarlo e del nostro giornale”.
Le inchieste accertarono che il movente dell’agguato fu proprio il lavoro giornalistico realizzato da Siani. Un lavoro che , ha sottolineato il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho – ”è modello di quel giornalismo d’inchiesta che non si muove attraverso l’acquisizione dell’informazione a distanza ma entra nel territorio assumendo direttamente le fonti, comprendendo i fatti. I suoi articoli  erano il portato di una vera e propria indagine giornalistica di grandissima fondatezza”.

 

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